VISITA ALL’EX-MANICOMIO DI VOLTERRA – 1.

 

I manicomi emanano un fascino misterioso, intriso di sofferenza, ingiustizia e, non di rado, sadismo. Prima che la legge 180 chiudesse questi luoghi di “contenzione” – una parola che esprime un significato più temibile rispetto al termine “reclusione” – qui, a far compagnia ai “matti”, ai malati reali, come schizzofrenici, paranoici e alienati in generale, venivano recluse tutte quelle persone che, per disabilità psichica congenita, per estroversione o per insofferenza a regole imposte da altri, esprimevano pensieri e comportamenti non aderenti alla “norma”.

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VISITA ALL’EX-MANICOMIO DI VOLTERRA – 2.

Ovviamente, tra tanti presunti matti, ce n’erano molti che soffrivano realmente di nervi fragili, psicosi o sindromi dissociative, che non incontravano un miglior destino. Così come, tra tanti psichiatri più matti dei loro pazienti, ce n’è stato qualcuno che ha veramente cercato di alleviare la sofferenza della malattia mentale, quando non puntato direttamente a un’utopica guarigione. Continua a leggere

VISITA ALL’EX-MANICOMIO DI VOLTERRA – 3

Quando la prefettura ordinò all’ospedale di ospitare anche quegli elementi che, avendo commesso un crimine, fossero stati riconosciuti incapaci d’intendere e di volere, si dovette provvedere a costruire un nuovo padiglione: Il Ferri. Inizialmente i ricoverati al Ferri erano lasciati a se stessi. Al mattino erano invitati a uscire nel giardino protetto da un’adeguata recinzione e gl’infermieri uscivano dalla struttura ed assumevano il ruolo di veri e propri secondini. Se i degenti mostravano di essere tranquilli, in qualsiasi attività volessero svolgere, erano lasciati in pace. Diversamente si interveniva con durezza. Continua a leggere

VISITA ALL’EX-MANICOMIO DI VOLTERRA – 4

 

Progressivamente, anche basandosi sugli esperimenti condotti nel manicomio di Volterra, finalizzati al reinserimento del malato di mente nella società, una parte degli psichiatri coordinata dallo psichiatra veneziano Franco Basaglia, s’impegnò nel compito di riformare l’organizzazione dell’assistenza psichiatrica ospedaliera, proponendo un superamento della logica manicomiale in favore di una rete di centri di igiene mentale distribuiti sul territorio. Continua a leggere

“SAN GIROLAMO SCRIVENTE” ALL’AMBROSIANA

Caravaggio, “San Girolamo scrivente”, 1606. Biblioteca Ambrosiana, Sala Federiciana. Nikon D750, 24 mm (24-120 mm ƒ/4) 0,6" ƒ/4 ISO 640

Caravaggio, “San Girolamo scrivente”, 1606. Biblioteca Ambrosiana, Sala Federiciana

L’iconografia di San Girolamo, uno dei quattro Dottori della Chiesa, risente dell’immagine che deriva da un frammento autobiografico in cui il santo rievoca le asprezze del suo periodo di penitenza nel deserto della Calcide. Seminudo, i capelli sporchi, incolti, il corpo macilento, malcelato da una tela di sacco, martoriato nelle carni dalle mortificazioni autoinflitte, il ventre gonfio, attorniato da insetti immondi e belve feroci.    Continua a leggere