Picasso Metamorfosi

In programma fino al 17 febbraio 2019 a Palazzo Reale, la mostra Picasso Metamorfosi è incentrata sul rapporto che il genio spagnolo ha sviluppato con l’antichità e il mito.

Sx: Pablo Picasso, Donna seduta (1920). Olio su tela; 92 x 65 cm; inv. MP67 Paris, Musée National Picasso; dx: Anonimo, Statuetta di donna seduta (Tanagrina seduta con tholia). Terracotta; 22 x 12 cm; inv. CA 2149 – 9880136 AGR. Paris, Louvre, Départements des Antiquités greques, étrusques romaines

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Gabriele Basilico ad Aosta

A cinque anni dalla scomparsa, il Museo Archeologico di Aosta dedica una mostra al fotografo Gabriele Basilico (1944-2013) e propone La città e il territorio, una selezione di poco più di 200 immagini contenenti le sue celebri inquadrature urbane, ma non solo.

Dalla serie 1978/1980 Milano. Ritratti di fabbriche. Formato 30×40 con passepartout 50×50

Di formazione architetto, Gabriele Basilico dedicò la sua vita alla fotografia. Non alla fotografia in generale, ma alla fotografia degli edifici, allargando progressivamente il suo sguardo alle città e ai contesti naturali delle regioni in cui queste si trovano. Continua a leggere

Torre Fondazione Prada – Milano

Aperta al pubblico la Torre Fondazione Prada, l’edificio che dona una connotazione precisa all’area post-industriale dell’ex-distilleria Società Italiana Spiriti e fornisce un punto di riferimento visibile e riconoscibile da centinaia di metri di distanza.

Jeff Koons, Tulips 1995-2004. Sulla parete di fondo, Carla Accardi

La Torre è l’ultimo dei tre edifici nuovi del campus, che si vanno ad aggiungere ai sette preesistenti. Ristrutturati e adattati, dal 2015, accolgono le esposizioni temporanee (dalle mostre tematiche alle collettive, dalle antologiche ai progetti site-specific), mentre la Torre è stata concepita per ospitare Atlas, la collezione permanente della Fondazione.    Continua a leggere

Web Wall Whisper – Segni per la Speranza

Inaugurato a Torino al Primo Liceo Artistico Statale di via Carcano, nella 7a circoscrizione della Città di Torino, Segni per la Speranza, un grande murale “multimodale”, frutto di un’iniziativa congiunta tra MIBACT, Fondazione Spinola Banna, gli artisti Giuseppe Caccavale e Stefano Gervasoni e gli studenti e i professori del liceo artistico.

Primo Liceo Artistico Statale

Il muro interessato dal progetto è quello della palestra dello stesso liceo, che affaccia a Est sul Parco della Colletta, alla confluenza della Dora Riparia con il Po. Una parete dalle ragguardevoli dimensioni di metri 48,65×7,5.    Continua a leggere

SELVATICA – L’ARTE DELLA NATURA A BIELLA

Merita di essere visitata la kermesse annuale di Selvatica, organizzata da sei anni a Biella e nel Biellese per coniugare nelle sue diverse declinazioni il binomio che unisce “Natura” a “Cultura”, che affianca, tra le altre iniziative, gli scatti selezionati del concorso fotografico Nord-Ovest Naturae alle opere pittoriche del concorso nazionale Be Natural/Be Wild. Continua a leggere

LaCHAPELLE – LOST+FOUND A VENEZIA

“LaChapelle – Lost+Found”. Casa dei Tre Oci, aprile-settembre 2017

Dopo Keith Haring (1958-1990) e  Jean-Michel Basquiat (1960-1988), David LaChapelle (1963) è il terzo degli artisti maledetti del newyorkese ventesimo secolo. Il fotografo. Quello che è sopravvissuto. Senza citare alcun nome, LaChapelle spiega di essersi interrogato sul mistero della vita e della morte. E della sopravvivenza. «Perché io no?» O, piuttosto, «Io quando?» Continua a leggere

VISITA ALL’EX-MANICOMIO DI VOLTERRA – 1.

 

I manicomi emanano un fascino misterioso, intriso di sofferenza, ingiustizia e, non di rado, sadismo. Prima che la legge 180 chiudesse questi luoghi di “contenzione” – una parola che esprime un significato più temibile rispetto al termine “reclusione” – qui, a far compagnia ai “matti”, ai malati reali, come schizzofrenici, paranoici e alienati in generale, venivano recluse tutte quelle persone che, per disabilità psichica congenita, per estroversione o per insofferenza a regole imposte da altri, esprimevano pensieri e comportamenti non aderenti alla “norma”.

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VISITA ALL’EX-MANICOMIO DI VOLTERRA – 2.

Ovviamente, tra tanti presunti matti, ce n’erano molti che soffrivano realmente di nervi fragili, psicosi o sindromi dissociative, che non incontravano un miglior destino. Così come, tra tanti psichiatri più matti dei loro pazienti, ce n’è stato qualcuno che ha veramente cercato di alleviare la sofferenza della malattia mentale, quando non puntato direttamente a un’utopica guarigione. Continua a leggere

VISITA ALL’EX-MANICOMIO DI VOLTERRA – 3

Quando la prefettura ordinò all’ospedale di ospitare anche quegli elementi che, avendo commesso un crimine, fossero stati riconosciuti incapaci d’intendere e di volere, si dovette provvedere a costruire un nuovo padiglione: Il Ferri. Inizialmente i ricoverati al Ferri erano lasciati a se stessi. Al mattino erano invitati a uscire nel giardino protetto da un’adeguata recinzione e gl’infermieri uscivano dalla struttura ed assumevano il ruolo di veri e propri secondini. Se i degenti mostravano di essere tranquilli, in qualsiasi attività volessero svolgere, erano lasciati in pace. Diversamente si interveniva con durezza. Continua a leggere

VISITA ALL’EX-MANICOMIO DI VOLTERRA – 4

 

Progressivamente, anche basandosi sugli esperimenti condotti nel manicomio di Volterra, finalizzati al reinserimento del malato di mente nella società, una parte degli psichiatri coordinata dallo psichiatra veneziano Franco Basaglia, s’impegnò nel compito di riformare l’organizzazione dell’assistenza psichiatrica ospedaliera, proponendo un superamento della logica manicomiale in favore di una rete di centri di igiene mentale distribuiti sul territorio. Continua a leggere