UN PERSIANO ALLA BIENNALE DI VENEZIA – 2

L’esposizione è costituita da nove trans-padiglioni collegati in un percorso in cui sono distribuiti i lavori di 120 artisti selezionati dalla curatrice: Padiglione Centrale dei Giardini, dove i trans-padiglioni sono due: Padiglione deli Artisti e dei Libri e Padiglione delle Gioie e delle Paure; – Corderie dell’Arsenale: Padiglione dello Spazio Comune, Padiglione della Terra, Padiglione delle Tradizioni, Padiglione degli Sciamani, Padiglione Dionisiaco, Padiglione dei Colori, Padiglione del Tempo e dell’Infinito.
Nonostante il suddetto ordine, sembra comunque naturale incominciare la visita dall’Arsenale (di Cristina Risciglione e Renato Corpaci). Continua a leggere

SELVATICA – L’ARTE DELLA NATURA A BIELLA

Merita di essere visitata la kermesse annuale di Selvatica, organizzata da sei anni a Biella e nel Biellese per coniugare nelle sue diverse declinazioni il binomio che unisce “Natura” a “Cultura”, che affianca, tra le altre iniziative, gli scatti selezionati del concorso fotografico Nord-Ovest Naturae alle opere pittoriche del concorso nazionale Be Natural/Be Wild. (di Cristina Risciglione) Continua a leggere

UN PERSIANO ALLA BIENNALE DI VENEZIA – 1

Bernardo Oyarzun, “Werken”, Padiglione del Cile.

A chi mi chiede che cosa pensi della 57a Biennale d’Arte di Venezia, confesso candidamente di non ritenermi sufficientemente competente per dare un giudizio su cose che in fin dei conti non capisco. Né aiuta la fretta che anima il visitatore confrontato con una mole di immagini decisamente schiacciante (di Cristina Risciglione e Renato Corpaci). Continua a leggere

A LODI LA CATTEDRALE VEGETALE DI GIULIANO MAURI

Lodi, la “Cattedrale Vegetale” di Giuliano Mauri

Affermare che Giuliano Mauri (1938-2009) fosse un artista sui generis è dire una banalità. Intanto, il suo excursus parte dalla bottega del fornaio, dove Mauri ha lavorato come apprendista dall’età di 10 anni. Boxeur nel campionato “amatori”, nei pesi Welter a Milano, dopo il matrimonio lo troviamo titolare a Lodi di un pastificio artigianale ma, dal ‘64, frequenta gli incontri dei circoli di poesia di Milano. (di Cristina Risciglione) Continua a leggere

FERDINANDO SCIANNA, ISTANTI DI LUOGHI

Calabria, 1973. © Ferdinando Scianna/MagnumPhotos/Contrasto

Il fotografo è un opportunista pronto a catturare le immagini che si compongono di fronte al suo sguardo. Un fotografo cattura un po’ di tutto, del resto dipende anche da quello che gli capita, spesso in maniera del tutto casuale. Il caso implica anche che il fotografo, il fotoreporter, sia impegnato a coprire un certo evento e che, in quella sede, si trovi davanti qualcosa di totalmente diverso o, perlomeno, d’inaspettato. È frequente, a posteriori, che il fotografo poi “scremi” selezioni e raggruppi gli scatti secondo un’idea, secondo concetti o secondo “generi”. Gli capita così di scoprire prospettive e dettagli che non aveva notato precedentemente.  Continua a leggere

LaCHAPELLE – LOST+FOUND A VENEZIA

“LaChapelle – Lost+Found”. Casa dei Tre Oci, aprile-settembre 2017

Dopo Keith Haring (1958-1990) e  Jean-Michel Basquiat (1960-1988), David LaChapelle (1963) è il terzo degli artisti maledetti del newyorkese ventesimo secolo. Il fotografo. Quello che è sopravvissuto. Senza citare alcun nome, LaChapelle spiega di essersi interrogato sul mistero della vita e della morte. E della sopravvivenza. «Perché io no?» O, piuttosto, «Io quando?» (di Cristina Risciglione) Continua a leggere

PROLOGO A MONZA DEL CAMPIONATO ENDURANCE

Nakajima taking to the disengagement entering the Second Chicane with the Toyota TS050-Hybrid at dusk

Quando nelle giornate di vento si è abituati a sentire il rombo dei motori giungere dal circuito di Monza direttamente all’uscio di casa propria, è difficile ignorare un evento come il ritorno, dopo una lunga assenza sulla storica pista, della classe prototipi. Continua a leggere

ANTONIO LIGABUE – CASTELLO VISCONTEO DI PAVIA

Antonio Ligabue, Scuderie del Castello Visconteo, Pavia, marzo-giugno 2017.

Un uomo va dal neurologo e dichiara: «Dottore, mi sento infelice, mi dia qualcosa contro la depressione». Il medico pone qualche domanda per delineare il quadro clinico dell’uomo che gli racconta le controverse vicende della propria vita. Alla fine il medico emette la diagnosi: «Lei non è depresso. Lei possiede dei seri motivi per essere infelice». Questo aneddoto può aiutare a capire la complessa figura di Antonio Ligabue. Continua a leggere