Opera Laboratori acquisisce Fratelli Navarra

L’azienda Fratelli Navarra, una delle realtà italiane di riferimento nel restauro monumentale e nella manutenzione programmata e preventiva di opere d’arte e beni architettonici, entra a far parte del Gruppo Opera Laboratori, già primario operatore nella gestione, valorizzazione e comunicazione dei beni culturali. Nasce Opera Navarra (di Cristina Risciglione e Renato Corpaci).

Da sx: Attilio Maria Navarra (AD di Fratelli Navarra) e Giuseppe Costa (Presidente Opera Laboratori) all’Accademia di Brera

Fondata nel 1999, in oltre venticinque anni di attività, l’azienda Fratelli Navarra, una delle realtà di riferimento nel restauro monumentale e nella manutenzione programmata e preventiva di opere d’arte, ha realizzato e realizza interventi su alcuni dei siti più rappresentativi del patrimonio storico e artistico italiano, tra cui Piazza San Pietro a Roma, la Basilica di Sant’Antonio a Padova, il Castello Sforzesco di Milano, la Villa Reale di Monza, la Reggia di Caserta e il parco archeologico di Pompei.

Dall’altro lato, Opera Laboratori è tra i principali operatori italiani nella gestione e valorizzazione dei Beni Culturali. Con un’esperienza trentennale, gestisce circa 100 musei, siti monumentali e complessi culturali su tutto il territorio nazionale, accogliendo oltre 15 milioni di visitatori l’anno grazie a un organico di oltre 1.000 persone e a una rete di 8 Visitor Center. L’azienda opera lungo l’intera filiera dei servizi culturali — dalla progettazione museale ai laboratori di restauro, falegnameria e scenografia, fino alla comunicazione e all’accoglienza — con l’obiettivo di costruire un rapporto sempre più stretto tra i territori, il loro patrimonio e chi li visita.

L’ingresso di Fratelli Navarra nel Gruppo Opera Laboratori, perfezionato lo scorso 16 giugno con la cessione del pacchetto di maggioranza, ha aperto la strada a un passaggio di più ampio respiro: la trasformazione dell’impresa in Opera Navarra, formalizzata il 13 luglio scorso insieme alla nomina dei nuovi Organi Sociali.

La Società porta in dote al Gruppo Opera Laboratori un patrimonio di competenze tecniche maturato sui cantieri di primissimo piano in tutta Italia.

Con la nascita di Opera Navarra, si impone un nuovo protagonista nella cura e nella rinascita del patrimonio storico e artistico del Paese. Con Opera Navarra il Gruppo Opera Laboratori – oltre a custodire, valorizzare e comunicare il patrimonio culturale – acquisisce il livello che si occupa del cantiere e della mano dei restauratori.

E’ chiaro che a questo punto, attraverso le aziende controllate – come Opera Navarra – il Gruppo Opera Laboratori potrà offrire, una chiara visione strategica del Patrimonio Culturale Italiano; con Opera Navarra assistenza sul fronte del restauro, con Sillabe assiste l’editoria ed il merchandising, con Studio3 sul fronte della produzione video e contenuti multimediali, con Opera San Gimignano sul recupero e riqualificazione di Beni Culturali e con Papesse Immobiliare per una visione contemporanea della cultura, mantenendo sempre alto il livello qualitativo che continua a rendere Opera Laboratori leader nazionale sul fronte della gestione, valorizzazione e comunicazione del Patrimonio Culturale pubblico, ecclesiale e privato.

Il cortile principale dell’Accademia con i lavori

Non è un caso che il dato di fatto dell’acquisizione sia stato presentato nella sala Bassetti dell’Accademia durante una conferenza stampa officiata dal Direttore di Brera, Angelo Maria Crespi.

La storia dell’edificio che ospita Accademia, Pinacoteca, Biblioteca Braidense, l’Orto Botanico e l’Osservatorio Astronomico, risale al 1200, quando l’area, allora detta “braida” (prato), ospitava un convento e una chiesa della Confraternita degli Umiliati.

L’edificio che ospita l’Accademia di Brera affronta una serie di lavori di manutenzione e ristrutturazione, dovuti all’inesorabile scorrere del tempo di un edificio che vanta non meno di cinque secoli di storia

Nel 1572 il complesso passò ai Gesuiti, che vi istituirono un collegio. All’inizio del Seicento, l’architetto Francesco Maria Richini diresse una grande ristrutturazione per ampliare la struttura e conferire al palazzo un aspetto solido ed elegante.

Nel 1773 l’ordine dei Gesuiti fu sciolto e il palazzo divenne di proprietà dello Stato austriaco. Nel 1776 l’imperatrice Maria Teresa d’Austria fondò ufficialmente l’Accademia di Belle Arti, affidando i lavori di completamento all’architetto Giuseppe Piermarini.

Possiamo dire che il complesso conti qualche primavera e necessiti, di conseguenza, di qualche intervento di manutenzione. Ciò anche in relazione al cambiamento climatico (la stagione estiva ha già visto a Firenze la chiusura temporanea degli Uffizi a causa del caldo e dell’eccessivo numero di “ospiti”), in ragione del benessere delle opere d’arte e degli stessi visitatori.

Ecco perciò che Opera Navarra, già protagonista della ristrutturazione di Palazzo Citterio, è oggi coinvolta nella ristrutturazione del complesso, un’iniziativa che interesserà diversi ambiti – a cominciare dal tetto, dai sistemi di trattamento dell’aria e dalla prevenzione antincendio – e durerà almeno 3 anni, senza compromettere la frequenza degli studenti o il flusso di visitatori che, nel 2025, ha raggiunto la ragguardevole cifra di 650.000 presenze.

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