Dal 15 luglio al 25 ottobre 2026, il grande ledwall al piano terra di Palazzo Citterio a Milano, accoglie Lorem Ipsum Variorum, il nuovo progetto dell’artista e poetessa americana di origini mongole Sasha Stiles (di Cristina Risciglione e Renato Corpaci).

Sasha Stiles (Pasadena, 1980) è una poetessa e artista kalmyk-americana, di origini mongole, che intreccia linguaggio e tecnologia per interrogare il significato di essere umani nell’era dell’intelligenza artificiale. Con laurea in Lettere ad Harvard (‘02) e un master di Creative Writing a Oxford (‘04), ha ridefinito la poesia come “tecnologia antica” viva, sperimentando opere ibride che uniscono versi, algoritmi, immagini e performance. I suoi progetti multimediali integrano testo, immagine, suono e codice.
Le sue opere cardine – dal libro-generativo Technelegy (2021/22) alle installazioni interattive A Living Poem (MoMA, 2025) e Words Beyond Words (Art Basel, 2025) – utilizzano AI (GPT-2/3/4), blockchain e nuove tipografie per esplorare temi di memoria, corpo, ripetizione e post-umanesimo. Textblocks (2016–in corso) è una serie di “poemi multimediali” pubblicati su piattaforme NFT (Objkt.com). Ogni “textblock” è un breve testo poetico visivamente impaginato come un quadrato simil-Instagram, spesso accompagnato da elementi grafici.




Repetae (2022–in corso) è una serie di poesia visiva generativa che esplora la ripetizione in arte e vita. Ogni opera di Repetae combina testo poetico e codice AI in loop grafici, mostrando come il significato emerga attraverso cicli ricorsivi di pattern. Ha vinto il Prix Ars Electronica 2024 (Distinction in AI Art) ed è stata finalista al Lumen Prize 2024. La creazione Repetae: Again, Again (2023) – un video-poema pubblicato con Gucci su ArtSpace – è un singolo ciclo esemplare del progetto.
Temi e tecniche ricorrenti
Sasha Stiles ha ricevuto riconoscimenti internazionali (Prix Ars Electronica 2024, finalista Lumen Prize) ed è considerata una voce di punta nel dialogo fra poesia e tecnologia.
Per Sasha Stiles, la poesia non è un testo statico e definitivo, ma un sistema dinamico. Opere come A Living Poem (esposta al MoMA 2025–2026) incarnano questa visione: il testo generato dall’AI muta costantemente nel tempo, rifiutando la permanenza. Questo trasforma l’atto poetico in un processo biologico, suggerendo che, nell’epoca dell’AI, il linguaggio è un organismo in continua evoluzione, “sempre incompiuto” e in divenire, proprio come la nostra relazione con la tecnologia.
In questi progetti la tecnologia non è puro effetto spettacolare. Le sue opere multimediali sfruttano machine learning, prompt crafting e software generativo per far dialogare intuizione umana e calcolo. Ogni lavoro è spesso accompagnato da musica originale (Kris Bones) e performance live (recitazione, voce), con l’obiettivo di far emergere significati nuovi da interfacce e codici.
L’AI come alter ego e interlocutore
Sasha Stiles ha sviluppato un modello di intelligenza artificiale personalizzato, chiamato Technelegy, addestrato inizialmente sulle sue stesse poesie.




L’AI riflette la voce dell’artista, ma ne crea una versione “altra”. Stiles descrive questo processo come un déjà vu costante, in cui emergono versi che lei stessa non ha mai scritto, ma che portano l’eco della sua sensibilità.
L’AI non sostituisce l’umano, ma espande il potenziale creativo. Stiles esplora l’idea che la tecnologia sia intrinsecamente una “tecnologia del linguaggio”, radicata nelle antiche forme di espressione umana (come la rima e la ripetizione, che originariamente servivano a memorizzare e tramandare dati).
Dal punto di vista tecnologico, Sasha Stiles considera l’AI parte integrante della sua poetica. Descrive la poeticità come «sintesi di emozione e algoritmo». I suoi testi vengono co-generati con modelli di linguaggio (ad es. GPT-4) personalizzati (“fine-tuning” sui suoi scritti). Stiles studia l’AI non come strumento neutro ma come “compagnia creativa”: il suo alter ego AI, Technelegy, le fornisce spunti, mentre lei filtra e seleziona i risultati in funzione della visione poetica. In sintesi, la tecnica di Stiles fonde machine learning, progettazione di prompt, coding creativo, e blockchain in un processo artistico collaborativo.
«We trust syntax the way our ancestors trusted constellations, following desire shaped like scattered signals in the dark»
Il “design” come linguaggio trasversale
Sebbene Sasha Stiles non abbia un percorso accademico formale in graphic design — avendo studiato presso Harvard e Oxford con un focus primario sulla poesia e sulle discipline umanistiche — la sua opera si muove con estrema consapevolezza nel campo della poesia visiva e concettuale.
Stiles sostiene che la poesia sia la tecnologia più antica dell’umanità. Per lei, il design e la disposizione visiva del testo non sono semplici decorazioni, ma parte integrante del “codice” poetico. Quando progetta, Stiles agisce come un’artista che cerca di visualizzare il linguaggio, trattando le parole come materia fisica.
In sostanza, per Sasha Stiles, il design è un linguaggio trasversale. La sua formazione umanistica non le impedisce di usare la grafica, ma anzi le fornisce la lente critica per trattare il design come una forma di letteratura visiva, dove il come viene scritto un poema è tanto importante quanto il contenuto semantico del testo stesso.




L’interesse di Stiles per il Lorem Ipsum — il testo segnaposto utilizzato nella grafica editoriale per secoli — dimostra come la sua ricerca attinga direttamente alla storia della tipografia e dell’impaginazione. Lei non “disegna” grafica, ma decostruisce la storia del testo stampato e digitale per rivelarne la natura di organismo vivo che cambia nel tempo.
Lorem Ipsum Variorum
Il Lorem Ipsum è il più famoso testo segnaposto, detto anche falso testo, utilizzato dai grafici fin dal XVI secolo. Serviva (e serve) per riempire bozze e valutare l’impaginazione senza distrarre il lettore con il contenuto. Questo testo deve la sua enorme popolarità negli anni ’60 ai fogli di caratteri trasferibili Letraset, che venivano utilizzati per comporre titoli e testi sfregando le lettere sul bozzetto a cui si stava lavorando.
Le parole sono tratte dal testo in latino De finibus bonorum et malorum (I fini del bene e del male), scritto nel 45 a.C. da Cicerone, ma comunque rese incomprensibili anche a un cultore del latino classico.
Se ne scrive perché Lorem Ipsum Variorum è il titolo del nuovo progetto di Sasha Stiles, che riflette sui temi del linguaggio, della memoria, della traduzione e dell’intelligenza artificiale, interrogando il rapporto tra scrittura, cultura editoriale e sistemi generativi contemporanei.
«The look of language is sometimes enough to make us believe what we mean»
Il termine variorum appartiene alla tradizione filologica e indica un’edizione che raccoglie versioni, annotazioni e interpretazioni diverse di uno stesso testo.
Il Lorem Ipsum diventa la metafora di un linguaggio che attraversa il tempo, perde parti di sé, si modifica, genera interpretazioni inattese senza smettere di produrre significato.
Un’autentica artista contemporanea
A Palazzo Citterio il progetto trova un contesto particolarmente significativo. All’interno della Grande Brera e in dialogo ideale con la Biblioteca Nazionale Braidense, Lorem Ipsum Variorum entra in relazione con uno dei luoghi italiani maggiormente legati alla conservazione e alla trasmissione della memoria scritta. Libri, manoscritti, edizioni e stratificazioni del sapere continuano nelle superfici luminose del Ledwall, che si trasforma in una pagina del presente.
Lorem Ipsum Variorum, la sequenza di “quadri” proiettati sul ledwall di Palazzo Citterio, è costituita da frasi (versi?) in caratteri tipografici di vario formato, fittamente impaginati e accompagnati da suoni originali. Il visitatore del museo è incoraggiato a sedere di fronte allo scorrere di ciascun quadro, lasciandosi travolgere dall’impaginazione grafica, cercando di cogliere il senso di ciascuno di essi, il che trasforma la poesia in un’esperienza sensoriale estesa.
«Consciousness itself is this beautiful glowing error: a tendency to Hallucinate in absentia.»
Questi brevi estratti (in lingua originale) illustrano come Stiles usi metafore sorprendenti e struttura libera per esprimere idee su tecnologia, emozione e modernità. In ciascun verso la forma (ritmo spezzato, ripetizione, immagini binarie) serve il contenuto concettuale, mostrando il suo approccio ibrido di “ars poetica cybernetica”.
Critici e curatori sottolineano la “chiarezza, risonanza emotiva e rigore concettuale” del suo lavoro, lodando la sua capacità di «collegare tradizione e innovazione» nel linguaggio.




“C’è un ulteriore elemento che rende questo lavoro particolarmente affascinante – afferma Clelia Patella. Per decenni quel testo è rimasto sotto i nostri occhi senza che nessuno lo abbia mai letto davvero. Ha accompagnato libri, riviste, giornali, siti internet e progetti grafici come una presenza discreta, sospesa nell’attesa di essere sostituita. Un testo nato per attendere l’arrivo di un altro testo. Ed è in questa attesa che si nasconde una delle intuizioni più poetiche del lavoro di Sasha Stiles. Il Lorem Ipsum esiste come promessa, come possibilità ancora aperta. Prima che un testo venga scritto, prima che le parole trovino una forma definitiva, esiste sempre uno spazio di incertezza, un intervallo in cui significato, errore e immaginazione convivono”
Per maggiori informazioni: Palazzo Citterio Milano









