La Società Agricola La Raia, situata sulle colline del Gavi, nel basso Piemonte, è il prodotto della transizione di un territorio agricolo da regime di monocoltura industriale a distretto multifunzionale integrato (di Cristina Risciglione e Renato Corpaci).

Acquisita nel 2002 dall’imprenditore Giorgio Rossi Cairo, la tenuta La Raia copriva un’area originariamente gestita secondo i canoni dell’agricoltura convenzionale, caratterizzata da un uso intensivo di trattamenti chimici.
La spinta al cambiamento è nata all’interno della compagine familiare, dove la seconda generazione, rappresentata da Piero e Caterina Rossi Cairo, ha promosso l’adozione di un approccio agronomico alternativo, culminato nella conversione biologica e nella successiva certificazione biodinamica Demeter ottenuta nel 2007.

La ristrutturazione della tenuta ha ridefinito i confini fisici e concettuali dell’azienda agricola tradizionale. Sotto la guida di Piero Rossi Cairo, che ha abbandonato la professione legale per dedicarsi a tempo pieno alla gestione dell’impresa, il progetto si è ampliato verticalmente e orizzontalmente. Nel solco di questa strategia di valorizzazione territoriale si colloca l’acquisizione di Cascina Cucco a Serralunga d’Alba, rinominata Tenuta Cucco, un’azienda agricola biologica focalizzata sulla produzione di grandi vini rossi a base di Nebbiolo nel distretto delle Langhe.
L’unione di queste due realtà sotto il marchio ombrello Tenimenti Rossi Cairo definisce un asse enologico e agronomico complementare che unisce il Gavi e le Langhe, promuovendo un modello d’impresa agricola resiliente e proiettata verso la sostenibilità a lungo termine.
Rigenerazione del Suolo e Biodiversità
Nei circa 180-200 ettari complessivi, la rigenerazione del suolo marnoso e calcareo è ottenuta attraverso un protocollo agronomico di tendenza staineriana che esclude categoricamente l’uso di fertilizzanti e pesticidi di sintesi. Il mantenimento della fertilità profonda si basa sulla rotazione colturale di cereali antichi, quali il farro monococco e la segale, alternati a leguminose e foraggiere per il sovescio.
L’equilibrio nutrizionale dell’organismo agricolo è completato dall’allevamento brado di vacche di razza Fassona piemontese. Questi animali, lasciati pascolare liberamente nei prati della tenuta, contribuiscono alla concimazione naturale dei terreni e forniscono la materia prima per la filiera gastronomica interna. Parallelamente, la presenza di oltre 150 arnie destinate alla produzione di miele biologico monofloreale di acacia e millefiori certifica l’assenza di inquinanti ambientali e arricchisce la complessa biodiversità floristica del territorio.






La Cantina in Pisé
Costruita nel 2003, la cantina de La Raia si distingue per l’impiego della terra cruda compattata mediante l’antica tecnica del pisé, un metodo costruttivo tipico del novese ma progressivamente abbandonato nel corso del ventesimo secolo. Il progetto è stato affidato a Martin Rauch, artista e costruttore austriaco considerato un pioniere internazionale del settore e titolare della cattedra onoraria UNESCO per l’architettura di terra.
Sotto il profilo fisico e bioclimatico, l’integrazione del pisé offre risposte eccellenti alle necessità di conservazione e invecchiamento del vino, come l’inerzia termica, che assorbe le fluttuazioni della temperatura esterna, mantenendo stabili i locali di affinamento senza richiedere sistemi di climatizzazione artificiale energivori.
Inoltre, l’argilla cruda è un materiale igroscopico in grado di assorbire l’umidità in eccesso e di rilasciarla nei periodi di siccità ambientale, riducendo la proliferazione di muffe, proteggendo le botti in legno e riducendo l’evaporazione del vino.
Infine, non richiedendo l’uso di leganti chimici, solventi o additivi sintetici, la muratura in terra cruda garantisce la totale assenza di emissioni, preservando la purezza olfattiva dei vini durante le delicate fasi di microssigenazione in legno.
Il Pisé presenta molte affinità con l’Adobe del Magreb (trattato qui in un precedente articolo), dove si fa largo uso di entrambe le tecniche che vengono spesso combinate nello stesso edificio. In zona, l’adobe è noto come toub, mentre il pisé è chiamato alleuh.
Ad integrazione del profilo di sostenibilità, sul tetto della cantina è installato un impianto fotovoltaico da circa 250 kW abbinato a un sistema di batterie ad accumulo che garantisce oltre il 60% l’autonomia energetica del polo produttivo.
Selezioni Vitivinicole de La Raia e Tenuta Cucco
Il Gavi è un vino bianco DOCG prodotto nella zona del comune di Gavi, che comprende 11 comuni della provincia di Alessandria. Il frutto principale utilizzato per la produzione del Gavi è il Cortese, un vitigno a bacca bianca, autoctono.





I processi di vinificazione de La Raia riflettono la filosofia biodinamica applicata in vigna. Le uve, raccolte rigorosamente a mano e sottoposte a una doppia selezione nei vigneti e su tavoli di cernita in cantina, vengono diraspate delicatamente prima della pressatura soffice, garantendo che solo gli acini più sani giungano alle vasche di fermentazione.
Le fermentazioni avvengono esclusivamente a opera di lieviti autoctoni e a temperatura controllata in serbatoi di acciaio inossidabile o in grandi botti di rovere, limitando al minimo l’apporto di zolfo e bandendo qualsiasi additivo enologico.
Il terreno della zona è composto da sedimenti marini e argille, che conferiscono al vino una buona mineralità e acidità.
Dal colore giallo paglierino chiaro e dal profumo delicato e fruttato, con note di mela verde, pera, limone e fiori bianchi, al palato il Gavi de La Raia è secco, con una buona acidità e un finale leggermente amaro.






Più sbilanciata sui rossi, la tenuta Cucco, al massimo, produce un rosé. Dai classici Nebbiolo alle sapidità di Barbera, Dolcetto e Langhe Nebbiolo, fino ai corposi Barolo, la cantina sposa la tradizione di Serralunga d’Alba. Inoltre, vengono prodotti uno Chardonnay affinato in legno e, a partire dalla vendemmia 2023, come si diceva, un Langhe Rosato chiamato “Il Rosa”, ottimo rinfrescante per una giornata di caldo intenso.
Il Polo Pedagogico Steineriano
Nata all’interno della tenuta La Raia, un asilo e una scuola elementare basati sulla pedagogia Waldorf-Steiner, sono gestiti dall’associazione “Intorno al Melo” fondata da Caterina Rossi Cairo.
Ora trasferitasi a Novi Ligure, questa struttura, attiva da oltre undici anni, è concepita per accogliere i bambini del territorio circostante. Il percorso didattico integra l’apprendimento curriculare con attività pratiche a contatto con la natura, stimolando nei bambini una profonda consapevolezza ecologica attraverso l’osservazione dei cicli agronomici e la manipolazione di materiali naturali.
Locanda La Raia
La Locanda La Raia è un relais di charme inaugurato nel 2017 all’interno di una stazione di posta dell’Ottocento, precedentemente nota come Osteria Lomellina. L’intervento di restauro conservativo, curato dallo studio milanese deamicisarchitetti, ha preservato le volumetrie storiche tipiche della tradizione piemontese, ridisegnando gli interni attraverso un accostamento cromatico armonioso tra mobili d’antiquariato del Seicento e dell’Ottocento e icone del design contemporaneo.









L’organizzazione ricettiva e le sue dotazioni tecniche sono strutturate per garantire un’esperienza immersiva e a basso impatto ambientale.
La cucina della Locanda, governata dallo chef Tommaso Arrigoni e premiata con la Stella Verde MICHELIN per il suo impegno nella sostenibilità, valorizza la biodiversità della tenuta e dei piccoli produttori locali selezionati secondo i presidi Slow Food.
Arte Contemporanea ed Ermeneutica del Paesaggio
La dimensione culturale de La Raia si esprime attraverso l’attività della Fondazione La Raia – arte cultura territorio, istituita nel 2013 da Giorgio Rossi Cairo e Irene Crocco. Diretta dal gennaio 2017 dalla storica dell’arte e curatrice Ilaria Bonacossa, la fondazione si propone l’obiettivo di stimolare una riflessione critica sul paesaggio rurale attraverso il contributo di artisti, filosofi, architetti e fotografi internazionali.

Il comitato scientifico vanta la presenza di figure di primo piano del panorama museale e accademico contemporaneo, tra cui Flavio Albanese, Marco Galateri di Genola, Vicente Todolì, Stefano Baia Curioni e James Bradburne. Questa impostazione ha permesso alla fondazione di ricevere la menzione speciale “Fondazione d’impresa” nell’ambito del premio Cultura + Impresa.








Le installazioni site-specific sono collocate lungo i sentieri dell’arte della tenuta e nei pressi degli edifici storici del Borgo e della Locanda, integrandosi con le diverse matrici vegetali della mappa interattiva sviluppata su tecnologia Leaflet.
Gli autori presenti sono:Remo Salvadori, Koo Jeong A, Michael Beutler, Adrien Missika, Tami Izko, Teresa Giannico e Riccardo Previdi.
L’interazione tra le opere d’arte contemporanea, la conduzione agricola e l’ospitalità d’élite configura La Raia non semplicemente come un’azienda vitivinicola, ma come un ecosistema culturale complesso. In questo contesto, l’arte agisce come strumento ermeneutico, aiutando il visitatore a comprendere la profonda interconnessione tra l’azione dell’uomo e la rigenerazione ecologica del territorio.
Borgo Merlassino
Il Borgo, un piccolo villaggio contadino dell’800 ristrutturato all’interno de La Raia, è la location ideale per una giornata di team building e di lavoro fuori sede.


Inoltre, Borgo Merlassino mette a disposizione degli ospiti quattro appartamenti identificati secondo le varietà del miele prodotto nell’azienda agricola biodinamica: Acacia, Millefiori, Bosco e Ape Regina. Tutti di diverse metrature, gli appartamenti sono, arredati secondo una combinazione di design contemporaneo e pezzi d’antiquariato reperiti tra le colline del Gavi.
Lavagnino Film Festival “Music & Cinema”
Borgo La Raia è stato teatro di un episodio della Summer Edition dell’International Lavagnino Film Festival “Music & cinema”, iniziativa itinerante nelle dimore della provincia che sono state o potrebbero essere sede di set cinematografici.



Domenica 28 giugno 2026, alle ore 18, presso Il Borgo di La Raia in Via Gavi 90 a Novi Ligure la violinista solista Maristella Patuzzi e gli Archi dell’Orchestra Classica di Alessandria hanno presentato Le 4 stagioni di Vivaldi, una tra le composizioni barocche più utilizzate nel cinema come colonna sonora, composizione che trova anche posto nella biografia di Piero Rossi Cario, come da lui stesso confessato durante la presentazione dello spettacolo.
Per maggiori informazioni: Tenimenti Rossi Cario ()









