Dinamiche da Vulcano

•

L’isola di Vulcano, situata nell’arcipelago delle Eolie, rappresenta l’espressione emersa di un esteso e dinamico apparato vulcanico attivo, attualmente in fase di quiete. Si configura, cioè, come un sistema naturale estremamente dinamico, in cui la stabilità geofisica non può mai essere data per acquisita (di Cristina Risciglione e Renato Corpaci).

L’isola di Vulcano, nelle Eolie, vista da Lipari

L’esperienza accumulata durante la crisi geochimica del 2021 e le repentine variazioni dei flussi gassosi dell’agosto 2025 evidenziano che il vulcano possieda una marcata sensibilità a repentine risalite di fluidi idrotermali.

La mitigazione del rischio vulcanico e antropico su un’isola a così forte vocazione turistica richiede un delicato compromesso tra sicurezza pubblica e sostenibilità economica. L’introduzione di strumenti avanzati, come i sistemi di monitoraggio satellitare per lo studio continuo delle deformazioni del suolo e gli algoritmi di intelligenza artificiale per l’analisi termica predittiva del sistema idrotermale, rappresenta la frontiera scientifica per la prevenzione delle emergenze.

La corretta perimetrazione delle aree fumaroliche, l’applicazione rigorosa dei regolamenti presso la Fossa dei Fanghi e l’adozione di limitazioni flessibili per l’ascensione al cratere de La Fossa costituiscono, allo stato attuale, le uniche metodologie efficaci per consentire la fruizione di un territorio unico al mondo, garantendo la salvaguardia delle vite umane e lo sviluppo compatibile delle attività sociali ed economiche.

L’ultima grande manifestazione eruttiva registrata sull’isola di Vulcano si è sviluppata presso il cratere de La Fossa tra il 3 agosto 1888 e il 22 marzo 1890, per una durata complessiva di diciannove mesi e diciannove giorni. Questo evento ha assunto una straordinaria rilevanza nella storia della vulcanologia moderna.

L’impatto socio-economico sul territorio fu drastico. James Stevenson, un industriale originario di Glasgow, aveva acquistato gran parte dei terreni dell’isola per sfruttarne commercialmente i giacimenti di zolfo e allume, avvalendosi della manovalanza dei detenuti ospitati nel Reclusorio dei Coatti situato nei pressi del porto. Le esplosioni distrussero allora le strutture minerarie, sfondarono le coperture del reclusorio e devastarono la piana agricola, obbligando Stevenson ad abbandonare definitivamente ogni attività industriale sull’isola.

Una corretta analisi vulcanologica impone di chiarire che attualmente non si registra alcuna attività effusiva attiva – “effusiva” viene definita un’eruzione vulcanica in cui il magma risale in superficie e fuoriesce sotto forma di colate laviche fluide – sull’isola di Vulcano, la quale si trova in uno stato di quiescenza caratterizzato esclusivamente da emissioni fumaroliche solfatariche ed alterazioni del sistema idrotermale superficiale. L’ultima attività effusiva propriamente detta risale al 1739, anno in cui venne deposta la colata riolitica delle Pietre Cotte sul fianco settentrionale del cono della Fossa.

La “Sciara del Fuoco” sul versante settentrionale dell’Isola di Stromboli

Questo comportamento contrasta in modo netto con la vicina isola di Stromboli, la quale manifesta costantemente una dinamica effusiva e parossistica attiva. Ad esempio, nel maggio 2026 siamo stati testimoni a Stromboli di un trabocco lavico dal Cratere Nord che ha raggiunto rapidamente la costa lungo la Sciara del Fuoco, accompagnato da un intenso spattering. Vulcano, al contrario, concentra la propria energia termica e di pressione all’interno di un complesso sistema idrotermale sommitale e costiero.

“Mare caldo”

La “Pozza dei Fanghi” è un bacino termale di eccezionale rilievo scientifico e turistico, alimentato da sorgenti ipertermali e continue emissioni fumaroliche sottomarine e terrestri. Sotto il profilo geochimico, l’intera area termale si suddivide in tre zone ben delineate: la pozza dei fanghi vera e propria, l’area marina caratterizzata da emissioni di gas sottomarine (“mare caldo”) e la zona delle fumarole terrestri. I fluidi, ricchi di zolfo, sali minerali e metalli pesanti disciolti, offrono proprietà terapeutiche accertate per la cura di affezioni dermatologiche, respiratorie e dell’apparato muscolo-scheletrico.

L’ingresso alla pozza dei fanghi

Il sito è stato tuttavia caratterizzato da una lunga chiusura imposta dalle autorità giudiziarie a partire dal 2020, dovuta a gravi irregolarità edilizie, carenze strutturali dei manufatti di contenimento e assenza di adeguati sistemi di sicurezza per i fruitori. A seguito di complessi interventi di riqualificazione ambientale e ingegneristica eseguiti dalla società concessionaria Geoterme Vulcano, l’area è stata riaperta al pubblico il 1° giugno 2025, dotata di un moderno protocollo di gestione del rischio idrotermale.

L’escursione al Gran Cratere de La Fossa rappresenta un’esperienza di grande valore didattico e naturalistico, ma necessita di essere affrontata con piena consapevolezza delle difficoltà fisiche e dei vincoli normativi vigenti. Il percorso si sviluppa a partire dalla base del cono, situata a brevissima distanza dall’approdo di Levante.

Il sentiero presenta uno sviluppo lineare di circa 800 metri per raggiungere l’orlo craterico, con uno sviluppo complessivo del tracciato di circa 4 km qualora si proceda al periplo parziale della sommità. Il dislivello in salita è di circa 386 metri (con la vetta fissata a 391 metri sul livello del mare). La progressione è considerata di difficoltà escursionistica media (classificazione CAI: E), ma risulta fisicamente impegnativa a causa del fondo incoerente costituito da sabbia vulcanica fine e ceneri grossolane, che rende faticoso procedere. Il tempo medio per raggiungere la sommità varia tra i 45 e i 60 minuti, mentre la durata dell’intera escursione guidata si attesta sulle 3 o 4 ore.

L’accesso libero al sentiero è regolamentato da un’Ordinanza emessa dal sindaco, volta a limitare l’esposizione dei turisti alle ore più calde e alle massime concentrazioni gassose sul bordo del cratere.

L’accesso al sentiero è governato da un impianto semaforico automatico attivato dal Comune di Lipari sulla base delle condizioni anemometriche e della direzione dei venti dominanti, che influiscono direttamente sulla salubrità dell’aria lungo il tracciato sommitale a causa della dispersione dei gas fumarolici. Se il semaforo è rosso o spento, la salita è severamente vietata. Se il semaforo è verde, l’accesso è consentito nel rispetto delle seguenti fasce orarie :   

  • Dal 1° aprile al 20 ottobre: Salita consentita esclusivamente dalle ore 06:30 alle 10:30 e dalle 16:00 alle 19:30.   
  • Dal 21 ottobre al 31 marzo: Salita consentita in orario continuato dalle ore 07:30 alle 16:30.   

Per i turisti che decidano di affidarsi alle escursioni guidate, il costo del servizio di accompagnamento con una guida vulcanologica abilitata è di circa 45 euro per gli adulti e 25 euro per i bambini di età compresa tra i 5 e i 12 anni, con obbligo di un numero minimo di 6 partecipanti adulti.

Le raccomandazioni di sicurezza impongono di indossare scarpe da trekking chiuse con calze lunghe (per evitare l’intrusione della sabbia vulcanica grossolana) , un cappello per il sole e di evitare calzature di colore bianco che verrebbero irrimediabilmente macchiate dai sublimati acidi del suolo. È fatto divieto di intraprendere l’ascesa in solitaria (minimo due persone per motivi di mutuo soccorso) e di avvicinarsi o permanere all’interno dei campi fumarolici attivi, le cui esalazioni contenenti anidride solforosa possono provocare tosse violenta, laringospasmo e asfissia nei soggetti con ipersensibilità bronchiale o asma.

La governance ambientale dell’isola di Vulcano richiede una pianificazione strategica integrata in grado di affrontare una pluralità di vettori di rischio antropico e naturale.

???????

Sotto il profilo viario e della sostenibilità della pressione turistica sull’isola, è fatto divieto di afflusso e circolazione dei veicoli a motore non appartenenti a residenti stabili per l’anno 2026. Per l’isola di Vulcano (unitamente a Lipari e Filicudi), tale restrizione è attiva dal 1° giugno al 30 settembre 2026.

Un’ulteriore misura cautelativa è rappresentata dall’ordinanza annuale di divieto di balneazione che interessa circa 47 km di costa nel territorio del Comune di Lipari, con esclusione dell’amministrazione autonoma di Salina.

A Vulcano, il divieto interessa in modo specifico la suggestiva baia della Grotta del Cavallo. Nonostante la carenza di controlli sistematici induca molti diportisti e bagnanti a ignorare le limitazioni, l’ordinanza solleva legalmente il Comune da responsabilità civili e penali in caso di incidenti traumatici.

Pubblicati di recente

Restiamo in contatto

Giugno 2026
L M M G V S D
1234567
891011121314
15161718192021
22232425262728
2930