La Valtellina è una delle maggiori valli Lombarde, coincide quasi interamente con la provincia di Sondrio, si estende lungo il bacino del fiume Adda che nasce dalle sorgenti del Monte del Ferro in Val Alpisella, Alpi Retiche. Morbegno viene considerata l’anello di congiunzione tra il Lago di Como e l’inizio della Valtellina (di Cristina Risciglione).

La Valtellina confina con la Svizzera, Cantone dei Grigioni a Nord, con le provincie di Como e Lecco a Ovest, Bergamo e Brescia a Sud e Trento e Bolzano a Est. Normalmente la valle viene distinta in:
- Bassa Valtellina, la zona più vicina al Lago di Como
- Media Valtellina, la zona tra Sondrio e Tirano
- Alta Valtellina, la zona a nord che comprende località come Bormio, Santa Caterina Valfurva e Livigno
In concomitanza con le Olimpiadi Milano – Cortina 2026, l’Azienda di Promozione della Valtellina ha organizzato un bellissimo press tour alla scoperta di Morbegno e dei suoi dintorni.
Morbegno
Morbegno viene considerata l’anello di congiunzione tra il Lago di Como e l’inizio della Valtellina. Scambi con la comunità comasca, bergamasca e con la pianura padana, attraverso il Passo San Marco, vengono segnalati sin dalla prima metà del XIV secolo.






Il torrente Bitto divide in due il paese, il torrente che scende dalla Valgerola, la valle laterale famosa per essere patria del “Bitto” il formaggio prodotto in baita, lavorando il latte vaccino crudo intero in loco due volte al giorno, la mattina e la sera, subito dopo la mungitura, secondo un severo disciplinare.
A Morbegno sono nati il pittore Pietro Romegialli (1738 – 1799) e l’economista e politico Ezio Vanoni (1903 – 1956).
Palazzo Malacrida
Palazzo Malacrida, sorge in “Scima ai cà”, antico borgo morbegnese, sorto tutto in verticale e a ridosso della montagna. Alle spalle dell’edificio sale l’antica via Priula (mulattiera aperta nel 1592) che in passato conduceva al Passo San Marco, punto nevralgico per gli scambi commerciali in tutto il settecento.
Dal palazzo è possibile ammirare la Morbegno recente, quella che si è sviluppata a partire dall’Ottocento intorno alla stazione e alla linea ferroviaria.
In precedenza Morbegno era divisa in quattro centri principali: Scima ai ca’, Piazza San Giovanni e le case attorno alla Chiesa di San Pietro; la contrada Bottà a nord; il convento di Sant’Antonio ad est; il Santuario dell’Assunta.
Realizzato in stile rococò tra il 1758 e 1762 dall’Arch Pietro Solari su commissione dell’omonima famiglia patrizia, all’esterno Palazzo Malacrida si presenta semplice e sobrio. La facciata è impreziosita dalle aperture tonde del sottotetto, che la allegeriscono interrompendo la rigida serie di finestre degli altri piani, dal bellissimo balconcino con pogglolo in ferro battuto, dalle conchiglie che decorano le cornici delle finestre e che anticipano i motivi ornamentali degli interni.













Un bel portale dal portone nero borchiato immette nell’ampio atrio, su cui si aprono sette porte, due delle quali solo ornamentali.
Sopra le cornici di ogni porta sono visibili dipinti gli stemmi delle nobili dame che sono entrate a far parte della famiglia, mentre la porta al centro della parete dirimpetto all’entrata è riservata allo stemma della famiglia Malacrida.
A differenza delle porte che conducono ai piani superiori e alle cantine, la prima porta a destra conduce a una semplice sala quadrangolare.
Il soffitto di questa sala presenta un medaglione di Cesare Ligari, intitolato “Le tre grazie”.
L’interno si articola in due piani in cui si sviluppano volte e sale affrescate e un grande salone d’onore o salone da ballo, decorato con stucchi, affidati ad artisti come Giuseppe Porro e a pittori come Pietro Ligari e Giovan Pietro Romegialli.
Dal salone d’onore tramite un’altra porta, si accede alla sala dell’eroe coronato, cosi chiamata per l’affresco del soffitto intitolato il Merito incoronato dalla Fama, presumibilmente di Pietro Ligari.
Nel piano nobile troviamo altre quattro piccole sale: la sala azzurra, dal pavimento in granaglie; l’anticamera delle quattro stagioni, riccamente decorata dal Vignoli (coralli, conchiglie, collane di perle e fiori); la Cappella, dedicata a San Gaetano da Thiene; infine la sala dei capricci architettonici, così chiamata per le raffigurazioni dei medaglioni sul soffitto. Al secondo piano, si trovano gli appartamenti dove vivevano abitualmente i membri della famiglia.
Nel lato posteriore si apre lo splendido giardino progettato sempre da Solari, realizzato su tre livelli ai quali si accede dal secondo piano tramite un ponticello.
Solari è riuscito ad unire gli schemi formali del giardino classico all’italiana all’andamento montuoso del terreno sfruttando l’effetto prospettico delle scalinate che collegano le terrazze per convergere in una piccola esedra che circonda il frutteto d il vigneto
Il Palazzo è stato lasciato in eredità al Comune di Morbegno, che vi organizza concerti ed eventi.
La famiglia Malacrida, consolida nel XIV secolo la propria posizione grazie al sostegno degli Sforza e dei Visconti, riuscendo a diffondere il proprio prestigio sino ai centri di Colico e di Corenno Plinio.
Centro storico
A Morbegno si può visitare il Museo Civico di Storia Naturale, la collegiata di San Giovanni Battista del XVI sec con tele dei Ligari, del Petrini, la chiesa sconsacrata di Sant Antonio, il Santuario dell’Assunta e la chiesa di San Rocco.
Dopo essere stati a Palazzo Malacrida abbiamo visitato il centro storico e la famosa Bottega dei Fratelli Ciapponi, sita in Piazza 3 novembre 23.
La Bottega dell’orologio possiede ancora l’antica insegna “drogheria, granaglie, formaggi, cordami”.















Nel retrobottega possiamo ammirare un susseguirsi di volte, colonne e celle ad alveare che si snodano nelle cantine con altrettanti spazi in penombra ove giacciono ben allineate forme di Bitto d’annata – e invecchiate sino a 10 anni! – salumi valtellinesi, pregiati vini e grappe.
I fratelli Ciapponi (Ciapun) hanno tramandato di generazione in generazione le regole artigianali di conservazione, cura ed invecchiamento di questi prodotti naturali.
Ancora oggi, incuranti delle mode e forti della propria tradizione propongono prodotti valtellinesi affiancati da numerose specialità italiane.

Abbiamo avuto il piacere di degustare vini e formaggi valtellinesi della loro collezione. Tuttavia, per pranzo siamo stati ospitati alla Locanda Via Priula, in Via Ospital Vecchio 17, dove abbiamo assaggiato Bresaola della Valtellina IGP, taroz, chiscoi, pizzoccheri e per dolce una “bisciola” con mele della valtellina igp, il tutto accompagnato dai seguenti vini: antipasti con Rosso di Valtellina doc “Nove” di Mattia Franzina; Primo: Valtellina Superiore DOCG Sassella, Terrazzi Alti.


Non lontano da Morbegno, a Cosio Valtellino è possibile visitare la suggestiva Antica Abbazia di San Pietro in Vallate
Molto bella anche la visita alla Costiera dei Cech, sul versante retico, ricca di terrazzamenti vitati e di borghi caratteristici.
La Val Tartano
Nel pomeriggio siamo stati al Ponte del Cielo in Val Tartano, a circa 16 chilometri da Morbegno, percorrendo la Strada Provinciale 11 di Tartano.
La Val Tartano è una bella vallata naturale che si sviluppa lateralmente alla Valtellina. Si trova nel Parco delle Alpi Orobie Valtellinesi, attraverso il passo di Tartano che collega direttamente la Valtellina alla Val Brembana.

Il Ponte nel Cielo è un percorso pedonale lungo 234 metri, sospeso a oltre 140 metri di altezza, largo un metro, che collega i due versanti della Val Tartano, Campo Tartano a 1034 metri e il maggengo Frasnino a 1038 metri, superando l’omonimo torrente.
Il ponte tibetano e uno dei più alti d’Europa ed è stato costruito ispirandosi ad altri ponti simili, siti in Svizzera e in Austria.







La struttura è stata realizzata dal Consorzio Püstarèsc. Il progetto è del 2016 e la costruzione del 2018. La pavimentazione è costituita da 700 assi in legno di larice della Val Tartano. Il ponte è percorribile da tutti, anche dai bambini e offre ai visitatori e agli escursionisti una vista panoramica unica, dalle montagne della verde Val Tartano, alla diga di Colombera, al maggengo Frasnino sino al fondovalle della Valtellina che culmina nel lago di Como.
La Val Tartano è stata scavata lungo i secoli dal torrente Tartano e dà vita a due valli principali, la Val Lunga e la Val Corta.
Un trekking suggestivo è il panorama del monte Cadelle che con i suoi 2483 metri domina l’intera Val Lunga. Nel 1987 vi è stata posizionata la statua dell’Arcangelo Gabriele, conosciuta anche con il nome dell’Angelo delle Cadelle.
La statua ha un volto trifonte che guarda in diverse direzioni, la Valmadre, la Val Tartano e la Val Brembana.
Per maggiori info: Ponte nel cielo
Alcuni sentieri suggeriti:
Anello dei cinque ponti: 470 metri di dislivello, percorribile in tre ore e mezza. Dopo aver attraversato il ponte nel Cielo si prosegue a destra seguendo le indicazioni “Sentiero dei Ponti”, per buona parte si snoda lungo il sentiero 163
Laghi e passo di porcile, partenza e arrivo dal parcheggio di Arale. Questo trekking passa per il Lago Piccolo, il Lago Grande e il Lago di Sopra. Il percorso dura circa 2 ore e sono circa 630 metri di dislivello.
Diga di Colombera, è uno sbarramento costruito dall’Enel sul torrente Tartano che ha dato vita ad un laghetto artificiale. La diga è stata costruita nel 1926 ed ha una altezza di 59,15 metri per 70 metri di lunghezza. Il lago contiene circa 32000 metri cubi di acqua.
E’ possibile effettuare birdwatching al bivacco Frassino; di notte si può udire l’Allocco e di giorno il picchiettare del picchio.
In Località Piana si può visitare il Museo del Legno della Val Tartano.
Per maggiori informazioni:







