UR-RA. Pistoletto, l’arte e le religioni

L’Arte come Strumento del Religare: la trasformazione responsabile di Michelangelo Pistoletto tra Spiritualità, Pace Preventiva e Demopraxia. A distanza di poco più di due anni dalla mostra-installazione La Pace Preventiva di Michelangelo Pistoletto – pensata appositamente per la Sala delle Cariatidi di Palazzo Reale a Milano – un’altra residenza sabauda, la Reggia di Monza di Pistoletto presenta UR-RA – Unity of Religions – Responsibility of Art (di Cristina Risciglione e Renato Corpaci)

Michelangelo Pistoletto, Il Terzo Paradiso, 2003-2024

Promossa e prodotta dal Consorzio Villa Reale e Parco di Monza e Cittadellarte Fondazione Pistoletto e curata da Francesco Monico, la mostra UR-RA – Unity of Religions – Responsibility of Art è stata concepita appositamente per gli spazi della dimora progettata a fine Settecento da Giuseppe Piermarini per il figlio dell’imperatrice Maria Teresa d’Austria, l’arciduca Ferdinando d’Asburgo.

Il percorso artistico e filosofico di Michelangelo Pistoletto si configura come un progetto di rigenerazione sociale radicale, fondato sulla convinzione che l’arte debba recuperare la sua funzione primordiale di connessione tra l’individuo e il mondo. Questa visione è una risposta diretta alla crisi esistenziale che ha colpito l’arte occidentale a partire dalla fine dell’Ottocento.

UR-RA, Unity of Religions – Responsibility of Art

L’applicazione pratica e pionieristica della visione di Pistoletto sul dialogo interreligioso e l’arte come religare che si è materializzata nel Lieu de recueillement et prière (Luogo di raccoglimento e preghiera) presso l’Istituto Oncologico Paoli-Calmettes (IPC) di Marsiglia, del 2000, con UR-RA – Unity of Religions – Responsibility of Art prosegue nell’iniziativa di porre l’arte come strumento al centro del dialogo interreligioso e interculturale.

Michelangelo Pistoletto, è una figura centrale dell’Arte povera, autore dei Quadri specchianti, celebre per lavori iconici come La Venere degli stracci e il progetto Il Terzo Paradiso. Nelle Sale della Villa Reale viene esposta un’antologica dell’artista che rivela dalle prime opere su tela del 1957 fino agli ultimi lavori in cui la spiritualità è chiaramente espressa.

Michelangelo Pistoletto, Quadri specchianti, (1973-2017)

L’evento è concepito come un’esperienza multidimensionale che metta in relazione arte, spiritualità e religioni sullo sfondo dell’idea-impegno di Pistoletto della Pace preventiva, con lo scopo di far emergere il ruolo dell’arte come linguaggio universale, capace di promuovere armonia, convivenza pacifica e comprensione reciproca tra diverse culture e religioni.

La Scissione Moderna e la Necessità di Riconnessione

La frattura tra arte e società si è acuita con l’avvento della fotografia. Questo evento storico ha liberato l’arte dalla necessità di rappresentare la società, spingendo gli artisti verso un’autoanalisi culminata nell’affermazione dell’autonomia individuale assoluta di ciascun creatore. Il risultato di questa interruzione nell’antica corrispondenza e cooperazione tra arte e religione ha prodotto una “profonda distanza esistenziale,” lasciando l’artista, negli anni Quaranta e Cinquanta del Novecento, in una condizione di “totale solitudine”.

Poiché la parola religione stessa significa “unire, connettere, collegare,” le religioni sono ridivenute indispensabili per l’arte. L’arte è vista come il ponte necessario tra le differenze, un luogo di confronto e di dialogo. Questo implica un ripristino del ruolo etico dell’artista come agente di unificazione e cristallizzatore di relazioni umane.

Il Terzo Paradiso e la Pace Preventiva come Architrave Etico

Il progetto filosofico che sostiene questa riconnessione è il Terzo Paradiso. Il simbolo trinamico, composto da tre cerchi consecutivi e intersecanti, illustra la coesistenza armonica tra opposti. Il primo paradiso rappresenta l’uomo immerso totalmente nella natura; il secondo paradiso è dominato dalle cose artificiali, le quali, pur rappresentando il progresso, hanno causato problemi che rischiano di sopraffare l’umanità. Il Terzo Paradiso è il cerchio centrale, che simboleggia un nuovo modo di vivere in cui natura e artificio convivono pacificamente.

Questo simbolo non è un’utopia, ma un programma operativo di «trasformazione responsabile della società». Su questo sfondo si innesta l’idea-impegno de La Pace Preventiva. La Pace Preventiva è un approccio proattivo alla risoluzione dei conflitti, mirato a promuovere l’armonia, la convivenza pacifica e la comprensione reciproca tra diverse culture e religioni. L’arte, vista come un “linguaggio universale” , assume la responsabilità (come evidenziato nell’iniziativa UR-RA, Unity of Religions – Responsibility of Art) di agire eticamente per costruire questo futuro rigenerato.

Cittadellarte e la Metodologia Operativa: La Demopraxia

Cittadellarte, fondata nel 1998 in attuazione del Manifesto Progetto Arte (1994), è il laboratorio che traduce la filosofia del Terzo Paradiso in prassi sociale. Pistoletto sostiene che l’arte, essendo l’”espressione più sensibile e integrale del pensiero,” deve assumersi la responsabilità di connettere tutte le attività umane: dalla politica all’economia, dalla scienza alla religione e all’educazione.

Questa proposta nasce da una critica alla governance moderna. La democrazia, dopo essersi identificata con il bene comune, si è divisa in capitalismo e comunismo. Con il crollo del comunismo, il capitalismo è rimasto dominante, portando il bene comune a coincidere con la «crescita incondizionata del consumismo».

Per superare questa crisi strutturale, Pistoletto propone la Demopraxia (formalizzata nel 2017 nel manifesto Ominiteismo e Demopraxia). A differenza della Democrazia, che è basata su elezioni centralizzate, la Demopraxia è un modello di governo diffuso che si fonda sulla responsabilità attiva di tutti i settori della società. L’artista in questo scenario si trasforma in un agente di governance geopolitica, dove l’etica e la responsabilità diffusa vengono istituzionalizzate attraverso la prassi artistica, fornendo un “circuito di feedback positivo” per una rigenerazione strutturale.

Michelangelo Pistoletto, UR-RA – Unity of Religions – Responsibility of Art: Tavola Interreligiosa per la Pace Preventiva attraverso l’Arte (2025) Pietra dell’infinito (1966-2025)

Il percorso espositivo, si apre nell’ottagonale Atrio degli Staffieri con La Pietra dell’infinito e Tavola interreligiosa per la pace preventiva, rielaborazione del Metro Cubo d’infinito. Quest’opera, parte della serie degli Oggetti in meno (1965-1966), è costituita da sei specchi rettangolari assemblati con le facce riflettenti rivolte verso l’interno.

La riflessione infinita generata all’interno del cubo non è percepibile visivamente dall’esterno, ma può essere soltanto «immaginata mentalmente». In questo modo, l’opera «materializza l’idea d’infinito e d’inaccessibile,» stimolando l’astrazione e il potere di invenzione del pensiero.

La mostra prosegue nelle Sale del Primo Piano nobile dove si trovano ulteriori lavori emblematici, come Il Sacerdote, Tempio, Annunciazione, Le trombe del Giudizio, Tempio a Dondolo, La rotazione dello specchio, Il codice trinamico, Arco spirituale, e culmina nei Giardini Reali, che accolgono un nuovo Terzo Paradiso composto di cento panchine in materiale interamente riciclato e riciclabile.

Uno degli obiettivi finali della mostra è la firma della Carta di Monza per l’Interreligiosità, un documento finalizzato a consolidare la cooperazione tra induismo, buddismo, ebraismo, cristianesimo, islam e cultura laica.

Pistoletto agisce come “cristallizzatore” del progetto, proponendo che l’arte fornisca un punto di incontro universale attorno a un impegno etico di non esclusione. L’arte in questo contesto funge da catalizzatore per l’etica condivisa, superando la solitudine esistenziale tramite l’esperienza comune dell’infinito segreto.

I partecipanti al forum interreligioso di Monza

Durante la presentazione della mostra, Joseph Yuval Levi. Rabbino Capo della Comunità Ebraica di Firenze e Siena (Arezzo, Pistoia, Prato e Viareggio) – che ha lasciato l’assemblea in anticipo per partecipare allo shabbat ebraico – Swamini Shuddhananda Ghiri, monaca induista rappresentante dell’Unione Induista Italiana; Antonio Spadaro, gesuita, giornalista, teologo, presbitero e critico letterario; Nader Akkad, Imam, ingegnere, ricercatore universitario, sono intervenuti per commentare gli obiettivi dell’iniziativa di «trasformazione responsabile della società».

L’obiezione dello scettico potrebbe essere che i conflitti più esposti all’opinione pubblica oggi (Ucraina, Palestina, Darfur, Myanmar, Congo, ecc. (in ordine decrescente di attenzione), sono conflitti etnici ed economici. È legittimo domandarsi se sia mai possibile portare questi focolai di violenza nell’alveo di una logica ecumenico-interreligiosa e artistica.

UR-RA – Unity of Religions – Responsibility of Art
Michelangelo Pistoletto
a cura di Francesco Monico
REGGIA DI MONZA
1 novembre 2025 – 31 ottobre 2026

Per maggiori Informazioni: REGGIA DI MONZA

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