Dal 7 marzo al 4 maggio 2025, apre a Palazzo Reale a Milano la mostra Da Cindy Sherman a Francesco Vezzoli. Oltre 140 opere di 80 artisti contemporanei dalla Collezione Giuseppe Iannaccone (di Cristina Risciglione e Renato Corpaci).
“Particolare”… Ecco un aggettivo, spesso applicato a contesti di difficile comprensione, che non significa, in realtà, alcunché di determinativo. “Interessante”… Un altro aggettivo poco impegnativo, spesso correlato all’arte moderna, che non esprime una qualsivoglia opinione. “Interessante”, come dire…«Boh! Non capisco ma mi adeguo».
La mostra promossa da Comune di Milano – Cultura, da Palazzo Reale e dalla Fondazione Giuseppe Iannaccone, con la produzione esecutiva di Arthemisia, contraddice questi cauti giudizi e invita a più coraggiose prese di posizione. A cura di Daniele Fenaroli, con la consulenza scientifica di Vincenzo de Bellis, rappresenta un’occasione unica per esplorare i temi della contemporaneità attraverso il punto di vista di artisti tra i più noti a livello internazionale.

I benefici del collezionismo
I collezionisti d’arte svolgono un ruolo cruciale nella società e per gli artisti. Sono i custodi e i promotori dell’arte, che aiutano a preservare e diffondere il patrimonio culturale. Acquistando opere d’arte, i collezionisti sostengono gli artisti e li aiutano a guadagnarsi da vivere. Inoltre, le loro collezioni spesso vengono esposte al pubblico, consentendo a un numero maggiore di persone di apprezzare l’arte.
La mostra che Palazzo Reale dedica alla Collezione Giuseppe Iannaccone raccolta dall’avvocato, presenta l’opportunità di immergersi in un ambiente popolato da immagini. Sono tutte immagini fortemente significative. Immagini che magari richiedono un approfondimento. Immagini che contestualizzano un significato concettuale. Tutte queste immagini determinano l’abbandono dell’astrattismo, in favore di messaggi autoreferenziali o messaggi collegati a una qualche ideologia o impegno socio-politico, ma tutti rigorosamente figurativi e descrittivi.

Da sx: Cindy Sherman, “Untitled #555”, 2010-2012; “Untitled #269” 1992












L’avvocato non è mai stato riservato riguardo alla Collezione Giuseppe Iannaccone, parte della quale «Viaggi Sport Vacanze» ha potuto vedere nel corso della open house del suo studio durante la Milano Art Week del 2019. Sette Mostre d’arte, prima di questa a Palazzo Reale, hanno interessato la parte “storica” della sua raccolta, riguardante le opere prodotte tra le due guerre. Ora è l’occasione per l’arte contemporanea, e un occasione per la città di aggiornarsi sullo stato dell’arte.
Iannaccone è per eccellenza un amante della bellezza e della storia. La sua conoscenza approfondita delle correnti artistiche e delle tecniche creative è emersa durante la visita guidata nella quale il collezionista si è prodigato la sera dell’inaugurazione, quando centinaia di persone attendevano in fila di avere la possibilità di accedere ai locali posti sotto il Museo del Novecento. In quell’occasione, l’avvocato si è spinto a cogliere le sfumature e il contesto di alcune opere. Questa passione tradisce la ricerca continua di significati e narrazioni che arricchiscono il patrimonio culturale della Collezione Giuseppe Iannaccone.
La mostra a Palazzo
La mostra esplora l’arte contemporanea attraverso un’analisi di identità, corpo, sessualità e marginalità, mettendo in evidenza il lavoro di una vasta gamma di artisti. Artisti come Wangechi Mutu, Raqib Shaw, e Luigi Ontani affrontano temi di identità e appartenenza culturale, spesso mescolando tradizione e modernità nelle loro opere. Altri come Roberto Cuoghi e Tammy Nguyen indagano concetti di metamorfosi, mentre Hayv Kahraman e Hiba Schahbaz riflettono sulla diaspora e sul corpo come spazio di memoria. Imran Qureshi e Kiki Smith, invece, esplorano la condizione umana attraverso simbolismo e immagini viscerali.












Il ritratto che emerge dall’esposizione della Collezione Giuseppe Iannaccone è quello di un protagonista attivo nel mondo culturale e sociale. La sua attività va ben oltre la mera acquisizione di opere: Giuseppe Iannaccone è un custode della memoria, un promotore dell’innovazione e un ponte tra tradizione e modernità, capace di far vivere e prosperare l’arte nel tessuto della società contemporanea.
L’insieme delle opere esposte evoca all’interno di ogni sala un motivo, una tendenza o un tema centrale nella produzione artistica contemporanea: la riflessione sul corpo l’identità di genere, i diritti civili, la ricerca di ogni forma di libertà, ma anche temi come la solitudine, l’introspezione, l’indagine sulle dinamiche di gruppo e di società, lo sfaldamento degli archetipi culturali, fino ad aprirsi sul terreno che fa collidere – ora creando aperture ora chiusure – il mondo naturale con quello artificiale, spesso, frutto dell’intervento dell’essere umano.
Una forte valenza sociale
Questi temi e motivi, che si rincorrono costantemente all’interno del percorso espositivo della Collezione Giuseppe Iannaccone, sono tenuti insieme dal duplice registro reale-immaginario che attraversa tutta la mostra: un viaggio tra sogno e realtà in cui l’allegoria, la mitologia e la leggenda da una parte e la storia, la politica e la società dall’altra si confrontano e si intrecciano.
Data la forte valenza sociale per i temi trattati quali i diritti fondamentali, la parità di genere, la non discriminazione e l’inclusione sociale, la mostra ha ottenuto per la cerimonia di apertura del 6 marzo l’alto patrocinio del Parlamento Europeo.







Il catalogo della mostra, edito da Alemandi, contiene, oltre alle immagini delle opere in mostra, saggi del curatore della collezione, Daniele Fenaroli e dello stesso Giuseppe Iannaccone insieme a Vincenzo de Bellis.
Da Cindy Sherman a Francesco Vezzoli.
80 artisti contemporanei dalla Collezione Giuseppe Iannaccone
a cura di Daniele Fenaroli
Palazzo Reale, Milano
7 marzo al 4 maggio 2025
Per maggiori informazioni: Palazzo Reale Milano






