Crémant di Borgogna

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Crémant è un tipo di vino finora conosciuto dagli enologi e da pochi appassionati cultori del buon bere, ma poco conosciuto dal largo pubblico dei consumatori. Enoluogo ha ospitato un pomeriggio di degustazione di questo liquido alternativo allo champagne, di sei cantine provenienti dalla Borgogna (di Cristina Risciglione e Renato Corpaci).

Enoluogo, l’enoteca, durante la degustazione

L’Enoluogo è un’enoteca gestita dalla rivista Civiltà del bere a Milano, dove l’editore l’ha aperta nel 2011. Oltre ad essere una bottiglieria, è sede di corsi e serate di degustazione, location per eventi riservati a professionisti e wine lover, ed è insomma «un luogo ideato e realizzato con lo scopo di diffondere la cultura enoica.»

Sicché abbiamo risposto al gentile invito e, nel pomeriggio di lunedì 28 ottobre, dalle ore 16 alle 18 ci siamo recati in enoteca per approfondire il tema implicito nel titolo dell’evento: Crémant: il lato brioso della Borgogna.

Intendiamoci, l’Italia è ricca di territori che offrono vini frizzanti alternativi allo Champagne. La Franciacorta in primis, ma anche il Trentino, l’Oltrepò e le Langhe, tra gli altri (parliamo di metodo classico). Tuttavia, non è mai sbagliato ampliare gli orizzonti e apprendere quello che viene fatto dai cugini.

Il Crémant

Il Crémant è un vino spumante molto apprezzato, noto per la sua eleganza e un’ottima alternativa allo Champagne. Questo tipo di vino si produce in diverse regioni della Francia, tra cui Alsazia, Borgogna, Loira, Bordeaux, Limoux e Jura, oltre che in Lussemburgo. Sebbene sia realizzato con lo stesso metodo dello Champagne, ha generalmente un costo inferiore, pur mantenendo una qualità elevata.

Caratteristiche

I produttori del Crémant utilizzano il méthode traditionnelle (metodo classico), con una seconda fermentazione in bottiglia.

In Francia, ogni regione ha un proprio stile distintivo e varietà di uvaggio. Per esempio, il Crémant d’Alsace usa spesso Pinot Blanc, mentre in Borgogna prevalgono Chardonnay e Pinot Nero.

Il gusto del Crémant è spesso meno complesso dello Champagne, ma molto fresco, fruttato e floreale. Ha una bollicina fine, un’acidità ben bilanciata, e una gradazione alcolica media.

È una scelta perfetta come aperitivo o per accompagnare piatti leggeri come frutti di mare, insalate o anche dessert poco dolci. Se si desidera un’alternativa francese con bollicine senza necessariamente andare sullo Champagne, il Crémant è un’ottima opzione!

Il termine Crémant nasce originariamente in Champagne, dove indicava un tipo di Champagne con una pressione più bassa (e quindi bollicine più delicate) rispetto al tradizionale. In passato, il “Crémant de Champagne” era un vino meno frizzante, spesso prodotto con meno zuccheri durante il dosage, che portava a una spuma più leggera.

Quando l’espressione “metode champenoise” fu di fatto bandita, applicata ai vini spumanti prodotti al di fuori della regione specifica, per le cantine situate nei territori al di fuori della Champagne che producevano vino spumante con il “metodo classico” si ottenne di utilizzare il termine Crémant.

Disciplinare

Il Crémant doveva rispettare rigide norme di produzione stabilite dal disciplinare AOC (Appellation d’Origine Contrôlée) per essere considerato tale.

Con l’adozione del Regolamento CE 607/09, l’espressione Crémant oggi è ammessa solo per i vini spumanti di qualità, bianchi o rosati, DOP o IGP prodotti in un paese comunitario a condizione che:

  • le uve siano vendemmiate a mano
  • il vino sia prodotto con mosto ottenuto dalla pressatura di grappoli interi o diraspati e la quantità di mosto ottenuto non superi 100/150 kg di uva
  • il tenore massimo di anidride solforosa non sia superiore a 150 mg/
  • il tenore di zuccheri sia inferiore a 50 g/l

il termine Crémant deve essere indicato in etichetta con il nome dell’unità geografica che è alla base della zona delimitata di produzione della DOP o della IGP del paese di produzione perciò: Crémant d’Alsace, Crémant de Bourgogne, Crémant de Loire, Crémant de Bordeaux, Crémant du Jura, Crémant de Limoux, Crémant de Die. Queste regole garantiscono qualità, autenticità e distintività regionale.

Conclusioni

Abbiamo degustato il vino di tre cantine su sei, nello specifico della cantina Maison Louis Buillot, della Maison Veuve Ambal e della Cave Bailly Lapierre. Vini ottimi, rinfrescanti e rivitalizzanti (anche troppo, data l’ora). Tutti sono eccellenti alternative ai nostri spumanti, anche se qualcuno potrebbe argomentare che non se ne senta il bisogno… Comunque, ben vengano!

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