Il Comune di Brescia e Fondazione Brescia Musei, in collaborazione con Freccianera Fratelli Berlucchi e con il sostegno Fondazione Grana Padano ETS dedicano al fotografo Massimo Sestini una mostra personale dal titolo ZENIT DELLA FOTOGRAFIA, in programma al Museo di Santa Giulia dal 24 settembre al 2 marzo 2025 (di Cristina Risciglione e Renato Corpaci).

Può capitare che, quando si tiene una macchina fotografica in mano la maggior parte della giornata, si scatti un’immagine iconica, una di quelle immagini che fanno il giro del mondo. Può capitare. Del resto, la fotografia è spesso il frutto di un evento fortuito, casualmente, a volte persino inconsapevolmente colto dal fotografo.
La fotografia di Massimo Sestini è qualcosa di diverso. Sestini pianifica i suoi scatti “casuali” – che, tra parentesi, coinvolgono spesso apparecchiature specifiche e l’impiego di mezzi solitamente non disponibili al fotografo ordinario, ma nella quotidiana disponibilità di forze dell’ordine o di altre comunità compartimentate.
La mostra, curata da Angelo Bucarelli, è l’atto conclusivo dell’edizione 2024 del Brescia Photo Festival, kermesse giunta alla VII edizione, promossa da Comune di Brescia e Fondazione Brescia Musei, in collaborazione con il Ma.Co.f – Centro della Fotografia Italiana, quest’anno declinata attorno al tema Testimoni, un termine che sottolinea la capacità dei fotografi di documentare il presente favorendo la lettura della nostra storia attraverso il racconto che gli artisti ne fanno, traducendolo in opera d’arte che supera i confini del mezzo fotografico.
La mostra ZENIT DELLA FOTOGRAFIA ha un suo ulteriore sviluppo anche a Borgonato di Corte Franca (BS), ove sarà allestita dal 22 ottobre una sezione della monografica negli spazi della cantina storica di Freccianera Fratelli Berlucchi, main sponsor dell’esposizione e già partner di Fondazione Brescia Musei anche nella realizzazione della mostra Gabriele Micalizzi. Legacy. Materia-Storia-Identità. Due mostre che corrono parallele – Micalizzi è pure allestito nella Sala dell’Affresco del Museo di Santa Giulia fino al 2 marzo 2025 – e che testimoniano due modalità diverse e complementari di essere photoreporter: estremo, in guerra, Gabriele Micalizzi, funambolico, Massimo Sestini.
Massimo Sestini Zenit della fotografia
L’esposizione a Santa Giulia presenta una selezione di 53 immagini, allestite a dittici, trittici e polittici, capaci di raccontare oltre trent’anni di carriera di Massimo Sestini, nella quale l’artista ha saputo dipingere un affresco di grande valore iconografico delle vicende che hanno segnato il passato recente del nostro Paese, raccontandone gli episodi più significativi, dalla strage di Capaci a quella di Palermo, dal naufragio della Costa Concordia al terremoto dell’Aquila, dalla tragedia della Moby Prince, ai funerali di Giovanni Paolo II e di Benedetto XVI.












Il titolo ZENIT DELLA FOTOGRAFIA si riferisce alla capacità dell’artista, prima dell’avvento dei droni, di riconoscere il potere intrinseco della fotografia aerea e acrobatica di cui è diventato uno dei maestri indiscussi, producendo scatti iconici che lo hanno reso famoso nel mondo, capace di esplorare angoli e punti di vista insoliti della scena rappresentata. Sestini si è lanciato in voli vertiginosi, sospeso tra cielo e terra, per immortalare l’essenza della vita umana dall’alto, tuffandosi simmetricamente nelle profondità scure e gelate dei mari per catturare surreali visioni subacquee, tra le quali iconici scatti del patrimonio archeologico sommerso.
Il percorso espositivo
Allestito dallo studio milanese Top Tag, degli architetti Nick Bellora, Nicole Bonini e Francesco Carli, il percorso espositivo a Santa Giulia si concentra sui principali episodi della storia italiana contemporanea, i temi più cari a Massimo Sestini.
La prima sezione, Storie, propone alcuni dei suoi scatti più famosi come quelli realizzati a Capaci, poche ore dopo l’attentato al giudice Giovanni Falcone quando, a bordo di un piccolo aereo da turismo, a cui aveva smontato il portellone laterale per potersi sporgere, riprese tutta la drammaticità che si respirava in quel momento. Oppure l’attentato di via D’Amelio che costò la vita al giudice Paolo Borsellino e a cinque uomini della scorta, o anche il naufragio della Costa Concordia, il funerale di Giovanni Paolo II e di Benedetto XVI, la tragedia della Moby Prince.
Altrettanto drammatiche sono le immagini con le quali il fotoreporter immortalò i disastrosi danni causati a L’Aquila dal terremoto del 2009 e il dolore dei funerali di stato.
Icone raccoglie le fotografie di alcune competizioni sportive italiane tra le più conosciute al mondo, come il Palio di Siena, la Barcolana a Trieste o la gara ciclistica Strade bianche in Toscana. Qui spiccano due opere inedite dedicate a Brescia, che rendono omaggio ai simboli della città lombarda: la 1000 Miglia, manifestazione automobilistica di auto storiche più importante al mondo, che da sempre inizia e conclude a Brescia, e il sito archeologico di Brescia romana, tra i più significativi e meglio conservati d’Italia. In questo caso, l’eleganza delle vetture si sposa con la monumentalità del Capitolium, Patrimonio UNESCO dal 2011. Il progetto, realizzato lo scorso 11 giugno 2024, nel giorno della partenza della gara, si è avvalso della collaborazione della stessa 1000 Miglia e della Guardia di Finanza che ha concorso in modo decisivo alla fattibilità dell’impresa, mettendo a disposizione l’elicottero. Lo scatto, che ha visto Brixia. Parco archeologico di Brescia romana protagonista di un evento artistico d’eccezione, sarà esposto in mostra, in dittico con un’immagine della preparazione della scena.
Massimo Sestini non dimentica mai di documentare le eccellenze artistiche e naturali per cui l’Italia è conosciuta nel mondo. Nella sezione Patrimonio, oltre alle immagini della cattedrale di Santa Maria del Fiore a Firenze o dell’Etna in eruzione, s’incontrano quelle realizzate per la Marina Militare Italiana: in particolare il focus sull’Amerigo Vespucci, considerata “la nave più bella del mondo”, e altre che riprendono, da sopra e da sotto, la superficie del mare e i sommozzatori del nucleo SDAI della Marina Militare Italiana di Napoli nell’attività di monitoraggio dei mosaici del III secolo a.C. nel Parco archeologico Sommerso di Baia.
Mare Nostrum World Press Photo Award
Tra i soggetti che Massimo Sestini ha raccontato con maggiore sensibilità e trasporto vi è quello dell’immigrazione. Fulcro della mostra è la fotografia Mare nostrum, che documenta il momento del salvataggio di un barcone di migranti da parte della Marina Militare Italiana: uno scatto perfetto, cercato per due anni, che coglie i volti di tutte le persone stipate sulla barca, nel momento esatto in cui scorgono l’arrivo dei soccorsi, e che documenta allo stesso tempo la condizione in cui le persone sono costrette a viaggiare in quella drammatica attraversata. La serie di fotografie Where are you testimonia alcuni momenti della nuova vita dei migranti nei paesi europei (Svizzera, Francia, Germania) dove hanno trovato asilo, dopo il loro salvataggio. Emblematico in tal senso lo scatto del 2024 in cui il fotografo ha riportato l’attenzione dell’opinione pubblica alla attualità della fotografia di 10 anni prima, in cui vediamo un barcone ricolmo solo di camere d’aria e povere masserizie, emblema delle decine di migliaia di uomini, donne e bambini scomparsi nel Mediterraneo.
La rassegna è completata con la sezione Sicurezza in cui emerge un Massimo Sestini al servizio di diversi corpi militari o dei Vigili del fuoco, e include l’originale sequenza che testimonia il recupero e la detonazione di una mina inesplosa della Seconda guerra mondiale.
Con Fotografo inquieto, ultima sezione della mostra, il fotografo si ritrae in un curioso e ironico autoritratto, nell’ambito di un servizio sulla prostituzione europea.







La partecipazione del Liceo Leonardo alla mostra Massimo Sestini ZENIT DELLA FOTOGRAFIA rimanda alla convenzione siglata con la Fondazione Brescia Musei che consente agli studenti di partecipare ad una serie di eventi, ma soprattutto di progetti, in collaborazione e a supporto delle mostre che Fondazione Brescia Musei propone nel corso degli anni.
Accompagna la mostra un prezioso volume edito da Skira Arte, con saggi di Angelo Bucarelli, Denis Curti, Massimo Sestini.
Fondazione Brescia Musei ha organizzato un intenso Public Program con attività per adulti, per famiglie e per scuole, con l’obiettivo di approfondire con attività laboratoriali e visite tematiche il progetto espositivo.







