Corsa dei buoi di Asigliano Vercellese

Per celebrare San Vittore, ogni anno ad Asigliano, l’8 maggio o la domenica seguente, parte la tradizionale corsa dei buoi, rito che si è ripetuto quest’anno per la 588a volta, per sciogliere il voto contratto con il Santo (di Cristina Risciglione e Renato Corpaci).

Allo scoccare di Mezzogiorno, fra l’entusiasmo popolare, viene dato il via alla corsa più attesa dalla popolazione di Asigliano.

Asigliano è un comune circondato dalle risaie di circa 1400 abitanti, a nove chilometri a Sud di Vercelli. Nel 1436 il borgo venne colpito da una furiosa pestilenza che, secondo la tradizione, si calmò solo dopo che gli abitanti si affidarono al patrono del paese.

San Vittore era un milite romano di stanza a Milano, che subì il martirio all’epoca di Massimiano, ed è invocato contro il fulmine, la grandine e gli spiriti maligni.

Il Santo viene celebrato ogni anno ad Asigliano, l’8 maggio o la domenica seguente, con la tradizionale corsa dei buoi, rito che si è ripetuto quest’anno per la 588a volta, per sciogliere il voto contratto allora per riconoscenza nei confronti del Santo.

La gara ha una dinamica che ha più a che fare con la devozione che con la competizione. Anche se, con gli anni, la competizione tra diverse famiglie, tra diverse aziende agricole, si è fatta a tratti rovente.

Da quello che abbiamo capito, le coppie di buoi vengono allevati in diverse cascine (tre cascine, perché una cascina ha allevato due coppie di bovini) che li allenano alla corsa durante l’anno. I vecchi lamentano che una volta gli animali fossero principalmente impiegati in campagna, mentre oggi sono allevati puramente per gareggiare.

Il giorno prima della gara, durante “l’incanto dei buoi” gli equipaggi si contendono, a suon di “mine” gli animali più promettenti. La mina, un’antica valuta agricola, vale circa € 0,25. Una licitazione vincente si aggira intorno alle 10.000 mine. Gli equipaggi fanno capo a loro volta a famiglie autorevoli di Asigliano o a cascine, o a gruppi di amici.

La posizione in griglia viene tirata a sorte subito dopo l’assegnazione degli animali agli equipaggi. Il caso gioca un importante ruolo nella competizione (come si vedrà) e, si può dedurre che l’espletamento del voto – la tradizionale devozione della comunità – siano di gran lunga più importanti di una vittoria sulla linea del traguardo.

Dunque, la festa entra nel vivo sabato, quando la banda del paese si reca casa per casa a prelevare i Rettori di San Vittore (Giovanna D’Auria, Monica Crivellaro, Gioele Bottieri, Christian Randi), che sono i responsabili dell’organizzazione della celebrazione.

A mezzogiorno, nell’aula del Comune, di fronte al sindaco, signora Carolina Ferraris e ai priori di San Vittore, è stato letto il regolamento da parte della priora Giovanna D’Auria. Quindi, si è dato corso all’asta per l’assegnazione delle coppie di buoi e si è tratto a sorte l’ordine dei concorrenti sulla griglia di partenza.

Alle 18, sul sagrato della chiesa parrocchiale, è stata impartita da monsignor Gianfranco Brusa la benedizione degli aurighi.

Domenica, dopo la messa, di nuovo sul sagrato della chiesa, anche il carro del pane è stato benedetto da monsignore.

Infine, domenica a mezzogiorno, dopo la processione dalla parrocchiale a San Vittore, è iniziata la 588a corsa dei buoi.

A causa dell’eccitazione degli animali del gruppo Viva San Vittore (Fausto Pastore, Alfredo Galante e Luca Olmo), tre degli equipaggi hanno superato la linea di partenza prima dell’avvio della gara. Due sono stati squalificati (con Viva San Vittore anche Andrea e Simone Giordano e Simone Vassano, conduttori dei buoi della cascina Varalla). Il terzo quello della Cascina Malfiossa (con Nicolò Olmo, Andrea Busto e Monir Hopou), per rendere possibile l’espletamento del rito, ha portato a termine la competizione aggiudicandosela davanti al gruppo di Viva San Vittore Junior (con Riccardo Manna, Sonny Caroselli, Manuel Di Manso), ma ha rinunciato volontariamente a ritirare il premio.

Dopo la gara. Di fronte alla chiesa di San Vittore è stato distribuito il pane benedetto qualche ora prima da Monsignore.

La giornata si conclude con l’incanto del cero votivo e di alcune torte, il cui ricavato serve a ripianare l’investimento per l’organizzazione della festa.

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