Picasso. La metamorfosi della figura

Con la mostra Picasso. La metamorfosi della figura – 22 febbraio – 30 giugno 2024 – il MUDEC ha realizzato una rassegna che è 100% “nelle sue corde” né avrebbe potuto concepire una maniera migliore per dimostrare che l’arte è sempre senza confini e senza tempo, oppure non è arte (di Cristina Risciglione e Renato Corpaci).

Pablo Picasso. Nudo appoggiato. 1961. Olio su tela. 146×114. Collezione privata

Dopo la mostra Picasso Metamorfosi che, nel 2018-19 aveva impegnato Palazzo Reale a mettere in luce il rapporto che il genio spagnolo sviluppava con l’antichità e il mito, Il MUDEC propone al pubblico dei milanesi e dei loro ospiti internazionali di leggere la ricchissima produzione di Picasso – dalle opere giovanili fino alle più tarde – alla luce del suo interesse per le fonti artistiche ‘primigenie’, per l’‘arte primitiva’, e racconta questa costante rielaborazione intellettuale e l’eredità artistica della sua visione attraverso un grande progetto espositivo che racconta le culture del mondo e la loro reciproca e costante influenza.

“Non c’è né passato né futuro nell’arte. Se un’opera d’arte non può vivere sempre nel presente, non ha significato”

(Pablo Picasso)

L’impegno di Picasso con l’arte etnica non solo trasformò la sua pratica artistica, ma ebbe anche un profondo impatto sullo sviluppo dell’arte moderna nel suo insieme. Il suo approccio innovativo alla forma, allo spazio e alla rappresentazione ha sfidato le norme artistiche convenzionali e ha aperto la strada alle future generazioni di artisti per esplorare diverse influenze culturali nel loro lavoro.

Pablo Picasso disegna con la luce.

Curato da Malén Gual, coadiuvata da Ricardo Ostalé, il percorso della mostra Picasso. La metamorfosi della figura si articola in sei sezioni: 1. Uno sguardo verso altre culture; 2. Les Demoiselles de Avignon; 3. Cubismi; 4. Dagli anni ’20 alla II Guerra mondiale. La permanenza nell’opera di Picasso degli stilemi ereditati dall’arte dei popoli africani; 5. Metamorfosi della figura; 6. Picasso e l’arte africana: un’attrazione reciproca.

Pablo Picasso subì una profonda fascinazione per l’arte etnica durante tutto il corso della sua carriera. L’interesse per le forme d’arte non occidentali e primitive iniziò all’alba del XX secolo, in particolare dopo l’incontro con le maschere e le sculture africane al Museo del Trocadéro a Parigi nel 1907. Questo incontro influenzò profondamente il suo stile artistico e lo portò a esplorare nuove forme di espressione.

Picasso. La metamorfosi della figura

L’artista andaluso ammirava le qualità espressive e il crudo impatto emotivo che questi artefatti possedevano. I principi estetici e il simbolismo culturale dell’arte africana, oceanica e dei nativi americani, ma anche esempi neolitici e proto-iberici (della Spagna del VI sec. a. C., soprattutto dal V al II), dell’antica arte egizia e di quella della Grecia classica (vasi a figure nere), risuonavano profondamente in lui, ispirandolo a sperimentare l’astrazione, la distorsione e la semplificazione nel suo lavoro.

Inoltre, l’interesse di Picasso per l’arte etnografica è evidente in molte delle sue sculture, ceramiche e dipinti successivi. La sua pratica artistica incorporava elementi dell’arte africana, oceanica e dei nativi americani nelle sue opere, sperimentando forme geometriche, figure stilizzate e motivi simbolici.

Pablo Picasso, Les Demoiselles d’Avignon (1907)

Una delle opere più significative e influenti di Picasso influenzate dall’arte etnica è il suo dipinto fondamentale Les Demoiselles d’Avignon (1907, non in mostra). L’opera si trova al MOMA di New York che l’ha acquisita nel 1939. Tela rivoluzionaria nella storia dell’arte, ha segnato l’inizio del cubismo e lo ha lanciato come uno dei movimenti artistici più importanti del XX secolo. In “Les Demoiselles d’Avignon”, Picasso impiega forme spigolose e frammentate che ricordano le maschere africane, sfidando le nozioni tradizionali di prospettiva e rappresentazione.

Malaga, Museo Picasso “Casa Natal”

Per la realizzazione della mostra Picasso. La metamorfosi della figura, sono stati interessati i principali musei spagnoli che possiedono le più importanti collezioni di Picasso in quella che fu sempre la sua patria, la Spagna: in primis la Casa Natal di Malaga, ma anche il Museo Picasso di Barcellona e il Museo Reina Sofia di Madrid, oltre a numerosi collezionisti privati.

Il progetto è anche l’occasione per rivedere ospitata al Mudec, dopo anni, la Femme nue del Museo del Novecento di Milano, meraviglioso dipinto che fu fondamentale preludio al capolavoro picassiano Les Demoiselles d’Avignon, in dialogo con magnifici dipinti di maschere. In un gioco di specchi e rimandi che dal più remoto passato guarda al contemporaneo, la selezione della produzione del Maestro spagnolo presentata in mostra è in dialogo con un corpus di fonti antiche e reperti archeologici ed etnografici.

Oltre quaranta opere del maestro spagnolo, tra dipinti, sculture, insieme a 26 disegni e bozzetti di studi preparatori, del preziosissimo Quaderno n. 7 concesso per la mostra dalla Fondazione Pablo Ruiz Picasso – Museo Casa Natal di Malaga, la mostra Picasso. La metamorfosi della figura è prodotta da 24 ORE Cultura – Gruppo 24 ORE e promossa dal Comune di Milano-Cultura, con Fondazione Deloitte come Institutional Partner e vede il patrocinio dell’Ambasciata di Spagna in Italia e dell’Istituto Cervantes di Milano.

In occasione della mostra, 24 ORE Cultura ha pubblicato il catalogo Picasso. La metamorfosi della figura insieme al volume monografico Pablo Picasso, della collana Una vita per l’arte, a cura di Francesco Poli.

Per maggiori informazioni: MUDEC – Museo delle Culture, Milano

Condividi su:
Pin Share