Rovigo: arte, storia, natura

Molti sono i modi per far conoscere una terra veneta, Rovigo, che fonda le sue radici nel mito, plasmata dal corso dei due fiumi più lunghi d’Italia che ancora oggi ne disegnano le peculiarità, i suoni, i colori…

Michele da Firenze, 1440-1445, terracotta policroma e dipinta, Polittico di Raccano, Raccano di Polesella, Chiesa della Natività della Beata Vergine Maria

Rovigo e le sue Terre fra Adige-Po si  svelano  pian  piano lasciando spazio alla curiosità del viaggiatore attento, consapevole, evoluto. Che predilige luoghi poco affollati e si lascia trasportare dall’emozione di una campagna rigogliosa che si offre come elemento architettonico e umano di arti, mestieri, tradizioni.

Rovigo e le Terre fra Adige-Po. In questo bellissimo scenario “eco e slow”. Ville, palazzi e luoghi sacri custodiscono piccoli e grandi tesori che regalano stupore e meraviglia a chi ama la natura, la storia e la cultura. Rovigo Convention & Visitors Bureau ha creato nuovi strumenti e altrettante occasioni per una vacanza in questi luoghi.

Museo Diocesano

Nuovi siti culturali apriranno i battenti nel 2024. In particolare il Museo Diocesano della Cattedrale di Adria-Rovigo il cui vernissage è previsto per settembre, vanterà un susseguirsi di sale caratterizzate da nuclei a tema, con opere provenienti da tutta la diocesi, come quelle della quadreria della Pinacoteca del Seminario, argenti e suppellettili, la Madonna della Vita e il Polittico di Raccano (opere di Michele da Firenze. in terracotta dipinta del ‘400 padano). Inoltre, un significativo nucleo di paramenti settecenteschi, la suggestiva “Galleria delle Processioni” e la multimediale sala dell’organo, che consente la riproduzione de “il re degli strumenti musicali”.

Daniel Van Den Dyck (1645 ca.), Ritratto di collezionista, Rovigo Pinacoteca del Seminario Vescovile San Pio X – Lascito del conte Girolamo e del cardinale Pietro Silvestri

Il Museo Diocesano della Cattedrale di Adria-Rovigo si inserisce nel Sistema Museale Provinciale di Rovigo, denominato Pollicinum. Museo Polesine – La narrazione di un territorio, progetto promosso dalla Provincia di Rovigo allo scopo di valorizzare la conoscenza del vasto patrimonio culturale polesano.

Come di consueto, tornano le grandi mostre di Palazzo Roverella a Rovigo. In linea con i grandi successi di Kandinskij e Renoir, il 2024 accende i riflettori su un altro artista francese tra i più rappresentativi della Parigi di fine secolo: Henry Toulouse-Lautrec (dal 23 febbraio al 30 giugno 2024). Promossa dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo con il Comune di Rovigo e l’Accademia dei Concordi, la mostra è curata da Jean-David Jumeau-Lafond, Francesco Parisi e Fanny Girard, direttrice del Museo Toulouse-Lautrec di Albi in Francia, con la collaborazione di Nicholas Zmelty per la sezione Manifesti e Incisioni, ed è prodotta da Dario Cimorelli Editore.

Henry Toulouse-Lautrec

Diversamente dalla consuetudine, questa affascinante mostra guarda soprattutto all’attività del grande pittore Toulouse-Lautrec, con dipinti provenienti da prestigiosi musei americani, europei e, in particolare, francesi, mettendo l’artista a confronto con realisti, impressionisti, simbolisti con cui condivideva esperienze e momenti di vita quotidiana.

L’esposizione ovviamente non dimentica l’attività di Toulouse-Lautrec nel campo del manifesto con le celebri affiches. Si tratta di un’attenta ricostruzione dell’intera attività dell’artista, inserita in un contesto allargato (200 opere complessive esposte) che intende evocare in modo armonico la vivacità della scena artistica parigina, superando il concetto di Belle Époque.

Giacomo Matteotti

Il 2024 è poi anno di celebrazioni importanti, come i 100 anni dalla morte di Giacomo Matteotti, grande uomo politico polesano, pubblico amministratore, molto attivo e impegnato nell’attività sindacale delle cooperative e nell’attività parlamentare, segretario del Partito Socialista Unitario.

La mostra “Giacomo Matteotti (1885 –1924). Storia di un uomo libero”, promossa dal Comitato Provinciale per le Celebrazioni e sostenuta da Fondazione Cariparo, si terrà dal 5 aprile al 7 luglio a Palazzo Roncale e sarà curata dal professor Stefano Caretti, tra i massimi studiosi di Matteotti e di storia del socialismo, docente di Storia contemporanea all’Università di Siena.

Velia Titta, moglie di Matteotti.

Per mantenere la memoria del pensiero di Giacomo Matteotti, Fondazione Cariparo, in accordo con il Comune di Fratta Polesine e l’Accademia dei Concordi, promuove inoltre un prezioso riallestimento complessivo del percorso di visita della sua casa natale a Fratta Polesine, già Monumento Nazionale dal 2017. Oltre agli spazi interni, ripensati per ricordare che la casa è sì luogo familiare ma anche luogo di nascita di nuove idee, nell’inedito percorso c’è un’attenzione particolare riservata al giardino proposto come spazio di riflessione e approfondimento, permettendo al visitatore di fermarsi nella quiete tra gli alberi a leggere libri e testi reperibili all’interno.

Sarà un’occasione ulteriore per valorizzare il piccolo borgo di Fratta Polesine, favoloso scrigno di tesori d’arte e di bellezza con le sue tre ville storiche: Villa Badoer, capolavoro cinquecentesco del Palladio e Villa Avezzù, elegante dimora veneta e Villa dei Carbonari, dove si formò uno dei primi nuclei della Carboneria italiana. Una storia che attraversa i millenni, come è testimoniato dalla Necropoli di Frattesina, la più estesa d’Europa, e dai reperti conservati al Museo Nazionale Archeologico.

Terre tra Adige e Po

Rovigo e la sua provincia conservano inalterato il fascino antico di quei luoghi rurali dove l’ambiente e le tradizioni sanno fondersi con il tessuto produttivo e imprenditoriale. Proprio qui, nel sud del Veneto, i due fiumi più iconici d’Italia, l’Adige e il Po, disegnano paesaggi naturali straordinari, come il Delta del Po, area Mab Unesco dal 2015, nonché set cinematografico prediletto dai grandi registi italiani.

Una terra tutta da scoprire in un viaggio da ovest ad est, per conoscere Rovigo e i suoi tesori, i borghi dei dintorni tra ville venete e tenute rurali, chiese ed abbazie, teatri e festival, un patrimonio artistico e culturale diffuso e insospettabile, una novità per il viaggiatore desideroso e curioso, amante di nuove emozionanti esperienze. Una storia millenaria che risale all’età del bronzo, testimoniata dalla presenza di tre musei archeologici di cui due nazionali a Fratta Polesine nel complesso di Villa Badoèr e uno ad Adria, dove sono custoditi reperti di arte greco-romana-etrusca di grande pregio, oltre a una preziosa collezione di gioielli e di vasi e oggetti in vetro.

Castello di Arquà Polesine

Accanto alle testimonianze storiche, spiccano interessanti edifici di archeologia industriale, opportunamente restaurati e valorizzati, oggi sedi di grande valore e rappresentanza di iniziative, imprenditoriali e di ricerca, di sviluppo culturale e formazione universitaria, oltre a essere location ideale per meeting e spettacoli.

Il Polesine poi, come tutto il Veneto, presenta tratti produttivi e peculiarità testimoniate dallo sviluppo di distretti legati all’agricoltura e alla pesca. Qui, nello specifico, la capacità artigianale trova la sua massima espressione nel distretto della Giostra di Melara e Bergantino, dove si trovano maestri costruttori di bellissime giostre vendute in tutto il mondo e produttori di fuochi d’artificio che, tra l’altro, da anni illuminano Venezia nella Festa del Redentore.

Per maggiori informazioni:
Terre fra Adige-PoRovigo Convention &Visitors Bureau
Responsabile: Cristina Regazzo

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