Robert Capa – Nella Storia

A cura di Sara Rizzo, in collaborazione con Magnum Photos, in occasione dei 110 anni dalla nascita di Robert Capa, in una mostra al Mudec oltre ottanta opere ripercorrono la grande storia del Novecento attraverso lo sguardo del leggendario fotoreporter.

BELGIUM. Near Bastogne. December 1944. US troops with German prisoners of war during the Battle of the Bulge.

Rivoluzionario ai suoi tempi – di macchine fotografiche ingombranti e lente a scattare – Capa si impose al mondo come “fotogiornalista”, tralasciando spesso l’accuratezza dello scatto per un più incisivo e aderente modo di documentare realtà che avrebbe trasformato in eroici racconti.

Va ricordato che il fotogiornalismo nasce in questi anni non solo per il grande sviluppo della stampa illustrata, ma anche grazie ai progressi tecnici in campo fotografico: attrezzature sempre più portatili rendono finalmente possibile seguire il centro dell’azione. Capa stesso utilizzerà durante tutti i suoi reportage soprattutto macchine compatte come Leica, Rollei, Contax a seconda del tipo di foto che vuole ottenere e del mercato cui sono destinate.

GERMANY. Berlin. August, 1945. People on street lined with ruined buildings.

Definito nel 1938 «il più grande fotoreporter di guerra del mondo», Robert Capa, nato Endre Ernő Friedmann (1913-1954) compie 110 anni, 70 dei quali già trascorsi nell’Aldilà. Precoce anche nel passare a miglior vita.

«Se le tue foto non sono abbastanza buone – usava dire – vuol dire che non eri abbastanza vicino». Sicuramente vero. La vicinanza all’azione, purtroppo, gli costò la vita, quando attraversando un campo al seguito di soldati francesi, mise il piede su una mina antiuomo, passando immediatamente dal ruolo di autore a quello di soggetto del racconto.

Dopo la bella mostra del 2018 a Monza – i suoi racconti ritornano in Lombardia, dunque, sotto forma dei più importanti reportage realizzati da Robert Capa, dagli esordi a Berlino e Parigi (1932-1936) alla guerra civile spagnola (1936-1939); dall’invasione giapponese in Cina (1938) alla seconda guerra mondiale (1941-1945); dal reportage di viaggio in Unione Sovietica (1947) a quello sulla nascita di Israele (1948-1950), fino all’ultimo incarico come fotografo di guerra in Indocina (1954), teatro della sua dipartita.

In mostra anche gli scatti inediti sul reportage in Unione Sovietica realizzato dal co-fondatore di Magnum con John Steinbeck nel 1947. Convenientemente, alcune di queste foto sono state scattate in una Ucraina post-bellica che allora era, a tutti gli effetti, parte dell’URRS.

Con l’ascesa del nazismo in Germania, Endre si spostò alla fine del 1933 a Parigi, la città del suo destino. Qui conobbe Henri Cartier-Bresson e David “Chim” Seymour, con cui fonderà nel 1947 l’agenzia Magnum Photos, e Gerda Taro, sua compagna di vita e lavoro, assieme alla quale creerà nel 1936 il personaggio di Robert Capa, famoso fotografo americano in cui si identificherà totalmente per poter vendere meglio i propri scatti.

Visionando le immagini di Capa più eminentemente belliche, sorge spontaneo l’interrogativo se il reportage di guerra sia davvero un’occasione per un atto d’accusa contro la follia umana che porta distruzione indiscriminata, la morte a migliaia di persone, patologie psichiche e invalidità ad altrettante, e contro il terrore indotto in centinaia di migliaia di esseri umani, costretti a lasciare le proprie case e fuggire lontano dal luogo in cui sono cresciuti. O se non sia uno strumento di propaganda come altri, che infonde un’aura di avventura e d’eroismo ad atti, bene o male, criminali (chiunque li commetta), che promuove il commercio di armi sempre più costose e incoraggia un certo voyeurismo macabro, accanto a moti di superficiale solidarietà.

Il tutto ad alimentare un lucroso “mercato dell’orrore”, a beneficio di cinici politici, editori di giornali e riviste, ma anche gallerie ed edizioni patinate.

Pensieri…

Resta, se non l’eroismo, il coraggio e la temerarietà dei fotografi – come Robert Capa – che, in buona fede, mettono a repentaglio la propria vita per contraddire la narrazione dominante, o per testimoniare con uno scatto di formidabile eloquenza l’insensatezza di certe vicende umane.

Robert Capa – Nella Storia
A cura di Sara Rizzo
11 novembre 2022 – 19 marzo 2023
MUDEC – PHOTO Milano

Per maggiori informazioni: MUDEC Milano

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