Isgrò cancella Brixia

Emilio Isgrò cancella Brixia, dal 23 giugno 2022 all’8 gennaio 2023, mette in scena una grande operazione di arte pubblica, un programma espositivo completamente inedito, originale e site specific, che mette in relazione l’arte contemporanea con il grande patrimonio archeologico romano di Brescia.

Emilio Isgrò, Brixia come Atene
Emilio Isgrò di fronte al suo Discobolo

Il progetto Isgrò cancella Brixia coinvolge i più importanti luoghi di Brescia: il Parco archeologico di Brescia romana (il più vasto del Nord Italia), il Museo di Santa Giulia con il Chiostro Rinascimentale e gli spazi espositivi del museo, il Capitolium, il Teatro Romano, fino alla stazione metropolitana FS.

Incancellabile Vittoria

Emilio Isgrò, Incancellabile Vittoria (2020)

Il museo diffuso bresciano comincia alla stazione FS della Metropolitana di Brescia, là dove è la porta d’ingresso alla città, che si presenta con il suo monumento più rappresentativo. Qui nel 2020 Isgrò celebrava il ritorno, dopo il restauro, della Vittoria Alata con l’Incancellabile Vittoria, una monumentale installazione site-specific di circa 200 mq e composta da 205 pannelli fresati di fibrocemento sul quale il profilo della statua romana emerge dalle cancellature che coprono il primo canto dell’Eneide. L’opera – secondo il curatore Marco Bazzini – ha dato il la e ha fornito il filo conduttore di tutta l’operazione odierna, mentre il testo virgiliano ritorna anche oggi in tutte le quattro nuove tappe che costituiscono il percorso della mostra bresciana.

Quanto all’azione della cancellatura che costituisce, fin dal dagli anni ’60, il marchio di fabbrica dell’arte di Emilio Isgrò, per il critico toscano non si può dire che «Isgrò cancella», ma bisognerebbe dire che «Isgrò dipinge le cancellature».

«La Cancellatura – afferma lo stesso ‘artista – non è fatta per uccidere o censurare, come pretende la Cancel Culture, ma soprattutto per preservare sotto l’inchiostro quelle parole di speranza e di fiducia che oggi mancano al mondo».

Brixia come Atene

Il percorso continua lungo lo spazio monumentale interessato dal Corridoio Unesco, Parco archeologico di Brescia romana fino al Museo di Santa Giulia, in due sale in cui Emilio Isgrò fa dialogare Brixia con il modello della città considerata la culla della civiltà europea e occidentale. Una serie di tredici pitture, affreschi sulle pareti di una casa romana, pagine illustrate di un libro sulla vita quotidiana di un’antica polis greca, vengono cancellate in bianco in una maniera un po’ diversa dal solito.

Emilio Isgrò e un pannello di Brixia come Atene

Tra una sala e l’altra, Il discobolo, la scultura realizzata intorno al 455 a.C. da Mirone in bronzo, ma nota solo grazie alle copie marmoree dell’epoca romana, si presenta assalita dalle formiche di Isgrò; resta però riconoscibile per la sua tipica postura, anche se mutilata. Il disco, infatti, è stato lanciato insieme all’avanbraccio e si trova a terra nella sala successiva.

«Rispetto al dibattito sulla questione della superiorità culturale tra greci e romani – approfondisce Bazzini – Isgrò, con le sue cancellature e con il riferimento a Brixia, pone una visione controfattuale della storia, come avviene in alcuni studi che ipotizzano cosa sarebbe potuto accadere rispetto a ciò che effettivamente è accaduto (ucronia).»

Armonium delle Allodole Impazzite

La terza tappa occupa in maniera totale il chiostro rinascimentale del monastero di Santa Giulia. Si tratta di un’opera lirica, non solo perché si ispira a un’opera del Bel Canto, ma perché il testo ambientato nelle Gallie romane riflette la tragicità dei nostri giorni, quando invoca la pace contro gli ardori bellicosi dei Druidi dei nostri giorni.

Come un enorme sarcofago, l’Armonium che giace nel prato del Convento – ora spazio espositivo – è realizzato da Fondazione Brescia Musei in co-produzione con Arte Sella, l’importante parco d’arte contemporanea nella natura in Val di Sella, Valsugana, (TN) dove, al termine della mostra, sarà collocata permanentemente.

La musica che emana dal prato e si diffonde tra le arcate del chiostro è l’aria Casta Diva, cantata nel primo atto della Norma di Vincenzo Bellini. In omaggio al pianista bresciano Arturo Benedetti Michelangeli, la versione scelta da Isgrò è la trascrizione per pianoforte del 1831 di Fryderyk Chopin. L’aria è interpretata dal cinguettio di un’allodola è accompagnata da un coro di uccelli.

Didone Adonàis Dòmine

il Teatro Romano ospita la prima di Didone Adonàis Dòmine, uno dei drammi scritti da Isgrò, prodotto da Fondazione Brescia Musei e da Centro Teatrale Bresciano, con protagonista l’attrice Sandra Toffolatti insieme a Elena Antonello, Giacomo Mangiola e Gianluca Pantaleo e con la regia di Giorgio Sangati. Il testo, scritto nel 1983 è stato messo in scena nell’agosto 1986 a Barcellona Pozzo di Gotto (ME) nel Teatro Mandanici.

Le Api di Virgilio

Nella sala centrale del Capitolium, che ospita il Lapidarium, in cui sono raccolti i frammenti di iscrizioni recuperati durante le operazioni di scavo succedutesi dal 1830 in poi, l’opera Le api di Virgilio accoglie il visitatore sbigottito. Si tratta di un’operazione di videomapping, resa possibile nella pratica dalle competenze informatiche e dalla creatività di DrawLight_Me Young Immersive Studio.

Nelle proiezioni che si susseguono ogni dieci minuti, le iscrizioni appaiono inizialmente cancellate, per rivelare presto una moltitudine di insetti che, levandosi progressivamente tutti insieme, tornano a rivelare i testi cancellati. L’opera fa riferimento alle api che si aggiravano nella valle del mitologico fiume Lete, nell’episodio raccontato da Virgilio nel Libro VI dell’Eneide. L’esperienza termina con le api che ritornano a posarsi sulle iscrizioni nuovamente “cancellate” o, se vogliamo, concettualmente “protette” nel tempo dalla presenza dei piccoli animali.

Questa è forse l’opera più significativa nel mettere in relazione l’arte contemporanea con il grande patrimonio archeologico romano di Brescia, in questo programma in cui vediamo convivere pittura e teatro, tecnologia digitale e melodramma.

Brescia, Capitolium, Vittoria Alata (c.ca 69 d.C.)

Isgrò cancella Brixia, a cura di Marco Bazzini, è prodotto da Fondazione Brescia Musei e Comune di Brescia in collaborazione con Archivio Emilio Isgrò, Arte Sella, Centro Teatrale Bresciano e Gruppo Brescia Mobilità

Per maggiori Informazioni: Fondazione Brescia Musei, [email protected]

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