Il Santuario di Oropa

Il Santuario di Oropa si sviluppa su tre piazzali adiacenti, separati dagli archi ricavati negli edifici preposti all’accoglienza. Al centro, la Basilica Antica, innalzata a quota 1159 metri sul luogo dove un tempo sorgeva l’antica chiesa di Santa Maria (di Cristina Risciglione e Renato Corpaci).

Una stampa del territorio di Oropa, con il Sacromonte (a sinistra) e il Santuario originale (a destra)

Il fenomeno delle “Madonne Nere” è diffuso in tutta Europa ma anche oltre Oceano. In Francia è particolarmente comune, con una concentrazione particolare nella regione dell’Auvergne. Si tratta di sculture di dimensioni modeste, risalenti al periodo gotico.

Queste piccole sculture sono circonfuse di un’aura di leggenda che le collega a un’origine mediorientale e si trovano in luoghi che, molto spesso, prima diventare cristiani, riunivano i fedeli dei culti pagani o dei riti druidici della cultura celtica.

Sacromonte di Oropa. La Cappella del Roc.

La leggenda su cui si basa l’edificazione del maestoso santuario di Oropa, risale al IV secolo d.C., quando Eusebio, poi divenuto vescovo di Vercelli e santo, fuggendo dai disordini conseguenti alle dispute sulla consustanzialità di Cristo sollevate dai seguaci di Ario, portò dalla Palestina, nel 369, una statua della Madonna Nera e la occultò fra le rocce. In quel luogo ora sorge la Cappella del Roc, costruita nella prima metà del Settecento dagli abitanti di Fontainemore, il comune valdostano più prossimo al santuario. Da quest’ultima località, ancora oggi parte, ogni 5 anni, una processione che porta i fedeli attraverso i monti in pellegrinaggio a Oropa.

Leggende

La leggenda riguardante la statua della piccola Madonna bruna, si sovrappone all’usanza delle popolazioni di origine celtiche di venerare grandi massi erratici – abbondanti nell’area interessata dalla glaciazioni del pleistocene e, nelle religioni precristiane, creduti fonte di fecondità femminile – nell’impegno di Sant’Eusebio di sostituire il culto delle deità femminili celtiche con il culto della Madre di Dio, Maria.

La Basilica Antica

La chiesa di Santa Maria sorse nell’VIII-IX secolo nei pressi di uno di questi massi “magici”. Dal primo XIV secolo in poi, però, l’attrazione del santuario è stata la statua gotica in legno di cembro di 132 centimetri, realizzata da un anonimo “Maestro della Madonna di Oropa”, scultore e intagliatore valdostano. Il legno di pino cembro (chiamato anche “cirmolo”) è molto pregiato ed è usato in modo particolare dagli scultori delle Alpi per le opere che si trovano nei negozi di specialità locali, ma anche per opere più nobili. In seguito, agli inizi del Seicento, l’edificio fu in parte inglobato nella costruzione della Basilica Antica di Oropa. In particolare, nella navata destra, vi si trova il Sacello del IX secolo, che custodisce la Madonna Nera, tra resti degli affreschi risalenti al Trecento. Per propiziare la nascita di un figlio, le donne continuarono a lungo a “strofinarsi” contro il masso protuberante dalla parete settentrionale della basilica.

Il Sacromonte del Santuario di Oropa

In ottemperanza ai dettami del Secondo Concilio di Nicea (787) sulle immagini sacre e al testo Instructiones fabricae et supellectilis ecclesiasticae che S. Carlo Borromeo pubblicò nel 1577 sull’architettura sacra, a cavallo tra il 1600 e il 1700, il frate cappuccino padre Fedele da San Germano si assunse l’iniziativa, di erigere 20 cappelle a tema che rappresentassero altrettante stazioni del racconto della Vita di Maria, illustrata con statue in terracotta policroma a grandezza naturale, secondo i vangeli apocrifi. Il progetto, rimasto incompleto, era di stimolare, mediante la recitazione del rosario, la meditazione e la riflessione sui valori e sui dogmi della fede cattolica.

Il percorso monumentale, che si snoda sulla sinistra del Santuario e termina in prossimità del cimitero, è parte integrante di quel circuito – insieme ai complessi piemontesi di Belmonte, Crea, Domodossola, Ghiffa, Orta, Varallo e a quelli lombardi di Varese e Ossuccio – inserito nel Patrimonio Mondiale dell’Umanità dell’UNESCO.

Il manto, con relativo strascico di 25 metri, è stato realizzato cucendo insieme, in oltre 20 mila ore di lavoro, 15 mila tessere di tessuto, donate da chi ha voluto condividere uno scampolo significativo della propria vita.

Come già avvenuto altrove durante le grandi pestilenze del Cinque-Seicento (vedi Venezia per la Festa del Redentore), la città di Biella fece voto alla divinità, in questo caso la Madonna di Oropa, perché risparmiasse la città dall’epidemia. Ogni anno, in ricordo della grazia ricevuta, la città di Biella svolge una processione che porta i fedeli fino al santuario mariano mentre, a partire dal 1620, ogni cent’anni ha luogo la suggestiva e solenne incoronazione della Madonna Nera. La quinta, l’ultima, a causa della pandemia, è stata posticipata al 2021. Ha avuto luogo il 29 agosto alla presenza del Legato Pontificio, Cardinale Giovanni Battista Re, decano del Collegio Cardinalizio, nonché del ministro allo Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti. All’esterno della Basilica hanno assistito alla celebrazione 1500 persone, presenti anche molti pellegrini, arrivati anche in bici al Santuario.

Il cimitero monumentale di Oropa, progettato da Ernesto Camusso, costruito a partire dal 1871 e inaugurato nel 1877

Con l’approvazione della Casa regnante, nel Seicento si procedette, alla costruzione degli edifici intorno alla Basilica, per gli ospizi dei pellegrini e per gli appartamenti dei Savoia.

Oggi, il Santuario di Oropa si sviluppa su tre piazzali adiacenti, separati dagli archi ricavati negli edifici degli ospizi. Al centro, la Basilica Antica, innalzata a quota 1159 metri sul luogo dove un tempo sorgeva l’antica chiesa di Santa Maria.

Oropa, la Basilica Nuova, consacrata nel 1960

Per rispondere all’elevato numero di fedeli che il Santuario di Oropa richiamava, nel 1885 si procedette alla costruzione della nuova Basilica, a Nord di quella antica, su progetto risalente al secolo precedente, dell’architetto Ignazio Amedeo Galletti. I lavori presero tuttavia ancora quasi ottant’anni e la consacrazione dell’edificio, sormontato da una cupola imponente, sullo sfondo del Monte Tovo, avvenne solo nel 1960.

La Madonna Nera rimane tuttavia nella Basilica Antica. Si dice che vari tentativi di spostarla nella nuova collocazione non ebbero successo perché il peso della statua aumentava spropositatamente con l’allontanamento dalla sua sede abituale…

Per maggiori informazioni: Sito del Santuario

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