La Passione di Sordevolo

Dal 1816, ogni 5 anni, gli abitanti di questo borgo del Piemonte mettono in scena lo spettacolo della Passione di Sordevolo, il più grande spettacolo di teatro popolare corale d’Italia (di Cristina Risciglione e Renato Corpaci)

Chi capita a Sordevolo, un paese di 1250 abitanti della provincia di Biella, al fondo di una valle cieca al confine con la Val d’Aosta, deve proprio aver voluto venirci, perché di qui non si prosegue per nessun’altra destinazione.

Il toponimo suggerisce una doppia etimologia: deriverebbe infatti dal latino surdabulus, surgibulum (“sorgente”), o da super Elvum (“sopra l’Elvo”), il torrente che dà il nome alla valle.

Una valle che si trova esposta a Sud, aperta e ricchissima d’acqua. Queste caratteristiche fanno sì che i prati consentano tre tagli d’erba all’anno e perciò un florido allevamento di ovini e bovini. Inoltre, in passato la presenza d’acqua ha richiamato l’installazione di telai per l’industria tessile, che in valle è stata fiorentissima con fabbriche manchesteriane che nel periodo d’oro erano diciassette.

Il paese era ricchissimo. Lo testimoniano le sette chiese e le tre confraternite.

Il terreno è acido, ideale per la crescita dei rododendri, di cui esiste una vasta coltivazione, insieme a una collezione di piante esotiche, nel vicino comune di Pollone, nel Parco della Burcina, sviluppato dall’industriale laniero Felice Piacenza (1843-1938).

A Sud di Sordevolo, il santuario di Graglia, con l’ostello dei pellegrini e la Madonna Nera nella cappella a lei dedicata;

A Nord di Sordevolo, la Trappa sviluppata da Gregorio Ambrosetti con il segreto intento di farne un convento, cosa che brevemente fu, quando vi si rifugiarono i Monaci Trappisti fuggiti dalla Francia nel periodo della Rivoluzione. Ad essi, ancora oggi, l’edificio deve il suo nome.

Proseguendo infine verso settentrione, si incontra il Santuario di Oropa e il Monte Tovo (m 2.230 slm) che sovrasta la basilica nuova.

La domanda che sorge spontanea è questa: come mai la comunità di un piccolo borgo isolato del Piemonte investa un milione di euro per produrre un’opera di teatro popolare con un testo del ‘400, in rima – che trae origine dalle Laudi Umbre – già messo in scena a Roma nel 1500, ad opera della Compagnia della Confraternita del Gonfalone, nel Colosseo. La risposta sta nell’utilizzo che ne fece inizialmente la società operaia della valle, quando lo usò per migliorare la capacità di lettura degli operai.

Da qui all’idea di farne una rappresentazione teatrale, il passo è breve. Dal 1816, la Passione di Sordevolo diventa un’iniziativa strutturata, una tradizione passata di padre in figlio con cadenza decennale prima, quinquennale dal 1970 in poi, che richiama spettatori da tutta la provincia e poi dalla regione. Con la partecipazione di tutta la comunità sempre su base volontaria, i proventi vengono devoluti all’assistenza alla popolazione indigente.

La coesione del tessuto sociale di Sordevolo si esprime infine ancora nel Museo della Passione, allestito nei locali della seicentesca chiesa di S. Marta, e nell’Archivio Vercellone, contenente i campionari dell’industria laniera che ha fatto storia nel tessile.

Mentre fervono i preparativi e si portano gli ultimi ritocchi alla scenografia che ricostruisce un frammento della Gerusalemme dell’anno 33 d.C. – la reggia di Erode, il Sinedrio, il Pretorio di Pilato, il giardino del Getsemani, il cenacolo, il monte Calvario – gli attori provano sul palco i ruoli che, in alcuni casi, si sono tramandati da padre in figlio e nipote in seno alla stessa famiglia.

Il debutto è atteso per sabato 18 giugno 2022 nell’Anfiteatro coperto di Sordevolo, capace di 2400 posti e intitolato a Giovanni Paolo II, mentre le 35 repliche avranno luogo a seguire più o meno ogni venerdì e sabato e, talvolta, la domenica pomeriggio, fino a domenica 25 settembre.

Questi in sintesi i numeri:

Oltre 200 anni di “Passione”, proposta ogni 5 anni nel corso dell’estate;
400 attori (42 parti parlate e 360 comparse) di età compresa fra i 5 e gli 80 anni;
300 persone “dietro le quinte” della rappresentazione;
circa 35 repliche, da giugno a settembre;
29 scene per più di 2 ore di recitazione in ciascuna replica;
• oltre 4mila metri quadrati di anfiteatro;
800mila euro la stima del valore economico;
80mila ore lavorative, senza conteggiare il valore del volontariato;
1 milione di euro l’indotto stimabile per l’economia della zona

Per maggiori informazioni: Associazione Teatro Popolare di Sordevolo

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