Ferdinando Scianna a Palazzo Reale

Palazzo Reale a Milano, ospita la grande mostra antologica dedicata a Ferdinando Scianna, Viaggio Memoria Racconto, 220 stampe che hanno costellato la cinquantennale carriera del fotografo (di Renato Corpaci).

Parigi, 1989© Ferdinando Scianna

Abbiamo visitato solo sei mesi fa la mostra sul ritratto di Ferdinando Scianna alla Reggia di Colorno (Parma), ed eccoci nuovamente di fronte a straordinarie immagini, frutto della prontezza che il fotografo ha dimostrato in cinquant’anni di attività nel battere in velocità il caso che gli propone opportunità fotografiche.

Oltre 220 fotografie in bianco e nero, l’intera carriera del fotografo siciliano si sviluppa lungo un articolato percorso costruito su diversi capitoli: dalle Feste Religiose ai Ritratti; dai Bambini alla Moda; dal Paesaggio ai Riti, ai Miti e ai Viaggi; alle Ossessioni che ogni fotografo custodisce e alimenta amorevolmente.

La mostra si apre con una “Bibliografia”, un’impressionante selezione di libri di Ferdinando Scianna (40 su un totale di una settantina), fotografo “milanese”, come ama definirsi – citando Marie-Henri Beyle Stendhal – o come “fotografo che scrive”.

Una mostra lunga cinquant’anni, «La mostra delle mostre» come lo stesso Scianna (Bagheria, 1943) avrebbe voluto intitolare questa sorta di “The Best Of Scianna”, che comprende gli scatti più popolari e più rappresentativi di una vita passata a fotografare e a rappresentare la realtà. Una vita che il fotografo ha basato su due cose: sulla «amicizia come nucleo fondamentale delle relazioni col mondo, con gli altri; e sui libri, come luogo d’incandescenza di tutte le ossessioni che un fotografo ha e deve avere, se no non è un fotografo, o per lo meno, non è un fotografo che fa libri».

Per Ferdinando Scianna, il libro è da sempre la prediletta forma di comunicazione. Da una parte la presenza di testi di grandi scrittori all’interno dei suoi libri fotografici, dall’altra la pubblicazione di riflessioni sulla fotografia e sui fotografi (come “Etica e fotogiornalismo”, “Obiettivo ambiguo” e “Il viaggio di Veronica”).

«Mio nonno faceva il falegname e la sua materia prima era il legno. Io faccio il fotografo e la mia materia prima è l’azzardo…» (Ferdinando Scianna)

Col passare del tempo, la necessità del fotografo siciliano di affiancare alle immagini i propri testi si è fatta sempre più urgente e Quelli di Bagheria (2002) segna un passo ulteriore nella ricerca di un rapporto di reciproca integrazione anche grafica fra parola e immagine, raggiunta grazie alla collaborazione con l’art director Alberto Bianda. «… dopo molte incomprensioni. Poi lui è svizzero. Chi l’ha mai capito uno svizzero…».

Scianna non è molto propenso a considerare le fotografie come “opere”, mentre la fotografia, pensa, è una cosa diversa. Nasce da una rivoluzione nella cultura contemporanea. Non si può guardare una fotografia solo per la sua dimensione estetica. Cita Cartier Bresson: «Non c’è niente di più inutile di una bella fotografia».

Generata a Forlì (Musei San Domenico, settembre 2018) la mostra ha poi proseguito per Palermo (Galleria d’Arte Moderna GAM, febbraio 2019 e Venezia (Casa dei Tre Oci, agosto 2019). Ora a Milano (Palazzo Reale, 22 marzo- 5 giugno 2022).

«Non sono stato molto bene, negli ultimi tempi, sicché questa mostra ha avuto bisogno di tre curatori… speriamo di guarire».

I curatori sono Paola Bergna, ex direttore di «Photo», ex direttore di Contrasto, e moglie di Scianna, tra le altre cose, Denis Curti, tra le altre cose titolare della Galleria Fotografica Still e direttore artistico della Casa dei Tre Oci; lo stesso Alberto Bianda, grafico e titolare dello studio Theredbox communication design, art director di molti libri di Scianna così come di molte sue mostre. Viaggio Racconto Memoria è promossa e prodotta da Comune di Milano|Cultura, Palazzo Reale e Civita Mostre e Musei.

Ferdinando Scianna

La mostra di Ferdinando Scianna a Palazzo Reale è veramente l’espressione del fotografo che ha prodotto queste oltre 220 stampe, da cui emergono alcuni scatti di straordinaria “inutile” bellezza formale, a partire dall’immagine che la rappresenta, in cui una sciantosissima Marpessa, gioca con un ragazzino che finge di fotografarla. Ecco, in generale, dietro a ciascuna di queste immagini, anche le immagini di moda, si indovina il racconto che Ferdinando Scianna ha sentito la necessità di narrare, che è sempre una sfumatura di un “azzardo” che solo lui ha saputo trasformare nella prova concreta di un accadimento o di un’apparizione.

Ferdinando Scianna – Viaggio Racconto Memoria
a cura di Paola Bergna, Denis Curti, Alberto Bianda
22 marzo- 5 giugno 2022
Per maggiori informazioni: Palazzo Reale, Milano

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