Il Labirinto della Masone

Un nucleo di edifici, che include un’iconica piramide, per ospitare una collezione d’arte disposta su cinquemila metri quadrati, una biblioteca e la sede della sua Casa Editrice. Queste costruzioni sono circoscritte da un labirinto in piante di bambù appartenenti ad una ventina di specie diverse, che sviluppa un percorso di oltre 3 chilometri (di Cristina Risciglione e Renato Corpaci).

Il bambù è una pianta della famiglia delle graminacee, ad elevato assorbimento di anidride carbonica, di crescita veloce, originaria delle regioni tropicali e sub-tropicali, che non necessita di particolari cure e rappresenta una valida barriera naturale contro le polveri, il vento e il rumore.

È una pianta sempreverde. Il suo carattere rizomatoso gli garantisce la capacità di rigenerare comunque canne nuove e ogni anno colonizzare nuovo territorio.

Franco Maria Ricci
Franco Maria Ricci nel Labirinto (foto © Yann Monel)

Le sue iniziali, FMR suggeriscono un termine: “Effimero”, dal greco ἐπί «sopra» e ἡμέρα «giorno», significa: “che dura un solo giorno”.

Eppure, Franco Maria Ricci nato a Parma il 2 dicembre 1937 e scomparso a Fontanellato il 10 settembre 2020, in tutta la carriera di grafico, editore e designer sembra aver costantemente sfidato il fato implicito nell’acronimo del suo nome.

Per farlo, si direbbe che quest’uomo che hanno definito sofisticato e carismatico, abbia fondato il successo che lo ha proiettato nel futuro su pochi elementi che affondano le radici nel passato.

Giambattista Bodoni, incisore e stampatore italiano vissuto tra Sette e Ottocento, piemontese ma, dopo che Ferdinando di Borbone, duca di Parma, lo nominò direttore della Tipografia Reale, vissuto a Parma. Il suo nome è legato ai caratteri tipografici da lui stesso creati e che hanno preso il suo nome: “Bodoni” e al Manuale Tipografico che li presenta, la prima opera stampata in anastatica da Ricci come editore.

Una ideologica ricerca della bellezza e dell’equilibrio formale, accompagnati da una irrefrenabile impulso alla divulgazione culturale ai più alti livelli, lo hanno consigliato di dar vita al periodico FMR, rivista d’arte di gusto sofisticato, diffusa in tutto il mondo, e ad accumulare le opere che sono raccolte nel museo di Fontanellato.

Come editore, si è avvalso della collaborazione di Jorge Louis Borges, che per lui ha diretto la collana La Biblioteca di Babele. È stato lo scrittore argentino a stimolare nell’editore la fascinazione per i labirinti.

A partire dal 2005, con l’architetto Pier Carlo Bontempi, nella tenuta vicino a Fontanellato, ispirandosi alle strutture raffigurate in due mosaici romani, ha concepito l’opera che avrebbe dovuto riunirle tutte.

Un nucleo di edifici, che include un’iconica piramide, per ospitare una collezione d’arte disposta su cinquemila metri quadrati, una biblioteca e la sede della sua Casa Editrice. Queste costruzioni sono circoscritte da un labirinto in piante di bambù appartenenti ad una ventina di specie diverse, che sviluppa un percorso di oltre 3 chilometri.

Un labirinto che è anche un Giardino a pianta stellata, in cui il visitatore può aggirarsi piacevolmente e anche provare il brivido di disorientarsi momentaneamente, ma senza l’apprensione di uno smarrimento esasperato.

Non mancano un Bistrò, un Caffè e una gustosa Gastronomia parmigiana, affidate alla creatività di uno chef stellato.

Un centro culturale organizza inoltre mostre mercato di libri antichi di pregio, convegni di studio sull’utilizzo del bambù, mostre di pittura e concerti di musica classica.

Per maggiori informazioni: Labirinto della Masone

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