Fortezza di Fenestrelle

Abbarbicata tra i 1200 e i 1800 m slm, la Fortezza di Fenestrelle, già baluardo insuperabile a guardia della Val Chisone, rappresenta un’occasione per l’escursione di un giorno lungo i suoi camminamenti e offre un panorama esclusivo sulla valle all’ombra delle Alpi Cozie (di Cristina Risciglione, testo di Renato Corpaci).

In valle, l’abitato di Fenestrelle. In costa, la Fortezza

A metà circa della Val Chisone, approssimativamente tra Pinerolo e Sestriere, in Piemonte, l’abitato di Fenestrelle vanta un passato illustre. Prima, come sede del regno di Cozio, il re barbaro alleato di Roma, che ha dato il nome alla sezione alpina che va dal Colle della Maddalena al Colle del Moncenisio.

Molto più tardi, sotto la dominazione francese, fu sede del Forte Mutin, distrutto dalle forze piemontesi nel 1708. Dopo il trattato di Utrecht (1713), la Val Chisone passò sotto il dominio dei Savoia che, a Fenestrelle, incaricarono Ignazio Bertola, uno dei loro più affidabili architetti militari, di edificare un’opera ciclopica: una fortificazione in grado di fermare qualsiasi tentativo d’aggressione da parte degli eserciti francesi.

Gli abitanti di Fenestrelle si considerano tuttora dei cittadini, a riprova del benessere goduto negli anni migliori, nonostante la popolazione sia andata progressivamente declinando (da oltre 3000 alla proclamazione dell’Unità d’Italia a poco più di 500 abitanti nel 2011).

Fenestrelle, vista dalla Fortezza

Purtroppo, i tempi non sono immutabili e con essi possono cambiare i parametri che determinano il benessere di una circoscritta area geografica. Lo scopo delle fortificazioni è fondamentalmente quello di ritardare o impedire il passaggio del nemico, a protezione di un territorio, di un insediamento civile, di una guarnigione o installazione militare. Per questo, le fortificazioni hanno goduto di un’importanza strategica, ancorché tattica, fin dai primi rudimentali tentativi nell’arte della guerra.

Nei secoli, fino alla II Guerra mondiale, le fortificazioni hanno attraversato periodi di grande fulgore. I moderni arsenali, composti da missili balistici e stormi di cacciabombardieri, le hanno rese insignificanti perché aggirabili, ancorché vulnerabili, ovvero, obsolete. In una parola: inutili.

Le numerose fortificazioni presenti nel nostro Paese, conservano, ormai, soltanto un interesse sentimentale/storico che stimola la componente più fanciullesca e sognatrice in ciascuno di noi. Nella migliore delle ipotesi, sono state riconvertite, come il Forte di Bard, a spazi espositivi e di accoglienza di varie attività culturali, o sono state aperte alle visite delle famiglie di turisti di passaggio.

Dal canto suo, la Fortezza di Fenestrelle si estende per oltre 3 chilometri sul fianco della valle, coprendo un dislivello di oltre 600 metri. Ha una superficie di 1.350.000 mq, di cui 480.000 mq coperti.

I tre forti che la compongono (San Carlo, Tre Denti e Forte delle Valli) e tre ridotte (Carlo Alberto, Santa Barbara e Ridotta delle Porte – il Forte delle Valli, a sua volta composto da tre ridotte: Belvedere, Sant’Antonio e Ridotta dell’Elmo), sono tutti collegati da una scala coperta, composta da 3996 gradini.

Il Comando militare all’interno del Forte San Carlo

L’intera struttura rimase sotto l’amministrazione della Difesa fino al 1947, che la utilizzò anche come carcere militare, prima che a questa funzione fosse adibito il Castello di Gaeta e poi la sede nella ​Caserma Andolfato di Santa Maria Capua Vetere.

Fu quindi abbandonata alle ingiurie del tempo, al saccheggio dei vandali e alla vegetazione, che presto ne aggredì i camminamenti, gli interstizi, i muri e le coperture.

Dopo quasi cinquant’anni di abbandono, nel 1990, l’Associazione Progetto San Carlo-Forte di Fenestrelle Onlus, che riunisce un gruppo di appassionati attivo di concerto con l’Agenzia del Demanio (proprietaria degli immobili) e della Soprintendenza ai Beni Culturali, ha preso a cuore il recupero dell’intera struttura.

In trent’anni, operando prima da soli e a mani nude, a partire dal contenimento della vegetazione, i volontari dell’associazione hanno poi concentrato l’interesse di tutti quelli che avrebbero potuto dare una mano (Scout, associazioni, Camera di Commercio, Regione Piemonte, Provincia di Torino, enti privati, fondazioni ecc.) per strappare questo capolavoro di architettura militare al degrado, alla distruzione, e all’oblio.

L’Associazione ha inoltre operato a livello divulgativo, per far conoscere ai mezzi di comunicazione, e di conseguenza al publico, l’esistenza di questa negletta opera del genio militare savoiardo, che ha l’orgoglio di essere la più grande fortezza alpina in Europa, inserita dal World Monuments Fund nella lista dei 100 siti storico-archeologici di rilevanza mondiale.

Dal 2002, l’Associazione Progetto San Carlo ha ottenuto la concessione dallo Stato per lo sfruttamento della Fortezza di Fenestrelle e oggi, attraverso il ricavato delle visite guidate e delle donazioni che riesce a raccogliere, gestisce l’avanzamento dei lavori e la manutenzione di ciò che è stato già recuperato, e coordina i restauri veri e propri degli edifici che trovano finanziamento in istituzioni pubbliche e private.

Chi vuole, può partecipare al recupero della Fortezza anche soltanto devolvendo il 5 per mille della propria dichiarazione dei redditi in favore dell’Associazione Progetto San Carlo-Forte di Fenestrelle Onlus: C:F: 07352820018.

La Fortezza è visitabile grazie a tre diversi tipi di visite guidate, a cura dei competenti volontari dell’Associazione. Le visite, convenzionate con l’abbonamento “Torino Musei”, sono modulate secondo l’interesse e la disponibilità dei visitatori: da un’ora di durata, limitata al Forte San Carlo; a tre ore, spingendosi fino alla Garitta del Diavolo; a tutta la giornata (intera struttura) assimilabile a un’escursione in montagna.

Per maggiori informazioni: Forte di Fenestrelle

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