Rocca Calascio in Abruzzo

A 1460 metri di altezza, Rocca Calascio in Abruzzo – toponimo che deriva dalla radice prelatina “cala“, ovvero “fianco scosceso del monte” – domina la valle del Tirino e l’altopiano di Navelli, giusto al di sotto della vasta piana di Campo Imperatore (di Cristina Risciglione e Renato Corpaci).

Rocca Calascio
Rocca Calascio come appare dalle alture meridionali

In provincia dell’Aquila, uno dei castelli più alti d’Europa domina l’abitato di Calascio (1210 metri sul livello del mare), porta di accesso meridionale del magnifico Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga. L’altopiano è raggiungibile in automobile percorrendo in salita la Strada Provinciale 7, fino a raggiungere la variante della strada statale dell’Appennino Abruzzese e Appulo Sannitica (SS 17 bis). Entrambe queste strade, a causa dell’imprevedibilità e dell’intensità dei fenomeni metereologici, sono chiuse al traffico invernale.

Arroccata in cima a un monte, – sovrastante l’abitato in posizione dominante su Campo Imperatore e sulle vallate circostanti, con vista panoramica del Gran Sasso – è sita la Rocca (Rocca Calascio). A 1460 metri d’altezza, domina la valle del Tirino e l’altopiano di Navelli.

La si raggiunge percorrendo la strada che da Calascio porta al borgo della Rocca, una volta disabitato, ora trasformato in albergo diffuso e in corso di completa ristrutturazione.

Dal parcheggio, si prosegue poi a piedi attraverso le case e lungo la mulattiera che porta prima alla chiesa a pianta ottagonale di Santa Maria della Pietà, e quindi al sentiero che, attraverso i resti di antiche costruzioni, conduce alla passerella che sostituisce il ponte levatoio, unico accesso alla fortezza.

La fortificazione fu ordinata da Ruggero d’Altavilla dopo la conquista normanna dell’anno 1140. La quadrata Torre centrale, in pietra bianca a conci squadrati, risale al disegno originale del X secolo. Nel 1463, reduce dalla edificazione della nuova chiesa parrocchiale di Castelvecchio Calvisio, (vedi sotto) Antonio Todeschini Piccolomini fece realizzare i quattro torrioni circolari, la cinta muraria e una merlatura ghibellina sul modello del castello di Celano.

Una visione notturna di Calascio con la sua Rocca

Calascio e la sua Rocca fecero parte dal XIII secolo della Baronia di Carapelle, che comprendeva anche Carapelle Calvisio, Castelvecchio Calvisio e Santo Stefano di Sessanio fino all’anno in cui fu abolita la feudalità, 1806. Estremamente pittoresco il sottostante Borgo di Rocca Calascio.

Restaurata e consolidata sul finire del XX secolo, Rocca Calascio in Abruzzo è stata più volte set cinematografico per pellicole nazionali ed internazionali (vi sono state girate scene da Ladyhawke e da Il Nome della Rosa) ed è oggi un’importante meta turistica, inserito tra i 15 castelli più belli del mondo dal National Geographic Magazine.

Calascio si trova sulle antiche strade della transumanza. Potrete arrivare a Rocca Calascio percorrendo un tratto del Tratturo Magno o compiendo il percorso ad anello che collega Santo Stefano di Sessanio, Calascio e Castelvecchio Calvisio, un percorso non particolarmente impegnativo, che richiede però una certa dose di impegno fisico.

Tra questi ultimi borghi, non perdete l’occasione di visitare uno dei più belli d’Italia: Santo Stefano in Sessanio, con le sue deliziose botteghe di artigianato e le tipiche trattorie dove ci si siede nella grotta per degustare le eccellenze gastronomiche del territorio, dalle zuppe, all’agnello al tartufo nero e bianco.

Molto interessante la visita a Castelvecchio Calvisio – ancora visibilmente danneggiato dal terremoto – con la sua struttura urbanistica a testuggine, con le vie tanto strette che le scale che portano ai piani superiori, sono tagliate in basso per permettere il transito delle persone.

Per maggiori Informazioni: Rocca Calascio

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