S. Maria della Rocca a Offida

Offida è una piccola città di circa 5000 abitanti in cui sorge una straordinaria chiesa: S. Maria della Rocca (di Cristina Risciglione e Renato Corpaci).

Una visione aerea del centro storico di Offida

Offida si trova, all’incrocio delle valli del fiume Tesino e del fiume Tronto, a un’ottantina di chilometri a Sud di Ancona e dista 12 chilometri (a Nord-Est) da Ascoli Piceno, nelle Marche. Mentre l’origine del toponimo “Piceno”, è risaputo (deriva dal picchio che una volta ne popolava i boschi), il nome di Offida è dibattuto, ma potrebbe derivale dalla parola “oppidum”, in latino “città fortificata”.

Non a caso, si potrebbe pensare che la scelta del luogo per la fondazione della città, sia stato principalmente dettato dall’essere su tre lati inespugnabile, annidata com’è sopra il promontorio che affaccia sulle valli che lo circondano.

Chiesa di S. Maria della Rocca

Uno dei più importanti monumenti di Offida è certamente la Chiesa di S. Maria della Rocca. L’edificio è stato eretto nel posto in cui sorgeva l’antico castello appartenente a Longino D’Azzone, donato nel 1039 ai monaci benedettini dell’Abazia di Farfa.

I lavori di edificazione dell’edificio iniziarono nel 1330, in stile romanico-gotico ad opera del Maestro Albertino, con la distruzione della fortificazione. La preesistente chiesa benedettina del castello venne però inglobata nella nuova struttura.

Stranamente, forse per una supplementare misura precauzionale, S. Maria della Rocca mostra alla città e al visitatore il suo “lato B”: la monumentale abside sostenuta da pilastri di travertino, affiancata da due absidi più piccole. Al termine di una scalinata, adatta ad essere percorsa a cavallo, all’uso dei cavalieri Templari (vedi San Pietro al Monte e il Convento de Cristo) la chiesa offre al pellegrino un’ingresso attraverso il portale di travertino che introduce alla cripta (la chiesa del castello originale), mentre l’ingresso principale si trova sulla facciata opposta, esposta verso il precipizio all’incrocio delle due valli.

La strategia difensiva doveva consistere nell’accogliere il numero maggiore di fuggiaschi attraverso l’ingresso alla cripta, ritirando, in caso di forze nemiche debordanti, le difese armate fino alle strette scale che portano alla capiente navata unica, di più agevole difesa.

Il portale principale, sul lato verso la valle, risulta anche essere più facilmente difendibile, a causa della stretta scala che porta ad esso.

Accoglie il visitatore della cripta l’usuale teschio a tibie incrociate che sollecitava i confratelli al memento mori. Le numerose colonne di mattoni sostengono archi a tutto sesto e ogivali che, a loro volta, sorreggono la pavimentazione della sovrastante navata. Sulle pareti dell’abside destra, gli affreschi del Maestro di Offida rappresentano le Vite di Santa Caterina e di Santa Lucia, oltre alla Madonna in trono.

I muri dell’unica navata superiore erano un tempo interamente decorati. Di questi affreschi rimangono alcuni frammenti che ne testimoniano la raffinatezza, i meglio conservati dei quali si trovano nella conca absidate, eseguiti dal Maestro Ugolino di Vanne da Milano Sette Profeti, otto vergini e dieci angeli musici.

Del Fratello Marino Angeli da Santa Vittoria, nella navata superiore si può ammirare la Madonna del latte con San Sebastiano, mentre, nella cripta, del Maestro di Offida, troviamo una Madonna con Bambino, con, a firma del pittore, il caratteristico uccellino nella mano dell’infante.

Anche la città, con i suoi numerosi punti di riferimento, merita una visita accurata. Tra essi, le Mura cittadine, il Monumento alla Merlettaia, il Palazzo comunale, costruito tra il XIII e il XIV, Il Teatro Serpente Aureo, costruito nel 1820 su disegno di Pietro Maggi, il Santuario di Sant’Agostino (1338 al 1441), la Chiesa della Madonna del Suffragio, il Monastero di San Marco, sorto come monastero francescano nel Trecento su un preesistente sito benedettino…

Per maggiori informazioni: Turismo Offida

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