La Collezione Thannhauser

Palazzo Reale presenta a Milano, la Collezione che il gallerista Justin Thannhauser donò nel 1963 alla Salomon R. Guggenheim Foundation di New York (di Cristina Risciglione e Renato Corpaci)

Franz Marc, Mucca gialla, 1911; Vasily Kandinsky, Montagna blu (Der blaue Berg), 1908–09

Quello che ora è noto come Guggenheim Museum, è un’iniziativa privata portata avanti da Solomon Robert Guggenheim in più fasi. Dapprima con la Fondazione omonima stabilita nel 1937, poi con l’apertura del Museo dell’Arte Non-oggettiva (arte astratta), e poi con l’apertura nel 1959 del museo newyorchese progettato da Wright.

Nell’ambito dell’esplorazione condotta da Palazzo Reale sulla genesi delle collezioni dei grandi musei internazionali – l’ultima dedicata alla collezione del Philadelphia Museum of Art – circa 50 straordinari dipinti e sculture di Cézanne, Degas, Gauguin, Manet, Monet, Renoir, Van Gogh, Picasso, tra gli altri artisti presenti in mostra, dopo aver lasciato l’Europa negli anni ’40, per la prima volta vi fanno ritorno. Curata da Megan Fontanella, dopo la prima tappa al Guggenheim di Bilbao e la seconda all’Hotel de Caumont di Aix-­en-­Provence, la rassegna approda a Milano.

L’ingresso di Palazzo Reale

La storia dei Thannhauser, come mercanti d’arte, inizia nel 1909 con l’apertura a Monaco della Moderne Kunsthandlung, poi Moderne Galerie. Vi si svolse la prima mostra del movimento del Cavaliere azzurro, i cui promotori furono Kandinsky e Franz Marc. Presentava inoltre al pubblico tedesco le opere dei francesi Robert Delaunay e Henri Rousseau (da poco scomparso), insieme a quelle di altri modernisti europei.

«Spero venga apprezzato: è tutta la mia vita»

I Thannhauser aiutarono a farli conoscere. Nel 1912 organizzarono la prima mostra in Germania dei futuristi italiani. Con la partecipazione alla “International Exhibition of Modern Art” del 1913, nota come Armory Show, si assunsero il merito di introdurre gli Stati Uniti all’arte moderna europea.

Organizzarono a più riprese mostre di Gauguin, di Monet, di Cezanne, di Matisse e, in particolare, di Van Gogh che contribuirono a consacrare. Tutto questo, prima che gli eventi storici costringessero la famiglia a emigrare, prima in Francia, quindi negli Stati Uniti.

La Collezione – settantacinque opere comprendenti dipinti, disegni e sculture che coprivano un secolo di storia dell’arte – entrò nel Guggenheim dapprima come prestito di lungo periodo e poi, alla morte del mercante e collezionista tedesco avvenuta 1976, come donazione definitiva. «Spero venga apprezzato – commentò Justin nel 1963 – è tutta la mia vita».

Nel 1984, Hilde Thannhauser, seconda moglie e vedova di Justin, donò al Guggenheim due dipinti e nel 1991 ne lasciò in eredità altri dieci in memoria del defunto marito.

«La mostra – scrive Domenico Piraina, direttore di Palazzo Reale – si profila di grandissimo interesse perché in essa vi è la storia del Guggenheim, la storia della collezione dei Thannhauser ma anche la storia delle singole, meravigliose opere» e – aggiungiamo – la Storia dell’Arte del XX Secolo.

In questo video, una sintesi dell’anteprima della mostra e della conferenza stampa di presentazione

Guggenheim. La collezione Thannhauser
Da Van Gogh a Picasso

A cura di Megan Fontanella
Milano, Palazzo Reale
17 ottobre 2019 – 1 marzo 2020

Per maggiori informazioni: Palazzo Reale

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