Emilio Tadini alla Fondazione Marconi

Emilio Tadini 1967- 1972. Davanti agli occhi, dietro lo sguardo, è la terza mostra dedicata all’artista e intellettuale milanese dalla Fondazione Marconi di via Tadino a Milano.

Emilio Tadini, Paesaggio occidentale, 1969 acrilici su tela acrylics on canvas 162 x 130 cm

Emilio Tadini sviluppa la propria pittura per grandi cicli. I temi interessati dalle opere attualmente in mostra allo Studio Marconi, comprendono Vita di Voltaire (1967), L’uomo dell’organizzazione (1968), Color & Co (1969), Circuito chiuso (1969), Viaggio in Italia (1970), Paesaggio di Malevič (1971), Archeologia (1972), Ventilatore (1972)

Emilio Tadini (Milano 1927 – 2002), scrittore di saggi, romanzi, poesie e monologhi, traduttore… pittore. Come per quanto riguarda l’attività letteraria, per cui è necessario creare una rete di riferimenti e di influenze intorno alla produzione di un autore, è altrettanto utile delineare uno scenario di contaminazioni intorno all’arte di Emilio Tadini, che in questo periodo della sua vita subisce gli influssi dell’ arte Pop anglosassone, specialmente britannica.

La sua carriera di pittore è cominciata nel 1960, queste opere riguardano quindi abbastanza l’inizio della sua storia pittorica. Nelle opere più remote, c’è una figura umana al centro della scena delineata da contorni puliti, campiture piatte. Sono immagini facili da apprezzare, parte di una deriva democratica che, da una concezione intellettualmente aristocratica dell’arte, porta alla “popolarità” insita nella definizione di “Pop Art”.

Il protagonista di Vita di Voltaire è l’uomo dell’Età dei Lumi, che vaga in abiti spesso non suoi, nello scenario di un’epoca diversa dalla sua. Lo fa senza scomporsi, non dissimilmente dai personaggi della celebre opera del filosofo: Candide ou l’Optimisme. Neanche di fronte alla surreale apparizione di un rinoceronte.

L’omo dell’organizzazione è un personaggio maschile, elegante, nel suo completo professionale, a cui mancano però i connotati. Il volto in cui fluttuano occhiali da miope, è come quello del Cavaliere inesistente (1959) di Italo Calvino, dentro la cui armatura, si scoprirà, c’è soltanto… aria.

Viaggio in Italia, di Goethiana memoria, riguarda una ragazza senza testa, che gira in una tenda da campeggio e si limita a voltare angoli molto ben segnalati, seminando rossetti e maschere africane.

Nel Paesaggio di Malevič, Tadini parte dalla citazione di un quadro del pittore russo Kazimir Malevič in cui aggiunge forme o lettere od oggetti, un cappello maschile e degli occhiali, forbici… una sedia. Sono oggetti che fanno parte dell’“alfabeto” del pittore e che ritornano ripetutamente nei suoi quadri. Questo ciclo è parte di una riflessione sul significato della pittura, verso un recupero delle avanguardie storiche.

Color & Co comprende lavori che rappresentano un uomo, un artista, che con un colpo di pennello cancella la propria identità o, piuttosto, sostituisce la propria identità con la pittura. L’altro tema, comprende quadri che rappresentano vasche contenenti colore, circondate dai soliti oggetti, il solito alfabeto: occhiali, un pallone da calcio, le prime latte di acrilico che andranno poi sviluppate nel tema Paesaggio nello studio.

In Archeologia con De Chirico, vengono rappresentati alcuni oggetti che, come un lancio di dadi, atterrano sulla tela in maniera sparsa e casuale: un manichino, una sedia, stencil, solidi geometrici, un cappello, una maschera da saldatore… persino il succitato quadro di Malevič.

Tutto questo si sviluppa nel parallelo tema Ventilatore, in cui il manichino viene sostituito dalle pale di un ventilatore a soffitto.

Sarà questa una fase di passaggio che l’artista abbandonerà negli anni Ottanta, destinata comunque a lasciare un segno indelebile nei suoi lavori successivi.

Nato su iniziativa di Giorgio Marconi, il progetto “Fondazione Marconi” dal 2004 prosegue il lavoro iniziato con lo Studio Marconi, con lo scopo di promuovere e diffondere l’attività culturale e artistica contemporanea in tutte le sue forme espressive. L’obiettivo della Fondazione è soprattutto quello di far conoscere al pubblico il clima artistico di un’intera generazione, un’epoca compresa tra gli anni Sessanta e Novanta.

Dal 2004 ad oggi la Fondazione Marconi ha pubblicato numerosi volumi e cataloghi d’arte e ha al suo attivo più di 200 mostre tra quelle organizzate in sede e in gallerie e musei italiani e stranieri.

La mostra attualmente in cartellone – Emilio Tadini 1967- 1972. Davanti agli occhi, dietro lo sguardo, fino al 28 giugno Segue Emilio Tadini 1960-1985. L’occhio della pittura del 2007 e Emilio Tadini 1985-1997. I profughi, i filosofi, la città, la notte del 2012, ed è concomitante con la mostra organizzata dalla casa-museo Spazio Tadini intitolata Profughi, fino al 20 aprile.

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