Steve McCurry. Animals al nuovo MUDEC PHOTO

Dopo la recente mostra di Pavia, Steve McCurry ritorna in Lombardia, questa volta a Milano, con Animals una mostra che si concentra sul rapporto per lo più simbiotico, a volte conflittuale, degli esseri umani con gli animali con cui scelgono di condividere le stagioni.

Steve McCurry fotografo freelance, visual storyteller. Milano, December 2018

Steve McCurry non è un artista. L’americano è un fotografo professionista nel più alto senso che la parola “professionista” porta con sé. La sua professionalità entra in tutto quello che fa: dalla preparazione del viaggio, allo scatto di ogni singolo fotogramma, all’editing sostanziale, alla promozione del suo lavoro, fino alla regolarità nella lunghezza dei peli della sua barba, ripresa dall’occasionale fotografo.

Possiamo dire che la sua fortuna stellare sia cominciata con il ritratto della dodicenne Pashtun nel campo di rifugiati di Nasir Bagh, vicino a Peshawar, pubblicata in copertina dal «National Geographic Magazine» nel 1984.

La figura di Steve McCurry è anche legata alla constoversia su quanto sia opportuno, per un fotografo, intervenire su un’immagine che viene visualizzata da centinaia di milioni d’individui e al conseguente pericolo di mistificazione di fatti che i lettori si aspettano aderiscano a una realtà oggettiva.

Messo a confronto con queste tematiche, l’americano si è risolto a presentarsi oggi come “visual storyteller”, implicando una certa dose di “finzione romanzata” nei suoi scatti, piuttosto che, come i lettori dei suoi reportage – sbagliando – si aspettano che sia: fotogiornalista, ovvero, testimone imparziale dei fatti che avvengono sotto i suoi occhi.

La mostra è stata voluta dal Comune di Milano-Cultura, MUDEC e 24 ORE Cultura-Gruppo 24 ORE, in collaborazione con SUDEST57, l’agenzia fondata da Biba Giachetti e Giuseppe Ceroni con l’obiettivo di mettere in contatto fotografi di sicura celebrità presso il publico, con aziende importanti nel loro settore, e concepire così campagne pubblicitarie e iniziative di promozione dell’immagine che amplifichino la visibilità  delle aziende stesse.

L’occasione è il lancio di MUDEC PHOTO, il nuovo spazio espositivo del Museo delle Culture di Milano dedicato alla fotografia d’autore, che completa l’offerta dell’istituzione nata nel 2015, caratterizzata da un modello di governance pubblico-privato orientato a realizzare il difficile compromesso tra attività scientifica tipica di un museo e l’intrattenimento di grandi masse di visitatori, tipico di un soggetto privato.

Esempio di questo ardito equilibrismo è l’attuale programmazione, ripartita tra la mostra Paul Klee. Alle origini dell’Arte, la mostra A Visual Protest. The Art of Banksy, l’installazione di Studio Azzurro e della fotografa Jane Baldwin, Se a parlare non resta che il fiume, a sostegno di Survival International, il movimento mondiale per i popoli indigeni, Capitani Coraggiosi. L’avventura umana della scoperta (1906 – 1990), e questa, che inaugura il nuovo spazio dedicato alla fotografia, affidata alla seduzione esercitata dagli scatti del fotografo americano.

Due grandi mostre temporanee all’anno e una serie di attività legate al mondo della fotografia animeranno il nuovo spazio che si affaccia sul cortile interno del Museo delle Culture.

Non a caso, schierata in prima file in questa iniziativa è Lavazza. Già sostenitrice del MUDEC con un accordo rinnovato ogni due anni, l’azienda è impegnata in progetti di sostenibilità nei paesi produttori di caffè. Di questo impegno il fotografo americano si è fatto ambasciatore. Gli scatti di Steve, l’hanno reso un testimone dell’impegno di Lavazza in Paesi come Honduras, Perù, Colombia, India, Brasile, Tanzania, Etiopia e Vietnam. I migliori sono publicati nel Calendario Lavazza, che da due decenni si affida per questa iniziativa a fotografi come Ami Vitale, Platon, Helmut Newton, Annie Leibovitz, David LaChapelle e Thierry Le Gouès, tra gli altri.

La mostra Animals espone 60 scatti, alcuni già conosciuti al pubblico della fotografia, che raccontano il rapporto, sentimentale, spesso paradossale, a volte perverso, che si instaura, ai quattro angoli del mondo, tra gli esseri umani e gli animali che entrano a far parte del loro menage familiare.

Pecore, cani, bovini, cammelli, asini, scimmie, serpenti, topi, pennuti, un barboncino tinto di rosa, serpenti e persino una tigre, presumibilmente imbalsamata sulla quale posa un afgano armato di Kalashnikov mentre fuma una sigaretta.

Originariamente un cultore delle mitiche pellicole Kodachrome, il fotografo imprime ai suoi scatti una post produzione che replica la densità e l’incisione delle scomparse strisce di celluloide. Si può imparare molto sulla fotografia osservando gli scatti di Steve McCurry: anche la manipolazione della realtà può essere utile, se questo viene fatta al solo fine di produrre uno scatto memorabile.

Steve McCurry Animals
a cura di Biba Giacchetti
Dal 16 dicembre 2018 al 31 marzo 2019
MUDEC PHOTO – Stecca Ex-Ansaldo
Prodotto da 24 ORE Cultura e SUDEST57
Con il sostegno di Lavazza

Per maggiori informazioni: MUDEC Milano

Condividi su:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *