Paul Klee. Alle Origini dell’Arte

La mostra Paul Klee. Alle Origini dell’Arte, al MUDEC-Museo delle Culture di Milano, fino al 3 marzo 2019, a cura di Raffaella Resch e Michele Dantini.

Paul Klee. Alle Origini dell'Arte

Paul Klee, La casa rossa (1913) 13 x 16 cm. Tempera su carta su cartone. Ascona, Museo Comunale d’Arte Moderna, donazione Marianne Werefkin

L’esposizione è promossa dal Comune di Milano-Cultura e da 24 ORE Cultura-Gruppo 24 ORE, che ne è anche il produttore, con la collaborazione del Zentrum Paul Klee di Berna e con il patrocinio del Consolato Generale di Svizzera a Milano.

La mente va alla memoria della mostra su Vassily Kandinskij, sempre al MUDEC nel marzo 2017, che cercava di ricostruire l’ispirazione originale dell’artista partendo dal viaggio compiuto nel 1889 nel governatorato di Vologda, per osservare gli antichi costumi sciamanici dei Komi-zirjani, una popolazione radicata 500 chilometri a nord di Mosca. 

Paul Klee. Alle Origini dell’Arte è senza dubbio una mostra non generalista, che si concentra su quali siano state le immagini che hanno affascinato un artista coltissimo, andando a cercare i riferimenti bibliografici che egli possa aver incrociato nel corso della sua vita.

Tuttavia, nel cercare questi riferimenti, non si intende andare a scovare le influenze che hanno portato alle immagini che conosciamo e che sono così popolari presso il pubblico che apprezza la sua arte, in quanto Klee si è preoccupato di produrre qualcosa di completamente diverso, che non segue un preesistente principio ma che è originale e autentico.

Klee, infatti, non subisce influenze ma inventa il proprio passato andando a indagare anche in epoche oscure e nelle arti applicate, all’interno di un flusso di rinnovamento che interessa la storia dell’arte tedesca tra Otto e Novecento.

La mostra Paul Klee. Alle Origini dell’Arte intende quindi affrontare il tema dell’origine dell’arte in Klee, considerando la nozione di primitivo in riferimento alle arti antiche occidentali, ma con un accezione diversa dal primitivismo legato alla diffusione delle arti extraeuropee in Europa tra la seconda metà dell’Ottocento e i primi del Novecento. La sua ambizione è quella di rinnovare il lessico necessario per capire Klee ma anche per capire l’intero Novecento.

Paul Klee. Alle Origini dell’Arte

Un centinaio di opere divise in cinque sezioni con supporti multimediali realizzati all’occorrenza, scandiscono un percorso non cronologico ripartito per temi.

Una componente fondamentale è il ruolo della caricatura, non ironico-polemico, da foglio di giornale, ma àmbito di sperimentazione del grottesco. Luogo in cui l’arte incontra la religione e la magia.

Klee è convinto che alle origini dell’arte ci sia una religione, un “popolo” o una comunità storica e linguistica provvista di simboli comuni e riti condivisi, ideogrammi, rune o elementi “alfabetici” d’invenzione. Per primitivismo intende “primitivo cristiano”, germanico. Il suo interesse è per l’arte Paleocristiana. Quindi, guarda anche all’arte bizantina, all’arte celtica, ovviamente all’illustrazione primo-rinascimentale tedesca, ma svilupperà un dialogo con pressocché tutte le epoche della storia dell’arte occidentale, incluso l’egitto, all’origine della civiltà egeo-mediterranea.

L’artista svizzero inventa alfabeti e simboli in una sorta di ricerca alternativa all’espressività delle forme. Come le forme dell’arte possono avvicinarci alla creazione, così il linguaggio ci porta al significato delle cose. Klee inventa mondi possibili attraverso lingue d’invenzione. Oltre agli alfabeti delle lingue antiche, Klee dimostra un interesse a trecentosessanta gradi, includendo nella sua ricerca anche i simboli dei contrabbandieri svizzeri sui sentieri verso i passi.

I quadri di Klee vanno avvicinati come delle pagine, delle lapidi, epigrafi di scritture cuneiformi. Una visionarietà che nasce da una sperimentazione. È alterazione, patologia percettiva.

Paul Klee. Alle Origini dell'Arte«C’è più arte in un museo etnografico e in una stanza dei bambini che in tutte le pinacoteche del mondo». Questa frase riflette l’approccio di Klee nei confronti dell’arte, della sua arte, alla ricerca di una spontaneità che trascende l’età dell’individuo così come le età stesse dei popoli e delle culture.

Una stanza del MUDEC ospita cinque burattini che l’artista creò per il teatrino del figlio Felix, alle spalle dei quali, uno schermo restituisce un contesto per ciascuno dei personaggi rappresentati. I piccoli visitatori sono abilitati a selezionare i cinque scenari possibili e ad animarli con l’ausilio di una semplice manovella.

L’ultima stanza, infine, è adibita ad accogliere le opere più significative della mostra, compresi alcuni capolavori inediti. Le più colorate e le più incisive tele che il pubblico, reduce da un’analisi che avrà comunque trovato illuminante, non mancherà di apprezzare nel loro riconosciuto splendore.

Milano è stata una patria adottiva di Klee, la cui fortuna si irradia da questa città in chiave antiastratta, antikandiskiana, anti dadaista, antibolscevica, in chiave spirituale e metafisica, a partire dagli anni ’20. È bello pensare ora che questa mostra, Paul Klee. Alle Origini dell’Arte, contribuisca alla conoscenza dell’artista attraverso una ricerca scientifica che, da Milano, si diffonda nel mondo.

PAUL KLEE. ALLE ORIGINI DELL’ARTE
a cura di Michele Dantini e Raffaella Resch
MUDEC – Museo delle Culture di Milano
31 ottobre 2018 – 3 marzo 2019

Per maggiori informazioni: MUDEC-Museo Delle Culture

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