Robert Capa all’Arengario di Monza

L’Arengario di Monza dedica una mostra al fotografo Robert Capa, dal 7 ottobre 2018 al 27 gennaio 2019.

ITALY. Near Troina. August 4-5, 1943. Sicilian peasant telling an American officer which way the Germans had gone.

Cofondatore, nel 1947, dell’agenzia Magnum Photos, Robert Capa, pseudonimo di Endre Ernő Friedmann (Budapest, 22 ottobre 1913 -Thai Binh, Indocina, 25 maggio 1954) è un po’ il capostipite dei fotoreporter del XX secolo, avendo documentato cinque diversi conflitti bellici: la guerra civile spagnola (1936-1939), la seconda guerra sino-giapponese (che seguì nel 1938), la seconda guerra mondiale (1941-1945), la guerra arabo-israeliana (1948) e la prima guerra d’Indocina (1954).

Quest’ultimo incarico gli fu fatale. Morì infatti saltando in aria su una mina antiuomo.

Già lo si diceva ai tempi di Eschilo ( Eleusi, 525 a.C. – Gela, 456 a.C.): «In guerra, la verità è la prima vittima» e niente può contraddire una conveniente bugia quanto una macchina fotografica.

Esercitare la professione di fotografo come reporter di guerra, non è mai stata un’attività priva di rischi. Oggi, però, lo è diventata anche di meno, dato che, dopo la guerra del Vietnam gli eserciti belligeranti ritengono che il potere delle immagini possa influire sulle vicende della guerra al pari della tattica sul campo.

In seguito all’invasione in Iraq, nell’aprile del 2003, entrando a Bagdad, un carro americano aprì il fuoco sui piani alti di un hotel in cui avevano preso posizione diversi giornalisti e fotoreporter occidentali. L’episodio fu interpretato dalla stampa come un monito a rimanere entro i limiti di un’informazione “concordata”.

Col tempo, la situazione è andata peggiorando. Il CPJ (Committee to Protect Journalists) pubblica una lista di 136 giornalisti e fotoreporter caduti tra il 5 maggio 2011 al 12 novembre 2016 nel corso del loro lavoro durante la sanguinosa guerra civile in Siria.

La mostra monzese è articolata in 13 sezioni. Più di 100 immagini in bianco e nero che documentano i conflitti del Novecento, di cui Capa fu testimone, dal 1936 al 1954.

Ci sono le famose (poche) immagini – reduci dallo sviluppo maldestro di un laboratorio americano – che documentano lo sbarco in Normandia.

Un certo numero di immagini documenta lo sbarco americano in Sicilia, a partire da una celebre immagine (vedi sopra) che ritrae un paesano intento a indicare la strada a un marine accovacciato. Una delle mie preferite.

Ma anche i viaggi: in Russia e in Israele.

Una sezione è dedicata ai ritratti. Bellissimo il ritratto di John Steinbeck, con il fotografo ripreso nello specchio alle spalle dello scrittore. Iconica poi la fotografia che ritrae Pabblo Picasso mentre ripara dal sole Françoise Gilot, la pittrice che fu sua compagna e ispiratrice per dieci anni, con un ombrello da spiaggia. Bellissima e intramontabile.

Curata da Denis Curti, la rassegna è promossa dal Comune di Monza ed è organizzata da Civita Mostre in collaborazione con Magnum Photos e la Casa dei Tre Oci.

Per maggiori informazioni:
Robert Capa Retrospective
Civita mostre
www.contrasto.it

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