Jacopo Robusti, detto il Tintoretto – 1519-2019

In occasione del cinquecentesimo anniversario della nascita di Jacopo Robusti, detto il Tintoretto – 1519-2019 – concepito da Gabriella Belli, in partnership con la National Gallery of Art di Washington e il con il contributo di Louis Vuitton, Venezia dedica all’artista una mostra che non ha eguali, per il numero di opere e per il numero dei siti che si sono prestati a partecipare a questa celebrazione.

Jacopo Robusti, detto il Tintoretto, Susanna e i Vecchioni. Venezia, Palazzo Ducale

La visita può iniziarsi nelle Gallerie dell’Accademia, dove, sotto il titolo Il giovane Tintoretto, le curatrici – Silvia Battaglia e Vittoria Romani, coordinate dal direttore Paola Marini – hanno radunato, insieme con i contemporanei della sua prima giovinezza, un numero di opere relative al primo periodo dell’artista, culminanti nel Miracolo dello schiavo per la Scuola grande di san Marco, che rappresenta un punto di arrivo nella maturazione del pittore.

La mostra nelle sale dell’Appartamento del Doge, a Palazzo Ducale, curata da Robert Echols e Frederick Ilchman, comincia con un autoritratto (1556-1557) e si conclude con un altro autoritratto, di 33 anni più vecchio. In mezzo, opere residenti a Palazzo, comprendenti quattro pregevoli allegorie, integrate da splendidi dipinti e disegni concessi in prestito da oltre sessanta musei e biblioteche dell’Europa e degli Stati Uniti oltre che da collezionisti privati, nonché l’imponente Ritratto di un procuratore di San Marco dalla National Gallery of Art. Un consistente gruppo di opere proviene dal Museo Nacional del Prado di Madrid, che nel 2007, curata da Miguel Falomir, ha allestito – per la prima volta fuori da Venezia – una retrospettiva dedicata all’artista.

L’iniziativa non potrebbe ritenersi completa senza la collaborazione della Scuola Grande di San Rocco, luogo per il quale l’artista realizzò il suo massimo ciclo decorativo. La Scuola vanta il più importante gruppo di dipinti tintorettiani al mondo.

Un altro protagonista importante è Save Venice, organizzazione nonprofit che, in collaborazione con il MIBACT, si dedica al restauro di opere d’arte. Per l’occasione, Save Venice ha sostenuto i restauri di diciotto tele veneziane di Tintoretto e della tomba dell’artista.

Poiché Jacopo, prima di approdare alla Scuola Grande di San Rocco, ricevette innumerevoli commissioni da chiese e confraternite, dalla Repubblica e del patriziato, a Venezia è ancora possibile ammirare queste opere nei luoghi per i quali sono state concepite. Pertanto, la città si presta a partecipare alle celebrazioni e a diventare una mostra diffusa, con circa 30 siti partecipanti, raccolti in una mappa distribuita insieme al materiale promozionale. Il biglietto della mostra permette l’accesso anche a questi siti.

Infine, un’ampia e completa retrospettiva sarà presentata a Washington nella primavera 2019 alla National Gallery of Art. Una panoramica completa sulla carriera di Jacopo Robusti che presenterà tele e tavole esemplificative di tutta la sua produzione: pale d’altare, narrazioni sacre, interpretazioni di soggetti allegorici e mitologici, ritratti, insiemi decorativi e i grandi cicli sacri sui quali poggia la massima fama di Jacopo, opere cui si aggiungono alcuni dei suoi più pregevoli disegni e studi preparatori. Questa selezione comprende i quadri che fanno già parte del museo, parte dei dipinti esposti a Palazzo Ducale, e un cospicuo prestito da parte della Curia Patriarcale di Venezia che permette di includere diversi fondamentali dipinti presenti nelle chiese veneziane e particolarmente importanti per la mostra di Washington.

La nascita del Tintoretto s’incastona nel Rinascimento veneziano, una galassia già popolata da stelle del calibro di Giorgione, Giovanni Bellini, Sebastiano del Piombo, Lorenzo Lotto, e dai contemporanei di Jacopo: Tiziano, Pordenone e Paolo Veronese.

Tra tutti questi, però, il Tintoretto era l’unico ad essere nato in Laguna, dove passò praticamente tutta la vita, producendo un gran numero di opere destinate a chiese, confraternite, edifici pubblici e palazzi privati.

Era figlio del tintore Giovanni Battista Robusti (da qui il soprannome: Tintoretto). Lungi dall’esigere che si lasciasse coinvolgere nell’attività di famiglia, il padre di Jacopo (Venezia, 1519-1594) lo incoraggiò al contrario a seguire il proprio estro e lo mise a bottega da uno dei più acclamati pittori del momento: Tiziano.

Il grande artista devette essersi presto reso conto del talento del suo giovane praticante e del pericolo che rappresentava per i suoi affari futuri, se lo scacciò dalla bottega per far posto a un allievo meno brillante.

A parte l’aggressiva pratica commerciale che lo aiutava a vincere le commesse, le caratteristiche professionali di Tintoretto spaziano da una creatività inesauribile che gli permetteva di ripetere soggetti già sfruttati in maniere sempre diverse; alla capacità di comporre l’immagine senza economizzare sul numero dei personaggi e sui particolari; a una fulminea velocità d’esecuzione (dicono che dipingesse direttamente sulla tela, senza seguire un disegno precedente), ma sempre con una grande lucidità nella pianificazione dello spazio, guidato (dicono) da un unico principo: “il disegno di Michel Angelo e’l colorito di Titiano”.

Il fatto che Tintoretto, veneziano di nascita, fosse attivo soprattutto a Venezia, dove collocò gran parte della sua cospicua produzione, che le opere del pittore siano molto spesso di dimensioni ragguardevoli, pone notevoli difficoltà logistiche e spiega perché – al di fuori della mostra del Prado – Jacopo non sia stato per anni oggetto di una esposizione monografica.

Né probabilmente sarà per lungo tempo. Sembra perciò logico considerare la presente come un’occasione abbastanza unica nella vita di una persona, di passare in rassegna tale quantità di opere di cotanta qualità pittorica.

Tintoretto 1519-2019
Coordinato da Grabriella Belli e Paola Marini
a cura di Silvia Battaglia, Vittoria Romani, Robert Echols e Frederick Ilchman
Palazzo Ducale, Gallerie dell’Accademia e altri 30 siti in Venezia
07.09.2018 / 06.01.2019

Per maggiori informazioni:
Fondazione Musei Civici di Venezia | MUVE
Gallerie dell’Accademia

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