Agostino Bonalumi (1958-2013)

Curata da Marco Meneguzzo, e promossa dal Comune di Milano – Cultura, Palazzo Reale, Museo del Novecento in collaborazione con l’Archivio Bonalumi, Milano dedica ad Agostino Bonalumi un’antologica che riassume tutto il percorso creativo dell’artista.

L’allestimento dell’esposizione è stato funestato dall’incidente in cui Luca Lovati, storico assistente di Bonalumi, ha perso la vita precipitando da un’impalcatura. A lui è dedicata la mostra che riunisce circa 120 opere dell’astrattista milanese.

Emily Dickinson Morii per la Bellezza [traduzione di Piera Mattei]

Morii per la bellezza, ma ero appena
composta nella tomba
che un altro, morto per la verità,
fu disteso nello spazio accanto.

Mi chiese sottovoce perché ero morta
gli risposi “Per la Bellezza”.
“E io per la Verità, le due cose sono
una sola. Siamo fratelli” disse.

Così come parenti che si ritrovano
di notte parlammo da una stanza all’altra
finché il muschio raggiunse le labbra
e coprì i nostri nomi.

Non siamo abituati, entrando in una rassegna d’arte contemporanea, a trovare un concentrato di bellezza come quello che ci avvolge quando ci introduciamo nell’antologica che Palazzo Reale dedica ad Agostino Bonalumi (1938-2013).

Sarà per la sensazione di trovarsi improvvisamente al cospetto di un’arte – come scriveva Gillo Dorfles «capace di trascendere gli angusti limiti della superficie della tela per estendersi in una dimensione più vasta, tale da diventare oltretutto una “creatrice di atmosfera”, un’integratrice dell’architettura.»

Già Lucio Fontana aveva superato i limiti della superficie del quadro, quando trasformava la tela in un oggetto tridimensionale monocromo. Possiamo dire che i tagli che Fontana infliggeva alle tele, le trasformasse in oggetti “introflessi”. Bonalumi ha sempre aspirato a occupare con le sue opere di pittura, lo spazio al di fuori e intorno alla tela.

Ecco perciò le tele “estroflesse” di Bonalumi, la cui superficie è deformata da volumi e forme che ne tendono il tessuto, che sono dipinte per lo più nei colori primari (rosso, blu, giallo) ma anche bianco, nero e gradazioni dei primari, come arancione, azzurro, acquamarina

Il fatto è che queste tele sono splendide opere d’arte in sé, come oggetti, non come rappresentazioni. «Sono tutte opere “perfette” – scrive Marco Meneguzzo nel catalogo – perché contengono già nella finitezza della superficie del quadro l’infinità del codice che è stato usato per realizzarlo» .

La mostra copre tutto il periodo creativo dell’autore: dall’esordio, avvenuto a Milano, con Enrico Castellani e Piero Manzoni attorno al 1959, attraverso gli anni sessanta in contatto con i maggiori gruppi europei, sino alla recentissima riscoperta e alla rivalutazione internazionale.

Nelle sale, anche tre grandi installazioni: la prima è Blu abitabile (1957) che occupa due pareti di una stanza; la seconda è la ricostruzione dell’opera Struttura modulare bianca, presentata per la prima volta alla XXXV Biennale d’Arte di Venezia del 1970, a terza propone una parete di grande superficie, esposta nel 2003 all’Institut Mathildenhöhe, Darmstadt, in Germania.

Agostino Bonalumi,
© Gottfried Junker

Il Museo del Novecento di Milano, dedica a Bonalumi un approfondimento dal titolo Agostino Bonalumi. Spazio, Ambiente, Progetto, riguardante la sua ricerca che tra il 1967 e la fine degli gli anni Settanta lo condusse a pensare, progettare e creare opere ambientali, di dimensioni spesso notevoli. Otto opere su carta, realizzate appena a ridosso di quelle ambientali, che rivelano l’accuratezza e la precisione di un pensiero concentrato sullo spazio.

La mostra è accompagnata dal catalogo Silvana Editoriale con un saggio del curatore e un testo inedito di Philip Rylands, già direttore della Fondazione Guggenheim di Venezia.

Fabrizio Bonalumi, curatore Archivio Bonalumi
© Renato Corpaci

Per il terzo anno consecutivo, Palazzo Reale dedica in parte la programmazione estiva all’arte contemporanea, rafforzando quest’anno la proposta con la collaborazione del Museo del Novecento e presentando così alla città quattro artisti per raccontare la creatività dei nostri tempi: Agostino Bonalumi, Alik Cavaliere e Pino Pinelli a Palazzo Reale, Agostino Ferrari al Museo del Novecento.

Marco Meneguzzo, critico d’arte, curatore
© Renato Corpaci

BONALUMI 1958 – 2013
Palazzo Reale, Milano – Piazza Duomo 12
Museo del Novecento – Piazza Duomo 8
16 luglio – 30 settembre 2018
a cura di Marco Meneguzzo

Per maggiori informazioni: Palazzo Reale
                                          Museo del Novecento

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