Matt Mullican-The Feeling of Things

Matt Mullican è un artista poliedrico che, in una più che quarantennale carriera, utilizzando le più svariate tecniche e i più svariati media, ha accumulato una quantità di opere difficilmente immaginabile.

Matt Mullican -The Feeling of Things

Matt Mullican, The Feeling of Things

Modalità d’intervento creativo sono per lui: scultura, installazioni, opere su carta, vetri, pietra, metallo, manifesti, multipli, neon, fotografie, dipinti, ricalchi, video, performance, lightbox, computer art e realtà virtuale.   

C’è chi pensa a parole. C’è poi chi pensa per immagini (dicasi pensiero visivo). Matt Mullican dichiara di pensare per “sensazioni” (feelings), perché è molto più veloce. Da qui il titolo di questa mostra.

Entrando all’HangarBicocca per visitare la sua mostra, nonostrante il rigido ordine conferito dall’artista all’esposizione, si rimane completamente disorientati. I lavori di Mullican invadono tre tra i più vasti ambienti della costruzione e “abitano” i 5500 metri quadrati a disposizione occupandoli completamente.

Curata da Roberta Tenconi, la mostra, nella sua interezza, si presenta come un complicato sistema di segni teso a delineare un linguaggio che approfondisce la relazione tra realtà e percezione, all’interno di una articolata cosmologia personale.

Migliaia di oggetti si distribuiscono sul parterre, divisi in aree tematiche, identificate da un colore: rosso per il livello del significato puro e spirituale; nero per il linguaggio; giallo per le scienze e le arti; blu per la vita quotidiana, la città e la natura; verde per gli oggetti materiali e primari.

Quattro grandi stendardi calano dal soffitto della Piazza, accogliendo il visitatore e introducono i simboli grafici che rappresentano la cosmologia dell’artista. Altri otto stendardi rossi e uno giallo sono appesi alle falde del tetto della navata laterale.

Pentrando nella navata laterale della ex-struttura industriale, si passa in rassegna quello che, dietro alla parola “retrospettiva”, nasconde la summa di un’articolata attività creativa, cominciando dalle opere prodotte sotto ipnosi, che hanno dato luogo alla produzione di disegni posta sotto il titolo That person (Area Rossa).

Sui grandi tavoli dell’Area Nera sono esposti disegni, fotografie, progetti di libri, stampe, notebook, illustrazioni, pittogrammi, simboli astratti, collage.

Come in una geometria frattale, nell’Area Gialla Mullican ripropone in piccolo la struttura della mostra, corrispondente alla riproduzione di The M.I.T. Project (1990), con i cinque colori che la codificano, contenente una serie di opere.

L’Area Blu ripropone i video e i progetti creati al computer, compreso Computer Project (1986-1990), una realtà virtuale ante litteram, antesignana di quanto poi sviluppato in SecondLife da Linden Lab. Si tratta di un progetto concepito per il MoMa, riproposto qui su grandi monitor, di cui sono estrapolate inquadrature significative.

All’interno dell’Area Blu, Mullican ha installato, tra le altre cose, anche un piccolo enclave giallo in cui sono collocati i mobili di uno spartano alloggio.

Nell’Area Verde, infine, sono disposte collezioni di oggetti, come alcuni telefoni fusi dal fuoco, animali impagliati, macchine elettriche e oggetti raccolti dall’artista durante la sua pluridecennale carriera.

Il Cubo è come un’unica opera concava, separata dal resto della collezione ma contigua e direttamente accessibile. In esso sono collocate circa settanta rubbing, che ricoprono le pareti del grande ambiente, una tecnica che è pittura e, al tempo stesso, disegno e stampa.

Per sua stessa ammissione, Mullican non ha mai esposto in uno spazio di queste dimensioni e durante la presentazione ha chiaramente espresso il suo entusiasmo e la sua soddisfazione.

«Mia madre  – dice – ha 97 anni (l’artista Luchita Hurtado) e ha preso l’aereo da Los Angeles. È già stata a mie mostre prima di questa, ma non sa che cosa l’aspetta. Ne ha solo una vaga idea.»

Matt Mullican, The Feeling of Things
A cura di Roberta Tenconi
Pirelli HangarBicocca
12 aprile – 16 settembre 2018
Via Chiese, 2 – Milano

Maggiori informazioni
(+39) 02.6611.1573
[email protected]

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