Dürer e il Rinascimento

La mostra “ Dürer e il Rinascimento tra Germania e Italia ” illustra l’apice del Rinascimento tedesco nel suo momento di massimo fulgore e di grande apertura verso l’Europa. A Milano, a Palazzo Reale fino al 24 giugno 2018

Durer e il Rinascimento

Carpaccio (sx) a confronto con Dürer (dx)

Con le grandi esplorazioni del XV e XVI secolo (Bartolomeo Diaz, Cristoforo Colombo, Vasco de Gama, Sebastiano Caboto, Amerigo Vespucci e Ferdinando Magellano), l’Europa diventa consapevole di non essere “il Mondo”, ma una parte di esso, sebbene depositaria di una cultura che, se da una parte la rende responsabile nei confronti del resto dell’Umanità, dall’altra, questa stessa cultura dell’Europa accomuna nella sua unicità le varie componenti come una grande comunità che condivide lo stesso progresso, gli stessi principi e gli stessi valori.

In questo contesto vanno valutate le relazioni tra gli artisti europei, all’interno di un’area geografica transnazionale ma relativamente ristretta, presi in considerazione dall’analisi di Bernard Aikema e di Andrew John Martin: Dürer e il Rinascimento tra Germania e Italia, ovvero dalla Storia alla Geografia dell’Arte.

Bernard Aikema, curatore, Professore di Storia
dell’arte moderna all’Università di Verona.

Nel medesimo intervallo temporale delle grandi esplorazioni, dal 1480-85 fino al 1528-30, Albrecht Dürer sviluppa la propria attività professionale, tra Germania meridionale e Italia settentrionale. La mostra si concentra quindi – nelle parole del curatore Bernard Aikema – sui «(presunti) viaggi del pittore, ma anche, e più in generale, sulla mobilità artistica, sul cosiddetto culture transfer e sulla “geografia artistica” dell’epoca (pre)moderna, fra la Germania e l’Italia […] il “Rinascimento” non si presenta tanto come un movimento centrifugo, che parte dalla norma classica di origine italiana (come vuole la tradizione burckhardtiana), ma come un fenomeno composito, che nasce da dialoghi e da momenti di trasmissione particolarmente intensi e fecondi».

Apocalisse di San Giovanni

Albrecht Dürer, “Apocalisse di San Giovanni”, xilografie

Dürer fu anche un grande incisore. Le prime 180 copie della Bibbia di Gutemberg furono finite di stampare nel 1455. Insieme alle grandi esplorazioni, questo è un’altro grande passo dell’Umanità sulla strada del progresso. Formato alla bottega del pittore Wolgemut – anche un valente grafico – le prime opere conosciute dell’artista di Norimberga sono delle xilografie destinate a illustrare i primi libri stampati negli importanti centri editoriali di Colmar, Strasburgo e Basilea.

Andrew John Martin, Ricercatore in storia dell’arte e Rinascimento tedesco.

Nel catalogo, Andrew John Martin si concentra sulla natura che entra prepotentemente nelle opere di Dürer. «Accanto alla sua formazione di orafo, alla conoscenza di innumerevoli opere d’arte, allo stretto contatto con signori e umanisti e con il genius loci della sua città natale di Norimberga, all’epoca un centro dell’editoria, della cartografia e delle scienze, riteniamo che per l’opera di Dürer sia stato determinante che l’artista, durante i suoi viaggi e vagabondaggi, abbia profondamente assimilato l’abitudine a concentrarsi costantemente sul macrocosmo e sul microcosmo, sui panorami più ampi e particolari della natura, sulle cose importanti e su quelle apparentemente insignificanti» (Andrew John Martin).

La mostra, che propone un’importante selezione di opere di Albrecht Dürer (1471 – 1528), le confronta con pitture, disegni e stampe di alcuni tra i più importanti artisti tedeschi e italiani suoi contemporanei (Lucas Cranach, Albrecht Altdorfer, Hans Baldung Grien, Hans Burgkmair e Martin Schongauer da un lato; e dall’altro di grandi pittori, disegnatori e artisti grafici italiani che hanno lavorato fra Milano e Venezia, come Tiziano, Giorgione, Andrea Mantegna, Leonardo da Vinci, Giovanni Bellini, Andrea Solario) provenienti da oltre 40 prestatori da tutto il mondo; circa 130 opere tra cui 12 dipinti di Albrecht Dürer, insieme a 3 acquerelli e circa 60 tra disegni, incisioni, libri, manoscritti, rivelando così il carattere innovativo della sua arte dal punto di vista tecnico, semantico e iconografico.

Franco Moscetti, AD del Gruppo 24 Ore.

Promossa e prodotta dal Comune di Milano – Cultura, Palazzo Reale e 24 ORE Cultura – Gruppo 24 ORE, Dürer e il Rinascimento tra Germania e Italia è curata da Bernard Aikema, Professore di Storia dell’arte moderna all’Università di Verona, con la collaborazione di Andrew John Martin, Ricercatore in storia dell’arte e Rinascimento tedesco.

DÜRER E IL RINASCIMENTO tra Germania e Italia
A cura di Bernard Aikema e Andrew John Martin
Milano, Palazzo Reale
21 febbraio – 24 giugno 2018
Catalogo: 24 ORE Cultura
INFORMAZIONI
+39 02 54913 |
palazzorealemilano.it
mostradurer.it

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