CARAVAGGIO A MILANO 2 – GALLERIE D’ITALIA

L’ultimo Caravaggio. Eredi e nuovi maestri

Le Gallerie d’Italia, sede museale di Intesa Sanpaolo a Milano, presentano la mostra L’ultimo Caravaggio. Eredi e nuovi maestri. Napoli, Genova e Milano a confronto (1610-1640)

Il Martirio di sant’Orsola (1610) di Caravaggio, ultimo capolavoro dell’artista in fuga dalla giustizia papale, è il punto di partenza per un confronto con gli artisti del tempo, che si ripartiscono tra chi ne raccolse l’eredità e chi invece fu influenzato dall’autorità di Rubens, come già illustrato in un’altra recente mostra a Palazzo Reale.

L’esposizione illustra in sette sezioni un Seicento in cui gli sviluppi artistici sono rappresentati anche attraverso le collezioni dei due fratelli Doria, Marcantonio e Giovan Carlo, banchieri e mecenati di grande munificenza, nelle le aree di interesse economico in cui rispettivamente si mossero. Da un lato Napoli, ricca di caravaggismo ed echi classicheggianti, piazza preferita di Marcantonio, con opere, fra gli altri, di Battistello Caracciolo e José de Ribera, dall’altro Milano e Genova, dove Giovan Carlo si volgerà verso le pitture “avanguardistiche” per l’epoca, comprando opere di Giulio Cesare Procaccini, Pieter Paul Rubens, Bernardo Strozzi, Simon Vouet e molti altri maestri coevi, italiani ed europei.

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Il Martirio di sant’Orsola, che fa parte delle raccolte di Intesa San Paolo, è messo a confronto con diversi e splendidi dipinti di Procaccini, Strozzi, Rubens, Van Dyck ed altri maestri dell’epoca, provenienti da musei nazionali e internazionali. Il dipinto, che ha fatto parte della concomitante mostra a Palazzo Reale, Dentro Caravaggio, dal 27 novembre è stata spostata alle Gallerie d’Italia, dove si confronta direttamente con un altro Martirio di Sant’Orsola: quello di Bernardo Strozzi. A otto anni di distanza dal quadro di Caravaggio, mentre sono in molti ad abbracciare il naturalismo caravaggesco, già si fa strada il fantasmagorico Barocco.

Da sinistra: Michele Coppola, responsabile iniziative culturali di Intesa San Paolo; Giovanni Bazzoli, presidente emerito Intesa San Paolo; Massimo Vitta Zelman, presidente MondoMostre Skira.

Dipinto nel 1610, alla fine del suo secondo soggiorno partenopeo e immediatamente inviato a Genova a Marcantonio Doria che l’aveva commissionato, il Martirio non riscosse un immediato successo: le reazioni furono tiepide, se non indifferenti, perché, come afferma il curatore, Alessandro Morandotti: «A Genova si dipingeva già anche senza Caravaggio». Lo dimostra il dipinto di analogo soggetto realizzato dallo Strozzi. Un confronto che mette in risalto in modo emblematico le due correnti artistiche contrapposte.

Alessandro Morandotti, curatore della mostra

Tra le oltre cinquanta opere – molte delle quali esposte per la prima volta a Milano – spicca la monumentale Ultima cena (40 metri quadrati) di Giulio Cesare Procaccini, di passaggio a Milano dopo un lungo e articolato lavoro di restauro realizzato al Centro Conservazione e Restauro alla Venaria Reale di Torino. Per la durata della mostra l’opera potrà essere ammirata da vicino, prima di tornare nella sua collocazione originale, la Chiesa della Santissima Annunziata del Vastato a Genova, a sedici metri di altezza.

Dal 30 novembre 2017 all’8 aprile 2018, presentando il proprio biglietto alle Gallerie d’Italia, i visitatori della mostra di Palazzo Reale, avranno diritto alla tariffa speciale per l’ingresso alla mostra L’ultimo Caravaggio. Eredi e nuovi maestri.
Il catalogo è edito da Skira Editore.

L’ULTIMO CARAVAGGIO.
EREDI E NUOVI MAESTRI
Napoli, Genova e Milano a confronto | 1610-1640
Dal 30 novembre 2017 all’8 aprile 2018
a cura di Alessandro Morandotti con il coordinamento generale di Gianfranco Brunelli
Info: http://www.gallerieditalia.com/

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