MILANO E LA MALA -PALAZZO MORANDO

Milano e la mala. 170 immagini d’epoca, documenti, ferri del mestiere, reperti, periodici e quotidiani documentano l’evoluzione della malavita in città

Milano e la Mala

Revolver Smith&Wesson calibro 38, modello M&P

Quando le notizie correvano ancora sui rulli delle rotative, le edizioni straordinarie erano strillate in prevalenza dai giornali del pomeriggio: a Milano si correva a prendere «Il Corriere d’Informazione» e «La Notte». Per vendere più copie, queste testate erano solite pubblicare a tutta pagina le fotografie che documentavano gli eventi più clamorosi.

Chi ha vissuto in quegli anni, ha ancora negli occhi le immagini che illustrano le gesta di una criminalità senza scrupoli, audace nella scelta degli obiettivi, con il dito sempre sul grilletto e con una passione per lo champagne, le donne e una bella vita spesso terminata distesi per strada e sotto un telo pietoso.

Apprendiamo dalle testimonianze degli agenti coinvolti nella mostra che la Questura, per risolvere un caso o per debellare una banda, si affidava a una rete di informatori tra i tassisti e nel sindacato dei camerieri.

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Quando venivano catturati, le immagini di questi malviventi in manette o nella gabbia degli imputati, con i loro sorrisi arroganti, contribuivano a rafforzarne la leggenda, consolidata da un genere musicale che ha visto grandi interpreti. Le canzoni della “Mala” sono state portate al successo da chansonnier e chansonnière del calibro di Giorgio Gaber, Nanni Svampa, Enzo Jannacci, Ornella Vanoni, Milva…

L’intenzione della mostra a Palazzo Morando, MILANO E LA MALA – STORIA CRIMINALE DELLA CITTÀ DALLA RAPINA DI VIA OSOPPO A VALLANZASCA, allestita con la collaborazione della Polizia di Stato, è quella di demolire le leggende e di ridurne gli scomodi personaggi al rango di balordi degenerati assegnando alle forze di polizia tutti i ruoli da protagonista.

Non so se ci sia riuscita, perché gli eventi delittuosi di quegli anni si sono susseguiti come altrettanti soggetti per la letteratura gialla e per il cinema d’azione. Roba che ti rimane impressa.

Unica pecca di questa mostra, cruda anche nell’illuminazione, a nostro parere – specialmente per un’istituzione come Palazzo Morando, impegnata a documentare attraverso immagini fotografiche il recente passato della città – è la totale trascuratezza nell’attribuzione delle immagini ai fotografi che le hanno prodotte. Senza di loro, in fin dei conti, questo periodo potrebbe contare su dei ricordi sommari e assai meno incisivi.

Curata da Stefano Galli, promossa da Comune di Milano | Cultura, Direzione Musei Storici, la mostra Milano e la Mala è organizzata dall’Associazione Spirale d’Idee con la Polizia di Stato che ha collaborato per la ricerca e la scelta della documentazione e delle fotografie e nella selezione delle strumentazioni tecniche e degli arredi di ufficio originali, in uso alla Questura di Milano in quegli anni e custoditi presso gli archivi ed il Museo Storico della Polizia di Stato, e per la scelta delle armi in uso a quell’epoca e messe a disposizione dalla Fabbrica d’armi Pietro Beretta S.P.A.

L’iniziativa ha il patrocinio della Polizia di Stato, della Regione Lombardia e della Città metropolitana di Milano è inserita nel palinsesto di Novecento italiano.

MILANO E LA MALA–STORIA CRIMINALE DELLA CITTÀ DALLA RAPINA DI VIA OSOPPO A VALLANZASCA
a cura di Stefano Galli
9 novembre 2017 – 11 febbraio 2018
Palazzo Morando | Costume Moda Immagine, spazi espositivi piano terra
via Sant’Andrea 6, Milano

Orari:
Martedì- domenica: 10.00-20.00 (la biglietteria chiude un’ora prima)
Giovedì: 10.00 – 22.30 (la biglietteria chiude un’ora prima)

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