“S.A.Le.” (acronimo di “Spazio arte Legnano”) presenta Mirabili Mostri, l’Apocalisse secondo Enrico Baj, a Legnano, negli spazi dell’ex residenza arcivescovile Palazzo Leone da Perego, dal 6 novembre al 26 febbraio 2017, in collaborazione con il MA*GA-Gallarate.

«Solo la pittura che riesce essa stessa un atto di mostruosità riesce a risolvere e a riassorbire la mostruosità delle nostre vite.»
(Jean Baudrillard)
Enrico Baj non aveva paura di confrontarsi con i fenomeni più aberranti della società. Dal pericolo nucleare all’avvento di Berlusconi. Un’irregolare che amava gli irregolari e che ha tributato più di un omaggio all’irregolare per eccellenza, il personaggio di Alfred Jarry: Ubu Roy.
All’artista, milanese per nascita, che scelse di vivere e lavorare a Vergiate in una casa in mezzo alla natura, Legnano dedica una mostra che verte sull’ Apocalisse, una delle sue opere più importanti, nella quale Baj esprime orrore per la corruzione e per il degrado ambientale del pianeta.
Si tratta di un’opera che, avviata nel 1978, vide negli anni successivi numerose integrazioni e modifiche. In realtà, l’idea dell’Apocalisse, risale a qualche anno prima, se Pietro Bellasi, sociologo dell’arte e curatore nel 1993 di una vasta antologica di Baj alla Pinacoteca Comunale di Locarno, dichiarava: «L’Apocalisse ha inizio dalla caduta del Pinelli, da un corpo che precipita, ma non ha ancora finito di precipitare verso un punto che sembra spostarsi indefinitamente lungo la traiettoria».













La caduta di Pinelli
Ispirato a Guernica di Picasso, il Pinelli che doveva essere esposto nel 1972 a Milano, la cui mostra venne però sospesa “per motivi tecnici”, venne invece esibito al Palazzo della Ragione a Mantova nel 1982. Sulla parete opposta, ci ricorda la vedova di Baj, Roberta Cerini, «l’Apocalisse, tutta raccolta su una parete, trionfava salendo verso l’alto».
La genesi dell’Arte in Baj, viene dalla concezione che nell’era della produzione di massa la creatività si sia fossilizzata in un processo di ripetizione perpetua. A sua volta, l’artista s’ingegna a ricreare grandi opere del passato, ispirandosi a Seurat, De Chirico e Picasso. I temi delle sue opere contengono una denuncia antiautoritaria velata d’ironia. Così nascono i Generali che lo hanno reso celebre, tristemete premonitori delle vicende di Grecia (1967), Cile (1973) e Argentina (1976), grotteschi nelle loro divise e decorazioni, spauracchi che inquietano le nostre anime.
Mirabili Mostri, l’Apocalisse secondo Enrico Baj
Anch’essi anticipatori di questa grandiosa Apocalisse: 150 tavole sagomate e dipinte che rappresentano animali fantastici, mostri, demoni e umanoidi intenti in attività aberranti e scurrili mentre danzano su una folla di individui dall’aria terrorizzata, paralizzati nel loro conformismo.
«Una cosa molto importante dell’arte – ricordava Baj, citato nella documentazione della mostra – è la capacità e la tendenza a creare testimonianze, la possibilità di rappresentare la nostra epoca, il nostro costume, le nostre ansie, le nostre gioie, i nostri drammi»
Purtroppo, la nostra età è ritornata a un conformismo strettamente controllato da questa o quella cricca: vuoi quella che controlla l’obiezione di coscienza, vuoi quella che vuole “riformare” la costituzione, vuoi quella che pretende l’impunità per sterminare il popolo confinante…




Se si desidera sopravvivere, bisogna passare da lì. La visione di questa bella mostra, distribuita in quattro sale e nei corridoi del primo piano del Palazzo Leone da Perego di Legnano ci ricorda, se non altro, di un’età che pare lontanissima, in cui dissentire era un dovere civico praticato, tra gli altri, da artisti e intellettuali incuranti delle conseguenze delle proprie opinioni.
Mirabili Mostri, l’Apocalisse secondo Enrico Baj
Legnano – Palazzo Leone da Perego
in collabirazione con il MA*GA di Gallarate
dal 6 novembre al 26 febbraio 2017







