
Piacenza si propone al pubblico del turismo culturale con una mostra dedicata a Giovan Francesco Barbieri, detto Guercino (1591-1666), un artista autodidatta, influenzato da bambino da una tela che vedeva nella chiesa dei Cappuccini di Cento, suo paese natale. Si trattava di una Sacra Famiglia con san Francesco d’Assisi e committenti di Ludovico Carracci.

La passione doveva essere bruciante e lโattitudine palese, se il padre volle affidarlo a nove anni alla bottega di un pittore locale, dove acquisรฌ poco piรน che un avviamento tecnico, perรฒ sufficiente a permettergli di aprire una propria bottega la cui fama attirรฒ a Cento diverse personalitร tra cui, nel 1786, Goethe durante il suo Viaggio in Italia. Lo strabismo che ha suggerito il soprannome potrebbe aver alterato la sua percezione dello spazio a beneficio di uno sguardo pittorico che rende notevole la composizione delle sue tele, per la ricercata luminositร e lโatmosfera di contorno che sconfina nel naturalismo.
Le tele esposte a Palazzo Farnese sono altrimenti difficilmente visibili perchรฉ provenienti da collezioni private. In esse, il colore dei drappeggi mette in risalto il pallore delle carnagioni, con gli sguardi asceticamente rivolti in alto nella teatralitร delle pose โ in questo andando forse dietro a una moda barocca di cui Guido Reni sembra essere il principale rappresentante โ o, alternativamente, in basso, quando la Madonna guarda il suo popolo; o quando il soggetto รจ profano, come nellโOrtolana che conta lโincasso a fine giornata.

Lโattenzione dell’autodidatta Guercino per i pittori che si disputano con lui il successo, fa โsi che il suo stile sia andato via via arricchendosi senza perรฒ cedere allโimitazione. Si tratta piuttosto di unโappropriazione di soluzioni che egli individua โ nel lavoro dei Carracci, Caravaggio, Domenichino e, sรฌ, anche di Guido Reni, suo principale concorrente โ e applica a ยซ… lโantico imperativo di cercare le ragioni del racconto nel fiducioso riporto del mondo che lo circonda, ascoltando nello stesso tempo le sollecitazioni che gli vengono dal proprio cuoreยป come scrive Daniele Benati nellโinteressante saggio dโapertura del catalogo Skira.
La rassegna di Palazzo Farnese โ una trentina di opere in tutto tra tele e disegni โ รจ rinforzata dalla visita โin quotaโ, dopo una disagevole ma consigliabile ascesa, alla cupola della Cattedrale. Una proiezione multimediale a mezz’altezza ha la funzione di permettere di riprendere fiato e di preparare il visitatore alla visione ravvicinata degli affreschi che il Guercino completรฒ tra il 1626 e il 1627, quando il Morazzone che li aveva intrapresi portando a termine due frazioni su otto, venne improvvisamente a mancare.
Lโiter del lavoro di ultimazione delle sei sezioni mancanti รจ ben descritto da Susanna Pighi nel saggio che ripercorre il periodo tra 1626 e il 1627 in cui Guercino si dedicรฒ alla preparazione e poi al celere completamento degli affreschi anche nelle lunette sottostanti, illustrati in dettaglio nel catalogo, dove si rende conto delle committenze ottenute dal Guercino durante il periodo piacentino per tele che si trovano ora custodite in vari musei dโEuropa.
Il catalogo termina con un minuzioso approfondimento, a cura di Barbara Ghelfi, Maura Favali e Chiara Matteucci, sul restauro della tela di Guercino conservata nella chiesa di San Bernardino e a lungo trascurata a causa del precario stato di conservazione, raffigurante San Francesco. La stessa tela รจ visibile per tutto il periodo della mostra, in un locale di Palazzo Farnese, con pannelli che ne documentano il recupero.
GUERCINO TRA SACRO E PROFANO
4 marzo โ 4 giugno 2017
Piacenza. Palazzo Farnese e in Cattedrale
A cura di Daniele Benati e Antonella Gigli
Main sponsor: Crรฉdit Agricole
Catalogo Skira
www.guercinopiacenza.com








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