LA CHIESA E LA CRIPTA DEL SANTO SEPOLCRO A MILANO

Milano, cripta di San Sepolcro, statua in terracotta policroma di San Carlo Borromeo.

La storia della chiesa di San Sepolcro affonda le radici nel sottosuolo della città, ancora ricco di reperti, soprattutto di epoca romana. Nel luogo in cui si trova sorgeva il cuore pulsante dell’antico Castrum Mediolanum: il Foro, all’intersezione di Cardio e Decumano.

« 1 di 3 »

Raffigurazione del sepolcro di Cristo, opera di un maestro campionese del primo Trecento

Nel più stretto canone romanico, nel 1030, Benedetto Rozone la fece costruire su un terreno di proprietà della sua famiglia, su due livelli, con la cripta sottostante, dedicandola alla Santissima Trinità. Di ritorno dalla Prima vittoriosa Crociata, un discendente del fondatore, con la benedizione dell’Arcivescovo Anselmo da Bovisio, nel 1100, volle che la chiesa di famiglia fosse dedicata al Santo Sepolcro.

 

Altare barocco

L’attuale aspetto della chiesa, risale al XVI-XVII secolo, grazie all’intervento dell’architetto Aurelio Tezzi che, incaricato da Federico Borromeo, diede all’edificio il suo aspetto barocco. In quest’ambito, nell’abside è alloggiata la complessa struttura del presbiterio, con l’altare improntata sul tema della morte e resurrezione di Cristo.

Alle estremità del transetto, due gruppi scultorei in terracotta policroma rappresentano rispettivamente tre scene della Passione di Cristo e un Ultima Cena con la lavanda dei piedi.

Dal 1929 la chiesa appartiene all’adiacente Biblioteca Ambrosiana. Per circa dieci anni, a partire da allora, la chiesa divenne luogo d’incontro per gli uomini appartenenti all’Ordine dei Cavallieri del Santo Sepolcro che si riunivano nella sua sagrestia trasformata in Sala del Capitolo.

Nella cripta, dopo la canonizzazione del 1610, è stata posta una statua in terracotta policroma di Carlo Borromeo davanti al sarcofago che la tradizione vuole contenere la terra di Gerusalemme.

La palma in bronzo dipinto, simbolo di saggezza, fu commissionata da Federico Borromeo in occasione della ristrutturazione barocca.

Condividi su:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *