IL LIBRO DELLA GENESI SECONDO SALGADO


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Sebastião Salgado – forse il più celebre e apprezzato fotografo vivente – espone a Forlì il suo progetto più ambizioso e impegnativo. Genesi rappresenta uno stato di natura. L’originale equilibrio tra l’uomo e l’ambiente.

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Dopo una breve esperienza nel campo dell’economia, l’argomento dei suoi studi di dottorato, Salgado abbraccia la musa della fotografia, portando a termine alcuni importanti réportage che hanno documentato le più acute sofferenze umane, come la migrazione forzata, la carestia, la schiavitù e il genocidio. Ritornato nella propria terra, si è impegnato a riportare la foresta amazonica nella proprietà che ha ereditato dai propri avi.


Oggi, promuovendo questa mostra in giro per il mondo, Salgado si è impegnato a portare la propria esperienza ai quattro angoli della terra per stimolare un cambiamento di prospettiva che tenda a riconsiderare l’importanza dell’immenso patrimonio forestale sacrificato fino a oggi in nome del progresso.

Sebastião Salgado

Sebastião Salgado

Sia la mostra che il libro fotografico che l’accompagna – edito da Taschen – presentano una selezione di 245 fotografie distribuite, secondo un criterio geografico, in cinque sezioni: Sud del Pianeta; Santuari; Africa; Regioni Settentrionali; Amazonia e Pantanal.

Curata da Léila Wanick Salgado, moglie e sodale del fotografo, la mostra di Forlì, occupa la monumentale, appena ristrutturata chiesa di San Giacomo Apostolo, uno scenario solenne e maestoso che aggiunge suggestione a queste immagini già cariche di bellezza e di mistero.

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